a cura di Alessandro Pirani http://it.linkedin.com/in/alepirani Naufragi Associazione culturale Naufragi Naufragi.it Dal Festival delle Fraglilità Metropolitane all’Associazione di Promozione. Il processo di costruzione di un cantiere dell’accoglienza a Bologna. Una strategia territoriale integrata. Bologna disorientata... • Da anni a Bologna il Terzo Settore s’interroga su come progettare politiche per l’accoglienza insieme e oltre il pubblico, andando a scavare là dove gli attori pubblici e privati non possono arrivare • Alcuni fronti: domanda abitativa “intrattabile”, povertà estrema, “vite nude” di fronte alle quali il “mondo del sociale”, da solo, si scopre incapace di darsi strategie efficaci e credibili • Oggi la crisi politica della città si riflette nel rinnovato disorientamento delle forze sociali. ...ma ancora responsabile • L’urgenza: fare quadrato e preparare la città ad una nuova stagione. Va ridefinita e rilanciata attorno ad un’idea progettuale ambiziosa la responsabilità sociale della politica, dell’impresa e della comunità Una semplice formula: partecipazione +responsabilizzazione = accoglienza +inclusione In mare aperto: dati e pratiche sociali • Tra il 2003 e il 2007 gli utenti degli asili notturni sono più che raddoppiati. Nel 2009 hanno raggiunto le 1300 unità • Si stima che la sola Caritas disponga di non meno di 3.000 volontari attivi nel contrasto all’emarginazione • Nel 2009 il Comune di Bologna ha speso oltre 60 milioni di € in servizi sociali (poco più del 10% del totale). Circa la metà per servizi agli anziani. • Sono oltre 640 le associazioni di volontariato attive in servizi agli anziani, ai minori, alle persone con disabilità • Rispetto all’anno precedente, nel 2010 le richieste di CIGS sono aumentate del 333,8% • Sono più di 150 le imprese cooperative sociali attive sul territorio Una strategia: anticipo e spettacolo Dove andare? Tre direzioni possibili. • La “fragilità” dei nuovi e dei vecchi poveri come lente attraverso cui guardare le città. Città che mettono in atto tentativi di accoglienza disorganici/disordinati, tra ideologia e mancanza dei requisiti minimi normativi, economici, politici per essere efficaci. • “Spettacolarizzare la povertà”. Uscire dal dibattito degli “addetti ai lavori” è il primo obiettivo. Rappresentare, rendere visibili gli invisibili, offrire mappe in progress della città che tutti vedono ma in pochi davvero conoscono, che fa notizia solo quando esce dai buchi dov’è confinata, e prova ad alzare la testa. • Il Terzo Settore (volontariato, cooperazione) si assume la responsabilità del proprio ruolo: anticipare le emergenze, darne una lettura efficace, proporre politiche. Prima del naufragio: alcuni tentativi • Nel 2005, il Centro Servizi Volontariato finanzia un progetto di ricerca-azione sull’offerta potenziale di immobili dismessi nella provincia bolognese, prospettandone possibili riconversioni ad uso abitativo, come contributo sostanziale alla risoluzione della domanda abitativa da parte di cittadini stranieri. • Dal progetto nasce un concorso di progettazione che dà vita, su un immobile messo a disposizione da un libero cittadino, ad un progetto innovativo di housing sociale. Il 7 aprile 2006, con il convegno “Economie Domestiche”, viene affrontato per la prima volta in modo sistematico il tema dell’housing sociale a Bologna. • La Consulta per la lotta all’esclusione sociale del Comune di Bologna da tempo lavora alla definizione di percorsi di supporto alle politiche municipali per l’accoglienza. Nel corso del 2007 ha definito come linea strategica di attività l’organizzazione di un evento in cui fare il punto delle politiche per l’accoglienza sul territorio, dando mandato ad un gruppo di lavoro di progettarlo ed organizzarlo, nei primi mesi del 2008 e ripetuto 18 mesi dopo. Naufraghi? Domande Le Radeau de la Méduse di Théodore Géricault (1819). Come leggere gli eventi e le tendenze del sociale? I decisori, e gli attori protagonisti sulla scena delle politiche pubbliche faticano a trovare risposte efficaci. “Le politiche sono ipotesi”, i cui risultati spesso non si riescono a mettere a sistema. Le rotte percorse nel tentativo di capirci qualcosa portano sempre più spesso alla deriva… Visto dal sociale, operatori, decisori, utenti, sono tutti naufraghi nel mare della fragilità. Ma quanto dista la terra? A quali scialuppe è possibile aggrapparsi per non affogare? Quali pratiche devono essere copiate e importate, qui? Le due edizioni del Festival • 2008 e 2010: i due anni in cui si è snodato il Festival. Primo anno di test, multidisciplinare e non monografico. Seconda edizione più leggera, con una significativa anteprima qualche mese prima (Porte Aperte) • Finanziamenti: essenzialmente di fonte ASVO (Centro Servizi Volontariato Bologna) e di diretta contribuzione da parte delle realtà cooperative e associative. Il Pubblico ha dato patrocini non onerosi all’iniziativa. Ad oggi non sono ancora state esplorate ipotesi di cofinanziamento da privati • Presenze: buona risposta di pubblico, che è stato in buona parte composto da addetti ai lavori. L’obiettivo dello sdoganamento del sociale sul grande pubblico non è stato ancora raggiunto Dal festival al cantiere dell’accoglienza • Cos’è stato il Festival? Un primo passo. Ma la crescita non è possibile senza la formalizzazione di una identità peculiare: riconoscimento, promozione, autonomia suggeriscono la costituzione di un’associazione: Naufragi. • l’Associazione vuole essere punto di incontro, facilitazione e confronto permanente per tutte le realtà coinvolte a vario titolo nella produzione di socialità ed accoglienza nella città metropolitana • Nell’Associazione sarà ospitata l’elaborazione sistematica delle emergenze e delle tendenze sociali dell’esclusione urbana, con il coinvolgimento delle Università • La partecipazione è aperta non solo alle realtà del Terzo Settore, ma a quanti ritengono di aver qualcosa da dire o da fare per migliorare le cose I soci fondatori dell’Associazione • • • • • • Associazione Arc-en-ciel Onlus Associazione MondoDonna Onlus Cooperativa sociale La Piccola Carovana Cooperativa sociale La Strada Cooperativa sociale La Rupe Cooperativa sociale Società Dolce Dove andiamo • Il Festival, prima di tutto. Necessario un salto di qualità. Ci sono le condizioni perché diventi punto di riferimento nazionale. Ad oggi le due edizioni non hanno bucato l’immaginario locale • Va ulteriormente contenuto lo specialismo dell’approccio, insistendo in modo convinto sull’urgenza di uno sdoganamento dei temi del “sociale estremo” per mezzo della leva spettacolare • Per fare questo è indispensabile che l’Associazione stringa accordi forti con le Istituzioni (locali e sovralocali) proponendosi come interlocutore autorevole e come canale privilegiato per la conoscenza e l’azione contro l’esclusione sociale, e con i privati (imprese, associazioni, fondazioni) ai quali proporre pacchetti di finanziamento e partnership Con il patrocinio BOLOGNA ASSOCIAZIONE ARC-EN-CIEL onlus CONSULTA PERMANENTE PER LA LOTTA ALL’ESCLUSIONE SOCIALE DEL COMUNE DI BOLOGNA EDIZIONE 2010 15/20 MARZO Con il supporto L’abitare, il lavoro l’autonomia fabbricafotografica Realizzato in collaborazione con VolaBO FESTIVAL DELLE FRAGILITÀ METROPOLITANE naufragi.it Quali approdi possibili Da subito: cantieri aperti • • • • • Porte Aperte e l’avvio del Cantiere. Già in progettazione la nuova edizione. Tavola rotonda di presentazione dell’Associazione Farcela…percorso di reinserimento lavorativo (già finanziato) La città invisibile (già finanziato) Associazione Naufragi. Verso il Cantiere dell’accoglienza, con la partecipazione all’Istruttoria pubblica sul Terzo Settore a Bologna Domani • • • Il Festival nel 2011 In corso di progettazione le nuove linee guida. Individuazione partners organizzativi e finanziatori Dopodomani • • Sistema locale integrato dell’accoglienza, una welfare community per Bologna. Mettere in rete i modelli europei, facendoli convergere su Bologna.