IL REGNO DELLE PIANTE
Classificazione
Appartengono a questo regno organismi:
1.
Eucarioti
cellula con nucleo
2.
Pluricellulari
organismi complessi
3.
Autotrofi
REGNO VERDE
eseguono la fotosintesi
Classificazione
Questo regno è organizzato in divisioni:
1.
Alghe: organismi poco evoluti legati all’ acqua
2.
Briofite: organismi leggermente più evoluti e mediamente legati all’ acqua (ambiente molto umido)
3.
Tracheofite: piante terrestri più evolute con radice, fusto e foglie.
Classificazione
•Piante senza fiori
•Piante con fiori
 La radice
 Il fusto
 La foglia
 Il fiore
 I frutti e i semi
PIANTE
Acquatiche
Terrestri
Senza vasi conduttori
ALGHE
Con vasi conduttori
Con semi
Senza semi
verdi rosse
brune
Briofite
SPERMATOFITE
Senza fiore
Pteridofite
Con fiore
e frutto
gimnosperme
angiosperme
EVOLUZIONE DELLE PIANTE
Le piante nella loro evoluzione passano a
colonizzare le terre emerse sviluppando
nuove strutture cellulari, sviluppano cioè
adattamenti morfologici per la sopravvivenza
al nuovo ambiente (terrestre)
PIANTE SEMPLICI
Milioni di anni fa esistevano sulla
Terra soltanto piante senza fiori e
senza frutti, sono le cosiddette piante
semplici:
• Alghe
• Briofite
ALGHE
Piante meno evolute legate all’ acqua (marine o acque dolci).
• Il loro corpo è chiamato tallo ed è costituito da cellule
tutte uguali non organizzate in tessuti.
• Non è presente una struttura con funzione di radice, nè un
fusto o le foglie.
TALLO
BRIOFITE
Le briofite sono piante antiche, che si
originarono da alghe verdi che riuscirono
ad adattarsi alla terraferma.
Le briofite rappresentano l'anello di
congiunzione fra piante acquatiche e
terrestri, la loro vita si svolge in parte in
ambiente acquatico e
MUSCHIO
in parte in ambiente terrestre.
EPATICA
Prime piante ad aver colonizzato le terre emerse pur rimanendo legate ancora all’ acqua per la riproduzione.
Vivono infatti in ambienti estremamente umidi.
• Ancora non è presente una vera radice, fusto e foglie anche se c’è un accenno alla organizzazione in
tessuti, non avendo vasi conduttori assorbono l’acqua per imbibizione, come una spugna.
• E’ presente infatti una primitiva radice detta rizoide
• Si suddividono in muschi ed epatiche
CICLO VITALE DEI MUSCHI
TRACHEOFITE
Si suddividono in:
1. PTERIDOFITE: licopodi e felci
FELCI
EQUISETO
LICOPODI ( Selaginella dentellata )
1. SPERMATOFITE: piante superiori che si riproducono con seme che a loro volta si suddividono in
Gimnosperme
Piante con seme «nudo» (la pigna)
Angiosperme
Piante con fiore e frutto
PTERIDOFITE
Le pteridofite sono state le prime piante a ben adattarsi alla vita sulla terraferma.
Un tempo erano grandi come alberi mentre oggi sono di dimensioni molto ridotte.
PTERIDOFITE
• Sono le prime piante ad avere radice, fusto e foglie.
• Si riproducono a cicli alterni per via asessuata attraverso le spore,
e per via sessuata attraverso gameti.
• Legate ad ambienti umidi, prediligono il sottobosco.
EQUISETO
FELCI
LICOPODI ( Selaginella dentellata )
Struttura pteridofite
PTERIDOFITE
Le pteridofite hanno:
•Radici per ancorarsi al suolo e per l’assorbimento dell’acqua.
•Fusto con canali interni.
•Foglie per la fotosintesi
•Cellule con pareti cellulari contenenti la lignina adatte per sostenere la pianta.
CICLO VITALE PTERIDOFITE
Solo per la riproduzione vi è una dipendenza dall’acqua.
SPERMATOFITE
gimnosperme
• Sono le piante superiori che per riprodursi hanno sviluppato il seme.
• Si suddividono in gimnosperme che non hanno frutto, ma una pigna
che contiene i semi e angiosperme che hanno il fiore ed il seme
protetto da un frutto.
angiosperme
Tracheofite
• Prendono il nome anche di CORMOFITE, cioè piante
con il Cormo cioè il corpo suddiviso in
• Foglie
• Fusto
• Radice
Le tracheofite più evolute hanno questi tre organi,
ognuno specializzato in una particolare funzione.
Tracheofite spermatofite GIMNOSPERME
«Piante con seme nudo», queste piante non hanno veri fiori ma strutture
riproduttive chiamate pigna o cono simile ad un fiore primitivo , queste
piante vengono chiamate conifere o aghiformi.
STRUTTURA RIPRODUTTIVA GIMNOSPERME
Nel cono maschile ogni squama porta una
specie di sacca contenente il polline
struttura
struttura
CICLO RIPRODUTTIVO GIMNOSPERME
PRINCIPALI SPECIE DI GIMNOSPERME
FORME FOGLIE AGHIFORMI
Tracheofite spermatofite ANGIOSPERME
ANGIOSPERME
letteralmente significa «piante con seme protetto», così chiamate perché il seme è contenuto
nel frutto. Distinguiamo:
ANGIOSPERME MONOCOTILEDONI
ANGIOSPERME DICOTILEDONI
ANGIOSPERME MONOCOTILEDONI
ANGIOSPERME DICOTILEDONI
DIFFERENZE MORFOLOGICHE
MONOCOTILEDONI E DICOTILEDONI
Principali differenze morfologiche tra gimnosperme e angiosperme
STRUTTURA E MORFOLOGIA DI UNA PIANTA SUPERIORE
Le piante complesse sono dunque caratterizzate dalla presenza di:
•Radice
•Fusto
•Foglie
•Fiore
•Seme
LA RADICE
FUNZIONI della RADICE:
• Assorbimento: la radice è in grado si assorbire
acqua e sali minerali dal terreno, l’insieme di queste
sostanze forma la linfa grezza.
• Sostegno: la radice fissa la pianta al terreno.
• Riserva : formata in gran parte da parenchima di
riserva è il principale organo di accumulo delle
sostanze prodotte dalla fotosintesi
MORFOLOGIA DELLA RADICE
La zona intermedia è
responsabile della
crescita della radice
verso il basso
La cuffia è la parte terminale della
radice; esercita un’azione protettiva
sulla radice durante la sua
penetrazione nel suolo
Attraverso i peli radicali
avviene l’assorbimento
dell’acqua e dei sali minerali
• La zona apicale, che sulla punta, è in continuo accrescimento perché fatta da cellule giovani in grado di riprodursi in
continuazione e determinando l’allungamento della radice.
• La cuffia facilita la penetrazione nel terreno dell’apice radicale, protegendolo dallo sfregamento.
• La zona di accrescimento è liscia e formata da cellule che si allungano e aumentano di volume.
• La zona di assorbimento è ricca di peli radicali, il cui compito è assorbire l’acqua e i sali minerali dal terreno.
Questi peli, sono minuscole piccole sporgenze, che aumentano enormemente la superficie assorbente della
radice.L’assorbimento dei peli avviene tramite il meccanismo dell’osmosi
• Il colletto è la parte di raccordo con il fusto.
MORFOLOGIA DELLA RADICE
• Zona Apice protetta dalla Cuffia
• Zona di allungamento o accrescimento
• Zona di assorbimento con i peli radicali
• Colletto
ANATOMIA DELLA RADICE
• tessuto epidermico
• corteccia radicale;
• cilindro centrale con il tessuto conduttore
• midollo
• Tutte le cellule della radice sono rivestite dalla membrana e dalla parete cellulare, che
contiene la cellulosa.
• Inoltre nelle parti legnose è presente anche la lignina, una sostanza ancora più resistente.
All’interno della radice troviamo:
• il tessuto epidermico: è lo strato di cellule che ricopre la radice e che forma i peli radicali e la
• corteccia radicale;
• il tessuto conduttore: è formato da cellule disposte in fila che formano piccoli tubicini,
i vasi conduttori.
I vasi conduttori possono essere:
• vasi legnosi (cellule con lignina), che per capillarità permettono alla linfa grezza di salire al
fusto alle foglie
• vasi cribrosi (cellule prive di lignina) che lasciano passare la linfa elaborata dalle foglie
MORFOLOGIA
DI UNA PIANTA
PELI RADICALI
Peli radicali visti al
microscopio elettronico a
scansione (SEM)
COME FA’ LA RADICE AD ASSORBIRE L’ACQUA DAL TERRENO
LINFA GREZZA
+ Sali = LINFA GREZZA
Forme delle radici
A tubero
Fittone
Avventizie o aggrappanti
Fascicolate
Forme delle radici più comuni
• A fittone: da una radice principale si sviluppano radici più piccole (es. carota, fagiolo).
• Fascicolate: tante radici secondarie tutte uguali tra loro (es. frumento).
• Avventizie: alcune piante, oltre alle normali radici; emettono lungo il fusto altre radici che
non affondano nel terreno. Esse servono per arrampicarsi sui muri e sui tronchi degli alberi
(es. edera).
• A tubero: la radice diventa un deposito di sostanze nutrienti (es. patata).
….altre forme
Radici utili all’uomo
Fin dalla preistoria l’uomo ha imparato a sfruttare
le radici dei vegetali per la propria alimentazione.
Ad esempio oggi coltiviamo in modo industriale:
• la barbabietola per estrarre lo zucchero da
tavola;
• rape e rapanelli sono usate per consumo fresco
• rabarbaro da cui si ottengono sostanze utili come
digestivi
IL FUSTO
ll fusto è l'organo fondamentale delle piante vascolari, nasce dal prolungamento della radice,
generalmente porta rami, foglie e gemme che nascono in zone precise, chiamate nodi, e che sono
separate da spazi detti internodi.
Il fusto mette in comunicazione le radici con le foglie.
Nel suo interno corrono lunghi canali attraverso i quali circolano i liquidi.
IL FUSTO
Il fusto è percorso da due tipi di vasi:
• I vasi legnosi o vasi della linfa grezza. Sono formati da
cellule morte, quindi vuote al loro interno.
• I vasi cribrosi o canali della linfa elaborata. Sono formate
da cellule allungate, sovrapposte con pareti bucherellate
LE FUNZIONI DEL FUSTO
• Trasporto: Il trasporto della linfa grezza nella
pianta è assicurato dal fusto.
• Sostegno: garantisce alle foglie la massima
esposizione alla luce per svolgere la funzione di
fotosintesi.
• Riserva : in alcuni casi il fusto si modifica per
svolgere funzioni di riserva.
Es. nel cactus il fusto funge da riserva di acqua, o
nella patata dove il fusto diventa sotterraneo e si
ingrossa per fare da riserva di amido
Morfologia
• Gemma Apice
• Zona di differenziazione
• Zona a struttura primaria
• Zona a struttura secondaria
(non esiste nelle piante erbacee)
Anatomia
• Epiderma
• Corteccia
• Cilindro centrale
• Legno con i vasi legnosi
• Libro con i vasi cribrosi
• Cambio
• Midollo
IL FUSTO
Sezione del tronco
Sezionando trasversalmente un fusto si riconoscono, diversi strati che dall’esterno all’interno sono:
• L’epidermide: che ricopre il fusto e serve a proteggerlo
• La corteccia: che avvolge il fusto e lo protegge da parassiti e agenti atmosferici (essa può essere
molto sviluppata e forma il sughero)
• Il cilindro centrale:in cui si trova immerso il sistema vascolare della pianta, formato verso l’esterno dai
vasi cribrosi (libro o floema) e verso l’interno dai vasi legnosi (legno o xilema);
• Il midollo: al centro del fusto, che ha la funzione di immagazzinare le sostanze di riserva per la pianta.
In esso sono depositati gli alimenti non utilizzati, cioè una specie di dispensa alla quale la pianta attinge
nei periodi di carestia.
• Il cambio: è un tessuto che si trova tra il libro e il legno. Questo tessuto si riproduce ogni anno e
permette la crescita in grossezza del fusto, producendo verso l’esterno nuovi vasi cribrosi e verso
l’interno nuovi vasi legnosi.
ANELLI DI ACCRESCIMENTO FUSTO LEGNOSO
ANELLI DI ACCRESCIMENTO FUSTO LEGNOSO
• La crescita in grossezza del fusto crea una successione di anelli
ben marcati, dal numero di questi anelli è possibile stabilire l’età
della pianta.
Gli anelli più larghi sono stati prodotti in annate buone e calde,
quelli più stretti in annate fredde e di carestia. Quindi sono
anche buoni indicatori dell’andamento climatico di una certa
zona.
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Le piante più longeve sono quelle ad alto fusto:
olmo
400 anni
faggio
500 anni
noce
900 anni
castagno 1100 anni
tiglio
1200 anni
ulivo
2000 anni
tasso
3000 anni
sequoia 3500 anni
Gli alberi sono caratterizzati da due parti detti sistemi:
Il sistema aereo
(che emerge dal terreno)
Il sistema radicale
(che si dirama sottoterra)
Come fa una pianta a
diventare albero?
• Il sistema aereo della pianta cresce sia
in altezza sia in larghezza
• Il sistema radicale si sviluppa sia in
lunghezza sia in larghezza sotto il
terreno per sostenere la pianta e
mantenerla ben ancorata
• La crescita in altezza o lunghezza
prende il nome di accrescimento
primario
• L’ingrossamento in larghezza
detto accrescimento secondario
viene
Forme di fusti più comuni
Esistono vari tipi di fusto, che si distinguono in base a differenti criteri:
• IN BASE ALLA CONSISTENZA
• IN BASE AL PORTAMENTO
• SE SOTTERRANEO
• IN BASE ALLA FORMA
In base alla CONSISTENZA
Fusto erbaceo: Tenero e di colore verde; prende il nome di stelo
Fusto succulento: Ricco di acqua, tipico delle piante che vivono in zone aride (piante grasse)
Fusto legnoso: Robusto e generalmente di colore marrone
In base alla CONSISTENZA
In base alla FORMA
•Fusto Arboreo: le ramificazioni partono da una certa altezza del fusto (Quercia)
•Fusto Stipite (Palma)
•Fusto Arbustivo: le ramificazioni partano dalla base del fusto (Rosmarino, nocciolo)
In base alla FORMA
• IN BASE AL PORTAMENTO
• SE SOTTERRANEO
a)
Tubero: (Patata)
b)
Rizoma: (Iris)
c)
Bulbo: (Tulipano)
1.
Fusto Volatile (Fagiolo)
2.
Fusto Rampicante (Edera)
3.
Fusto Orizzontale o stelone (Fragola)
c
3
a
b
1
2
FUSTO SOTTERRANEO
TIPO DI FUSTO NON SOTTERRANEO E CON PORTAMENTO SPECIFICO
FUSTI MODIFICATI
ACCRESCIMENTO DEL FUSTO
La crescita in lunghezza del fusto avviene verso
l’alto, “dalla punta”, o meglio dalla gemma apicale.
LA FOGLIA
La foglia si sviluppa come un'appendice
laterale di rami e fusti ed è deputata
alla trasformazione dell'energia
raccolta nell'ambiente esterno e alla
sintesi delle sostanze nutritive.
LE FUNZIONI DELLA FOGLIA
Per una pianta deve nutrirsi, respirare, distribuire le
sostanze nelle sue varie parti e regolare quindi l’acqua
contenuta
nel
proprio
corpo.
Questo
avviene
soprattutto grazie alle funzioni che si verificano nelle
foglie:
• Fotosintesi clorofilliana
• Traspirazione
• Respirazione
Morfologia della foglia
• La lamina o lembo
• Apice
• Margine
• Base
• Nervatura primaria
• Nervatura secondaria
• Il Picciolo
• La Guaina
La foglia propriamente detta, o normofillo, consta di tre parti:
• La guaina è la parte basale, più o meno slargata, della foglia, che abbraccia parzialmente o totalmente il
ramo;
• il picciolo è la parte allungata che unisce la guaina al lembo;
• il lembo o lamina fogliare infine è la porzione laminare della foglia e presenta due facce: la pagina
superiore (rivolta verso l’alto e di colore verde scuro) e la pagina inferiore (rivolta verso il basso e di
colore verde chiaro) e tre regioni: la base, l'apice e il margine.
La lamina fogliare è percorsa in tutta la sua estensione dalle nervature, che sono fasci conduttori,
formati da legno e da cribro, direttamente raccordati con quelli che percorrono il fusto. Attraverso la
porzione legnosa delle singole nervature giungono alla foglia l'acqua e i sali minerali assorbiti dalla
radice; attraverso la porzione cribrosa vengono distribuite, nelle varie parti della pianta, le soluzioni
zuccherine (linfa elaborata) prodotte nella foglia in seguito alla fotosintesi.
Nelle foglie a simmetria dorso-ventrale si distingue una nervatura principale, o mediana, da cui si
dipartono, su entrambi i lati, nervature secondarie più piccole; queste a loro volta possono dare origine
a nervature terziarie e così via, in modo che si viene a formare una fitta rete di tessuti conduttori che
percorre tutta la lamina.
Sezione della foglia
ANATOMIA DELLA FOGLIA
• Cuticola
• Epidermide superiore
• Tessuto a palizzata
• Con i cloroplasti
• Tessuto lacunoso
• Epidermide inferiore
• Con gli stomi
LO STOMA E LE CELLULE GUARDIA
Gli stomi sono piccole aperture delimitate da cellule particolari a forma
di bocca (cellule di guardia), che regolano il diametro dello stoma,
consentendo gli scambi gassosi tra l’atmosfera esterna e le cellule della
foglia.
APERTURA STOMALE
La fotosintesi
FASE LUMINOSA: la luce del sole viene
catturata con la clorofilla e viene usata per
separare le molecole d’acqua assorbita dal
terreno in idrogeno e ossigeno. L’ossigeno
viene subito liberato nell’aria.
FASE OSCURA: si svolge di notte (senza la
luce) e l’idrogeno viene unito alle molecole di
anidride carbonica e si forma il glucosio
(molecola energetica per la pianta)
La traspirazione
Attraverso la traspirazione le piante liberano sotto
forma di vapore acqueo l’acqua assorbita e non utilizzata
Evapotraspirazione
IL MOVIMENTO DELL’ACQUA ATTRAVERSO LA PIANTA
L’acqua persa per traspirazione
dalle foglie produce un effetto
di “aspirazione” dell’acqua
provocandone la risalita dalle
radici.
Classificazione delle foglie
Le foglie si distinguono in base alle forma diverse forme che possono essere le sue parti:
La FORMA dalla foglia è il suo aspetto esteriore, determinata dal contorno che ne delimita la superficie.
DIGITATA.
ELLITTICA.
BIPENNATA.
PALMATA.
LINEARE.
LOBATA.
OVATA.
Il MARGINE dalla foglia è il bordo che la delimita.
SEGHETTATO.
SINUATO.
DENTELLATO.
CRENATO.
LISCIO.
LOBATO.
Le nervature della foglia possono essere
disposte in modo diverso
• penninervia: nervatura centrale che si divide
in secondarie, terziarie,..
• palminervia: ricorda il palmo della mano
(3,5,7,9 punte)
• parallelinervia le nervature sono tutte
principali e parallele
…Forma, margine,nervature
L’ACQUA nella PIANTA
. Assorbimento a livello della radice: peli radicali e osmosi
. Trasporto acqua a livello del fusto: coesione molecole acqua
. Perdita molecole d’acqua: foglia e traspirazione
LA RIPRODUZIONE DELLE PIANTE
Gli esseri viventi possono riprodursi per:
VIA SESSUATA (o gamica): i figli sono generati dalla fusione di due cellule (gameti) provenienti da due
individui di sesso diverso
VIA ASESSUATA (o agamica) ( o vegetativa): i figli sono prodotti da un unico individuo
La via asessuata è molto diffusa nel Regno vegetale:
• I fusti sotterranei (bulbi, rizomi, tuberi) generano nuove piantine
• Piante erbacee (fragola) generano nuovi individui per propagazione di stoloni
• Giovani germogli (polloni) si sviluppano dalla base del fusto di platani e tigli
• Nuove piantine si sviluppano da rami di salici caduti a terra.
Significato di agamica:
a = senza
gamica = unione
LA RIPRODUZIONE SESSUATA DELLE PIANTE CON FIORE
La riproduzione delle piante con i fiori avviene attraverso le seguenti tappe, che rappresentano il loro ciclo vitale
 L’impollinazione
 La fecondazione
 Lo sviluppo del seme e del frutto
 La disseminazione
 La germinazione
LA RIPRODUZIONE ASESSUATA DELLE PIANTE
La riproduzione asessuata che produce individui geneticamente identici, viene condotta anche
artificialmente dai coltivatori attraverso:
(b)
La margotta (a)
La talea (b)
La propaggine (c) (d)
(a)
(c) (d)
IL FIORE
Le piante terrestri per riprodursi sessualmente, in un ambiente aereo, hanno evoluto una struttura
specializzata: il fiore, un ambiente chiuso e riparato dal disseccamento, adatto per la fecondazione.
IL FIORE
Il fiore è
l’apparato riproduttore
delle angiosperme
o fanerogame.
Il fiore delle angiosperme
Le piante superiori hanno una riproduzione sessuale: il
pistillo è l’organo riproduttivo femminile, lo stame
quello maschile.
Se il fiore porta entrambi i sessi si dice ermafrodita.
Queste parti centrali sono circondate
da parti protettive: i petali colorati che
formano la corolla e i sepali verdi che
formano il calice. Il tutto è sostenuto
dal peduncolo.
Struttura del fiore
OVARIO
OVULO
RICETTACOLO
PEDUNCOLO
Struttura del fiore
Struttura del fiore
Il fiore delle angiosperme
Il fiore tipico delle angiosperme presenta
al centro un organo cavo a forma di
bottiglia, il pistillo, circondato da
numerosi filamenti che terminano con una
parte ingrossata (antera), gli stami.
PISTILLO = organo riproduttore femminile
STAMI = organo riproduttore maschile
Il fiore delle angiosperme:
Il pistillo ha una forma a bottiglia,
presenta una parte allargata verso il
basso (l’ovario) un collo più o meno
allungato (lo stilo) e una parte terminale
appiattita e appiccicosa (lo stimma)
• L’ovario contiene gli ovuli
Il fiore delle angiosperme:
Gli stami si compongono di un lungo filamento e di una parte
ingrossata, formata da due sacchette affiancate, le antere.
• Antera + filamento = stame
• Antere contengono il Polline
L’IMPOLLINAZIONE
L’impollinazione è il trasporto del polline dagli organi maschili agli organi femminili.
Impollinazione
zoogama
Polline trasportato dall’acqua
Impollinazione
idrogama
Impollinazione anemogama
L’IMPOLLINAZIONE
In alcuni fiori come ad esempio la salvia sono presenti meccanismi particolari per il
trasporto del polline da parte degli insetti: impollinazione entomogama
L’IMPOLLINAZIONE
LA FECONDAZIONE
La fecondazione avviene nell’ovario, precisamente nell’ovulo, che contiene il gamete femminile.
Al momento della riproduzione dalle antere esce il polline che posandosi sullo stimma forma un
prolungamento, il tubetto pollinico, che scende lungo lo stilo giungendo fino all’ovulo.
LA FECONDAZIONE
Dalla fecondazione si forma lo zigote che si moltiplica originando il piccolo
embrione.
A questo punto l’ovulo si è trasformato in seme, organo che protegge e nutre
l’embrione.
LA FECONDAZIONE
Il seme è costituito anche da sostanze di riserva e da un rivestimento esterno, il tegumento.
PLUMULA
RADICHETTA
PLUMULA: germoglio
Dal seme al frutto
L’ovario in cui si è sviluppato il seme, si gonfia e diventa il frutto.
I frutti che derivano dall’ingrossamento dell’ovario sono detti veri frutti, per distinguerli
dai falsi frutti che si sviluppano invece da altri parti del fiore (ex: dal ricettacolo come nel caso della mela)
VERI FRUTTI E FALSI FRUTTI
Frutti e semi
A cosa serve il frutto?
A proteggere il seme e a garantirne la dispersione nell’ambiente, non troppo vicino alla pianta madre.
Vi sono vari tipi di frutto, i più comuni sono quelli carnosi.
DISSEMINAZIONE DEL SEME
I frutti carnosi hanno una polpa zuccherina che attrae gli animali.
Gli animali che se ne nutrono espellono poi i semi lontano da dove li hanno ingeriti.
Ci sono anche i frutti secchi, di dimensioni minori di quelli
carnosi, che vengono trasportati in diversi modi.
Disseminazione zoofila
Le noci di cocco sono dei frutti carnosi
che si affidano all’acqua per la loro
disseminazione.
Disseminazione idrofila
Disseminazione anemofila
LA GERMINAZIONE
Quando il seme è maturo e cade al suolo e trova le condizioni adatte di temperatura e umidità, germina.
Il seme si gonfia d’acqua, consuma le sue riserve alimentari e lascia spuntare la nuova pianta.
LA GERMINAZIONE
In alcuni semi di angiosperme le sostanze di riserva
passano all’embrione attraverso due cotiledoni, per
questo sono chiamate piante dicotiledoni.
In altri semi delle angiosperme, come quelle del
granturco, vi è un solo cotiledone; queste piante sono
dette monocotiledoni.
Seme e Germinazione