lepromatosa e altre malattie associate a edema facciale. f

F
F Fahrenheit (scala di temperatura); farad; fertilità
(plasmide); campo visivo; fluoro; formula; French
(scala); fenilalanina.
F faraday; forza.
F1, F2, F3, ecc. generazione filiale, con la generazione specificata dal numero riportato come
pedice.
f femto-.
f frequenza (2).
F e R forza e ritmo (del polso).
Fab [In. fragment, antigen-binding] originariamente uno dei due frammenti identici ciascuno
contenente un sito antigenico legante, ottenuti
mediante scissione con papaina della molecola di
immunoglobulina IgG; ora generalmente utilizzato come aggettivo in riferimento a un “braccio”
di un qualsiasi monomero di immunoglobulina.
fabella pl. fabellae [L.] osso sesamoide fibrocartilagineo riscontrato occasionalmente nel muscolo
gastrocnemio che si articola con il femore.
faccetectomia asportazione della faccetta articolare di una vertebra.
faccetta piccola superficie piana su di un corpo
duro, come su di un osso.
faccia 1. parte anteriore o ventrale, del cranio che va
dalla fronte al mento. 2. qualsiasi parte o superficie
di presentazione. f. a luna piena, vedi sotto facies.
FACD [In.] Fellow of the American College of
Dentists: membro del collegio americano degli
odontoiatri.
-facente suffisso [L.] che fa, che causa il divenire.
fachite infiammazione del cristallino.
faci(o)- prefisso [L.] volto.
faciale pertinente a o diretto verso la faccia.
facies pl. faccia [L.] 1. volto. 2. superficie; il versante esterno di una parte del corpo o di un organo. 3. espressione (1). f. a luna piena, faccia
tonda, dovuta alla deposizione di grasso nelle
guance e nelle regioni temporali, osservata nella
sindrome di Cushing. f. da elfo, caratteristiche
facciali (occhi distanziati, orecchie a impianto
basso e irsutismo), che si osservano nei bambini
affetti da condizioni congenite come sindrome di
Donohue e sindrome di Williams. f. di Potter,
caratteristica espressione facciale osservate con
la sequenza dell’oligoidramnios, che comprende
naso appiattito, mento retratto, ampio spazio interpupillare e grandi orecchie a impianto basso.
f. leonina, profondamente solcata, con aspetto
simil-leonino, riscontrata in alcuni casi di lebbra
lepromatosa e altre malattie associate a edema
facciale. f. parkinsoniana, viso immobile e inespressivo simile a una maschera con ammiccamenti rari (fissità dello sguardo) patognomonico
del parkinsonismo.
facilitativo in farmacologia, indica una reazione
che nasce come risultato indiretto di un’azione
farmacologica, come lo sviluppo di un’infezione
conseguente a un’alterazione della microflora
normale dovuta a un antibiotico.
facilitazione 1. accelerazione o assistenza di un
processo naturale. 2. in neurofisiologia, l’effetto
di un impulso nervoso che agisce attraverso una
sinapsi e che comporta un aumento del potenziale
postsinaptico degli impulsi susseguenti in quella
fibra nervosa o in altre fibre nervose convergenti.
faciobrachiale relativo a faccia e a braccio.
faciolinguale relativo a faccia e a lingua.
facioplastica chirurgia plastica o ricostruttiva del
volto.
facioplegia paralisi facciale.
facoanafilassi ipersensibilità verso la proteina
del cristallino oculare indotta dalla fuoriuscita di
materiale dalla capsula lenticolare.
facocele ernia del cristallino dell’occhio.
facocistectomia escissione di una parte della
capsula del cristallino per cataratta.
facocistite infiammazione della capsula del cristallino.
facoemulsionamento metodo di estrazione della cataratta nel quale il cristallino è frammentato
tramite vibrazioni ultrasoniche e simultaneamente irrigato e aspirato.
facoerisi rimozione del cristallino nella cataratta
mediante aspirazione.
FACOG [In.] Fellow of the American College of
Obstetricians and Gynecologists: membro del
collegio americano degli ostetrici e ginecologi.
facoide a forma di lente.
facoidite fachite.
facolisi decomposizione o frantumazione del cristallino dell’occhio. facolitico, agg.
facoltà 1. normale potere o una funzione in particolare della mente. 2. istituzione di apprendimento.
facoltativo non obbligatorio; relativo alla capacità di adattarsi a particolari circostanze o di assumere un particolare ruolo.
facoma amartoma tipico delle facomatosi come
la lesione sentinella della sclerosi tuberosa. Vedi
anche tuber.
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facomalacia rammollimento del cristallino.
facomatosi parte di un gruppo di anomalie dello
sviluppo, congenite ed ereditarie, con coinvolgimento selettivo dei tessuti ectodermici; principalmente la cute e il sistema nervoso centrale.
facometacoresi dislocazione del cristallino.
facosclerosi indurimento del cristallino; cataratta dura.
facoscopio strumento per esaminare le modificazioni di accomodazione del cristallino.
facotossico che esercita effetto lesivo sul cristallino.
FACP [In.] Fellow of the American College of
Physicians: membro del collegio americano dei
medici.
FACS [In.] Fellow of the American College of
Surgeons: membro del collegio americano dei
chirurghi.
FACSM [In.] Fellow of the American College of
Sports Medicine: membro del collegio americano per la medicina sportiva.
FAD [In.] Flavin Adenine Dinucleotide: flavin adenin dinucleotide.
fae- per parole che iniziano in questo modo vedi
quelle che iniziano con fe-.
fagedena ulcera che si espande rapidamente e
causa croste sulla pelle.
fagedenico relativo a o caratterizzato da fagedena.
-fagia suffisso [Gr.] ingestione, deglutizione.
fago batteriofago.
-fago suffisso [Gr.] che fagocita o distrugge.
fagocita cellula in grado di ingerire microrganismi o altre cellule e particelle estranee come i microfagi i macrofagi o i monociti. fagocitico, agg.
fagocitolisi distruzione dei fagociti. fagocitolitico, agg.
fagocitosi endocitosi di microrganismi o di altre
cellule e particelle estranee da parte dei fagociti.
fagocitotico, agg.
fagosoma vescicola provvista di membrana all’interno di un fagocita che contiene il materiale fagocitato.
fagotipo tipo fagico; vedi sotto tipo.
falang(o)- prefisso [Gr.] falange o falangi.
falange 1. osso di un dito della mano o del piede; il
pollice e l’alluce ne hanno due mentre tutte le altre dita di mano e piede, tre. 2. una di una serie di
tavole che sono disposte in fila e compongono la
membrana reticolare dell’organo del Corti. falangeo, agg.
falangectomia escissione di una falange.
falangeo relativo a una falange.
falangite infiammazione di una o più falangi.
falce struttura a forma di falce. f. cerebrale, piega
della dura madre nella fessura longitudinale che
separa gli emisferi cerebrali. f. del cervelletto,
piega della dura madre che separa gli emisferi
cerebellari. f. inguinale, espansione laterale del
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fantasia
margine laterale del retto dell’addome che si fissa
all’osso pubico.
falciale relativo a una falce.
falciforme a forma di falce.
falcizzazione sviluppo di cellule falciformi nel
sangue.
fallectomia penectomia.
fallico relativo a o che ricorda un fallo.
fallite penite.
fallo 1. pene. 2. rappresentazione del pene. 3. abbozzo del pene o clitoride che si sviluppa dal tubercolo genitale.
falloidina veleno esapeptidico estratto dal fungo
Amanita phalloides che provoca astenia, vomito,
diarrea, convulsioni e morte.
falloplastica chirurgia plastica del pene.
falloppioscopia visualizzazione endoscopica delle tube uterine usando un approccio nonincisionale transvaginale e transuterino.
falsificazione che giace. f. retrospettiva, alterazione incosciente di esperienze passate per conformarsi alle attuali necessità emozionali.
falso 1. inganno; imitazione fraudolenta. 2. non
genuino; fraudolento; caratterizzato da falsità.
falso negativo 1. denota il risultato di una prova
che esclude erroneamente un individuo da una
categoria. 2. un individuo così escluso. 3. un
esempio di un risultato falso negativo.
falso positivo 1. denota il risultato di una prova
che assegna erroneamente un individuo a una categoria. 2. un individuo così categorizzato. 3. un
esempio di un risultato falso positivo.
famciclovir profarmaco del penciclovir utilizzato
nel trattamento di herpes zoster, di herpes genitalis e di herpes simplex mucocutaneo nei pazienti immunocompromessi.
fame desiderio invincibile come per il cibo. f. d’aria, respiro di Kussmaul.
famiglia 1. gruppo di individui che discendono da
un antenato comune. 2. sottodivisione tassonomica subordinata a un ordine (o a un subordine)
e superiore a una tribù (o a una sottofamiglia).
familiare presente in più membri di una famiglia
rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare dal caso.
Cf. genetico.
famotidina antagonista del recettore H2 dell’istamina che inibisce la secrezione gastrica acida; utilizzato nel trattamento e nella profilassi
dell’ulcera gastrica o duodenale, della malattia da
reflusso gastroesofageo, dei sanguinamenti superiori gastro-intestinali e delle condizioni associate
all’ipersecrezione gastrica.
fannia genere di mosche le cui larve causano miasi
intestinale e urinaria nell’uomo.
FANS farmaco antinfiammatorio non steroideo.
fantasia sequenza immaginata di eventi che possono soddisfare i desideri inconsci o esprimere
conflitti inconsci di un individuo.
DEF
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fantasma
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fantasma 1. modello del corpo o di una parte di
esso. 2. apparecchio che simula gli effetti in vivo
delle radiazioni sui tessuti. 3. figura debole e sbiadita mancante della sostanza tipica della realtà. 4.
allucinazione. eritrocita f., membrana eritrocitaria che rimane intatta dopo emolisi.
fantosmia parosmia che consiste nella percezione di un odore in assenza di un qualsiasi stimolo
esterno.
FAPHA [In.] Fellow of the American Public Health
Association: membro dell’associazione americana di salute pubblica.
Far 1. farmacia. 2. farmaceutico. 3. farmacopea.
farad (F) unità SI di capacitanza elettrica; capacitanza di un condensatore che rifornito con un coulomb
fornisce una differenza di potenziale di 1 volt.
faraday (F) carica elettrica trasportata da una mole di elettroni o da un peso equivalente di ioni pari
a 9,649 × 104 coulomb.
farcino vedi morva.
faring(o)- prefisso [Gr.] faringe.
faringalgia faringodinia.
faringe gola; cavità muscolomembranosa al di dietro delle cavità nasali della bocca e della laringe
comunicante con esse e con l’esofago.
faringectomia escissione di parte della faringe.
faringeo relativo alla faringe.
faringismo spasmo muscolare della faringe.
faringite mal di gola; infiammazione della faringe. f. streptococcica, grave infezione della gola
che si verifica in epidemie di solito causata dallo
Streptococcus pyogenes, con iperemia locale e talvolta essudato grigio e ingrandimento dei linfonodi
cervicali. faringitico, agg.
faringocele protrusione erniaria o deformazione
cistica della faringe.
faringodinia dolore alla faringe.
faringoesofageo relativo alla faringe e all’esofago.
faringomicosi ogni infezione micotica della faringe.
faringoparalisi paralisi dei muscoli faringei.
faringoplegia faringoparalisi.
faringoscopia esame visivo diretto della faringe.
faringostenosi stenosi della faringe.
faringotomia incisione chirurgica della faringe.
farmaceutico relativo alla farmacia o ai farmaci.
farmacia 1. branca delle scienze mediche che studia la preparazione la distribuzione e l’impiego
appropriato dei farmaci. 2. luogo nel quale i farmaci sono preparati o distribuiti.
farmacista persona abilitata alla preparazione e
alla vendita, oppure alla distribuzione dei farmaci
e sostanze medicinali e fare prescrizioni.
farmaco 1. sostanza chimica che influisce sui processi della mente o del corpo. 2. qualunque composto chimico usato nella diagnosi nel trattamento
o nella prevenzione di malattie o di altre condi-
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zioni anomale. 3. per uso ricreativo. 4. da somministrare come sostanza a qualcuno. f. antinfiammatorio non steroideo, (FANS) gruppo ampio
chimicamente eterogeneo di farmaci che inibiscono l’enzima cicloossigenasi con conseguente diminuzione della sintesi di precursori di prostaglandine e trombossani; hanno un’azione analgesica
antipiretica e antinfiammatoria. f. antireumatico
modificante la malattia ([In.] DMARD: DiseaseModifying Antirheumatic Drug), classe di agenti
antireumatici che si caratterizzano per la loro capacità di modificare il decorso della malattia, in contrapposizione al semplice trattamento dei sintomi.
f. biologici, medicinali ottenuti da organismi
viventi e dai loro prodotti che comprendono sieri,
vaccini, antigeni e antitossine ecc. f.(i) d’autore,
droghe di abuso simile nella modalità d’azione
ad altre sostanze d’abuso più vecchie solitamente creata facendo piccole modificazioni chimiche
rispetto a quella di partenza. f. orfano, che ha un
richiamo commerciale limitato a causa della rarità della condizione in cui è usato come terapia.
f. per uso ricreativo, sostanza psicoattiva, legale
o illegale, usata per il piacere derivante dal consumo e non per necessità mediche. f. psicoattivo,
f. psicotropo, vedi sotto sostanza.
farmaco- prefisso [Gr.] farmaco, medicina.
farmacoangiografia angiografia in cui la visualizzazione è migliorata regolando il flusso di
sangue mediante somministrazione di agenti vasodilatatori e vasocostrittori.
farmacocinetica azione dei farmaci nel corpo
durante un lasso di tempo che comprende i processi di assorbimento, distribuzione e localizzazione nei tessuti biotrasformazione ed escrezione.
farmacodinamica studio degli effetti biochimici e fisiologici dei farmaci e dei loro meccanismi
d’azione inclusa la correlazione tra le loro azioni
ed effetti con la loro struttura chimica. farmacodinamico, agg.
farmacogenetica studio clinico delle variazioni
ereditate nella natura delle risposte ai farmaci focalizzato su singoli geni. Nella pratica, il termine viene spesso usato come sinonimo di farmacogenomica.
farmacogenomica studio di variazioni ereditate
in molti geni, che impongono la risposta ai farmaci e il modo in cui queste possono essere usate per
predire la risposta individuale a un farmaco. Nella
pratica, farmacogenomica viene spesso usato in
maniera intercambiabile con farmacogenetica.
farmacognosia branca della farmacologia che
tratta dei farmaci naturali e dei loro componenti.
farmacologia scienza che si occupa di origine,
natura, chimica, effetti ed uso dei farmaci; essa
include farmacognosia, farmacocinetica, farmacodinamica, farmacoterapeutica e tossicologia.
farmacologico riguardante la farmacologia o le
proprietà e le azioni dei farmaci.
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farmacologo specialista dello studio del meccanismo d’azione dei farmaci.
farmacopea autorevole trattato sui farmaci e la
loro preparazione. Vedi anche farmacopea americana. farmacopeico, agg. f. statunitense, vedi
sotto USAN.
farmacopea americana (United States Pharmacopeia; USP) un compendio legalmente riconosciuto di standard per i farmaci, pubblicato
dalla United States Pharmacopeial Convention
Inc. e periodicamente aggiornato. Include anche
metodi e test per la determinazione di forza, qualità e purezza.
farmacoterapia trattamento delle malattie con
medicinali.
fascia 1. tessuto fibroso che giace sotto la cute
o riveste muscoli e vari organi del corpo. Parte,
struttura oppure mezzo che unisce; per strutture
anatomiche, vedi frenulo, tenia, trabecola e legamento. 2. in odontoiatria, sottile striscia metallica
posizionata attorno a un dente o alle sue radici. fasciale, agg. f. adherens, la porzione del
complesso giunzionale delle cellule di un disco
intercalato, che è il corrispondente della zonula
adherens delle cellule epiteliali. f. cribrosa, fascia
superficiale della coscia che copre lo sbocco della
safena. f. di Camper, strati adiposi della fascia sottocutanea addominale, superficialmente allo strato membranoso. f. di Scarpa, rivestimento profondo membranoso del tessuto sottocutaneo addominale. f. endotoracica, quella sotto il rivestimento sieroso della cavità toracica. f. extraperitoneale, strato sottile del tessuto connettivo
areolare che separa il peritoneo parietale dalla fascia trasversale nell’addome e nella pelvi.
f. extrasierosa, qualsiasi strato fasciale del tronco posto dietro alla fascia parietale ed esternamente alla fascia viscerale. f. faringobasilare,
membrana fibrosa resistente nella parete della
faringe, che si congiunge con il periosteo alla base del cranio. f. investente, uno strato di fascia
che si estende internamente dalla fascia profonda
e investe strutture quali i muscoli. f. lata, fascia
profonda della coscia. f. parietale, qualsiasi fascia posta esternamente allo strato parietale della
sierosa e fiancheggia le pareti di un organo cavo.
f. profonda, una membrana fibrosa e densa fissa
che riveste il tronco e gli arti, da cui derivano
le guaine per i vari muscoli. f. superficiale, tela
sottocutanea. f. trasversale, parte dello strato
profondo più interno della parete addominale,
prosegue nella fascia del lato opposto dietro al
muscolo del retto dell’addome e la sua guaina.
f. viscerale, termine generico che include la fascia posta immediatamente al di fuori dello strato
viscerale delle sierose, insieme alla fascia che avvolge direttamente il viscere.
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fasciola
fasciare 1. trattamento che consiste nell’avvolgere un paziente in coperte o lenzuola o un arto in
aciugamani, bagnati o asciutti caldi o freddi; altresì, le coperte o asciugamani utilizzati a questo
scopo. 2. tamponare.
fascicolare 1. relativo a un fascicolo. 2. fascicolato.
fascicolato ravvicinato insieme o raggruppatesi
in fasci o fascicoli.
fascicolazione 1. formazione di fascicoli. 2. piccola contrazione involontaria muscolare locale
visibile sotto la cute, rappresentante la spontanea
emissione di fibre innervate da un singolo filamento nervoso motorio.
fascicolo 1. piccolo tratto o grappolo in particolare di fibre nervose tendinee o muscolari. 2. tratto,
fascio o gruppo di fibre nervose che sono più o
meno connesse funzionalmente.
fasciculus pl. fasciculi [L.] fascicolo. f. cuneato
del midollo allungato, la continuazione verso
il midollo allungato del fascicolo cuneato del midollo spinale. f. cuneato del midollo spinale,
la porzione laterale del funicolo posteriore del
midollo spinale composta di fibre ascendenti che
terminano nel nucleo cuneato. f. gracile del midollo allungato, la continuazione nel midollo allungato del fasciculus gracile del midollo spinale.
f. gracile del midollo spinale, la parte mediana
del funicolo posteriore del midollo spinale composta da fibre ascendenti che terminano nel nucleus gracilis. f. mammillotalamico, uno spesso
fascio di fibre dal corpo mammillare al nucleo
anteriore del talamo.
fascio raccolta di fibre o filamenti, come le fibre
muscolari o fascicolo o fascio di fibre nervose.
f. atrioventricolare, f. AV, fascio di His. f. comune, la parte indivisa del fascio di His dalla
sua origine al nodo atrioventricolare al punto di
divisione nelle branche di destra e sinistra. f. di
His, fascio di fibre muscolari cardiache atipiche
che connette gli atri con i ventricoli del cuore,
costituito da un tronco e due branche; propaga
il ritmo di contrazione atriale ai ventricoli, e la
sua interruzione provoca un blocco cardiaco. Il
termine è a volte utilizzato in particolare per denotare soltanto il tronco del fascio. f. di Thorel,
fascio di fibre muscolari del cuore umano che
collega i nodi senoatriale e atrioventricolare.
f. mediale del proencefalo, gruppo di fibre nervose che contiene il tegmento mesencefalico ed
elementi del sistema limbico.
fasciodesi sutura di una fascia all’inserzione
scheletrica.
Fasciola genere di fasciole, che comprende la
F. hepatica, il comune distoma epatico degli erbivori, a volte riscontrato nel fegato umano.
fasciola pl. fasciolae [L.] 1. piccola banda o strut-
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fascioliasi
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tura a forma di striscia. 2. piccolo bendaggio. 3.
trematode. fasciolare, agg.
fascioliasi infezione da Fasciola.
fasciolopsiasi infezione da Fasciolopsis.
Fasciolopsis genere di trematodi, che comprende F. buski, il più grande dei distomi intestinali,
trovato nell’intestino tenue di residenti in tutta
l’Asia.
fasciotomia incisione di una fascia.
fascite infiammazione di una fascia. f. eosinofila,
infiammazione delle fasce degli arti, con eosinofilia, edema e rigonfiamento, spesso dopo un
esercizio faticoso. f. necrotizzante, infezione
necrotica fulminante producente gas delle fasce
superficiali e profonde, che causa trombosi dei
vasi sottocutanei e gangrena rapidamente invasiva dei tessuti sottostanti; più strettamente associata a infezione da streptococchi del gruppo
A, ma spesso a infezione polimicrobica (batteri
aerobi e anerobi). f. nodulare, una proliferazione benigna reattiva dei fibroblasti nei tessuti
sottocutanei che interessa abitualmente la fascia
profonda usualmente in giovani adulti. f. proliferativa, una proliferazione benigna reattiva dei
fibroblasti nei tessuti sottocutanei, simile alla fascite nodulare, ma caratterizzata anche da cellule
basofile giganti e dalla localizzazione nel muscolo
scheletrico in adulti anziani. f. pseudosarcomatosa, fascite nodulare.
fase 1. uno degli aspetti o degli stadi attraverso
cui può passare un certo fenomeno. 2. in chimica fisica, ogni parte di un sistema fisicamente o
chimicamente distinta omogenea and meccanicamante separabile. fasico, agg. cinque f.(i), nella
medicina tradizionale cinese, gruppo di relazioni
dinamiche (chiamate terra, metallo, acqua, legno
e fuoco); che possono essere usate per identificare
le relazioni tra i fenomeni. f. eritrocitica, fase
del ciclo vitale del plasmodium malariae, nella
quale i parassiti si moltiplicano nei globuli rossi.
f. follicolare, il primo stadio del ciclo ovarico
che dura dal termine della fase mestruale all’ovulazione e coincide con la fase proliferativa del
ciclo uterino; è caratterizzata dallo sviluppo di
un follicolo ovarico dominante. f. G0, specifico
sottotipo della fase G1, in cui le cellule svolgono le loro normali funzioni ma non proliferano.
f. G1, parte del ciclo cellulare che va dalla fine della divisione cellulare (fase M) fino all’inizio della
sintesi del DNA (fase S). f. G2, fase di relativa
quiescenza del ciclo cellulare, che va dalla fine
della fase S fino all’inizio della divisione cellulare,
durante la quale l’accuratezza della replicazione
del DNA viene verificata e le sezioni errate vengono riparate. f. luteale, fase del ciclo ovarico,
compresa tra l’ovulazione e la fase mestruale;
durante la quale il follicolo ovarico si trasforma
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in corpo luteo; corrisponde alla fase secretoria
nell’utero. f. M, parte del ciclo cellulare durante
il quale si verifica la mitosi; suddivisa in profase,
metafase, anafase e telofase. f. mestruale, la fase
del ciclo mestruale umano, successiva alla fase
luteinica che si verifica solo in assenza di fecondazione. Il corpo luteo regredisce ed è espulso
con la mestruazione e comincia lo sviluppo del
follicolo ovarico che porta alla fase follicolare.
f. proliferativa, fase del ciclo uterino, corrispondente alla fase follicolare del ciclo ovarico, in cui
lo strato funzionale dell’endometrio viene riparato e prolifera durante la mestruazione. f. S, parte
del ciclo cellulare, vicina alla fine dell’interfase,
durante la quale avviene la sintesi di DNA; tra la
fase G1 e G2. f. secretoria, fase del ciclo uterino,
corrispondente alla fase luteale del ciclo ovarico,
caratterizzata da assottigliamento e incremento
della vascolarizzazione dell’endometrio.
FASHP federazione delle associazioni scuole professioni sanitarie.
fasmide 1. coppia di chemorecettori caudali presenti in alcun nematodi (phasmidia). 2. nematode
che contiene fasmidi.
fastigium [L.] 1. il punto più alto del tetto del
quarto ventricolo cerebrale. 2. l’acme o punto più
alto. fastigiale, agg.
fatale mortale; letale; che provoca morte.
fattore agente o elemento che contribuisce alla
produzione di un risultato. f. I, fibrinogeno: proteina plasmatica ad alto peso molecolare, convertita in fibrina per azione della trombina. La sua
carenza determina afibrinogenemia o ipofibrinogenemia. f. II, protrombina: proteina plasmatica
convertita in trombina ad opera del fattore X attivato nella via comune della coagulazione. La
sua carenza conduce a ipoprotrombinemia. f. III,
tromboplastina tissutale: lipoproteina che agisce
nella via estrinseca della coagulazione, attivando
il fattore X. f. IV, calcio. f. V, proaccelerina: fattore funzionante sia nella via intrinseca che nella
via estrinseca della coagulazione, che catalizza la
scissione della protrombina in trombina. La carenza porta alla paraemofilia. f. VII, proconvertina: fattore funzionante nella via estrinseca della
coagulazione, che agisce con il fattore III per attivare il fattore X. La carenza, sia ereditaria che
associata al deficit di vitamina K, determina una
tendenza all’emorragia. f. VIII, fattore antiemofilico (AHF), fattore difficilmente conservabile,
che partecipa nella via intrinseca della coagulazione ematica, agendo come cofattore nell’attivazione del fattore X. Il deficit, un tratto recessivo
legato alla X, causa emofilia A. f. IX, sostanza
facilmente conservabile coinvolta nella via intrinseca della coagulazione sanguigna, attivante il
fattore X. La carenza determina la sindrome
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emorragica emofilia B, che somiglia all’emofilia
A; è trattata con preparati purificati del fattore,
sia di origine plasmatica umana che ricombinante
o con il complesso fattore IX. f. X, fattore di
Stuart: fattore stabile nella conservazione che
partecipa in entrambe le vie, intrinseca ed estrinseca della coagulazione sanguigna, unendole per
iniziare la via comune della coagulazione; come
parte del complesso protrombinasi, il fattore X
attivato attiva la protrombina. La carenza può
causare un disordine coagulativo sistemico. La
forma attivata è anche chiamata trombochinasi.
f. XI, l’antecedente della tromboplastina plasmatica: fattore stabile coinvolto nella via intrinseca
della coagulazione sanguigna, in grado di attivare
il fattore IX. La carenza determina il difetto emocoagulativo emofilia C. f. XII, fattore di Hageman:
fattore stabile attivato per contatto con il vetro o
altre superfici estranee, che avvia la via intrinseca
della coagulazione ematica mediante attivazione
del fattore XI. f. XIII, fattore stabilizzante la fibrina: fattore che polimerizza i monomeri di fibrina, consentendo la formazione di un solido
coagulo ematico. La sua carenza determina una
diatesi emorragica clinica. f. accelerante, fattore
V della coagulazione. f. angiogenetico, sostanza
che causa la crescita di nuovi vasi sanguigni, osservata nei tessuti con elevate necessità metaboliche e anche rilasciata dai macrofagi per iniziare la
rivascolarizzazione nel processo di guarigione
delle ferite. f. antiemofilico, ([In.] AHF: AntiHemophilic Factor) fattore VIII della coagulazione; preparazione di fattore VIII usata per la
prevenzione o il trattamento dell’emorragia in
pazienti con emofilia A e per il trattamento del
morbo di Von Willebrand dell’ipofibrinogenemia e del deficit di fattore XIII come i preparati
derivati da plasma umano o porcino o da tecnologia ricombinante. f. antiemofilico A, fattore
VIII della coagulazione. f. antiemofilico B, fattore IX della coagulazione. f. antiemofilico C,
fattore XI della coagulazione. f. antinucleare,
([In.] ANF: AntiNuclear Factor) vedi sotto anticorpo. f. attivante gli osteoclasti, ([In.] OAF:
Osteoclast Activating Factor) una linfochina prodotta da linfociti che facilita il riassorbimento
osseo. f. B, un componente del complemento che
partecipa alla via alternativa del complemento.
f. D, proteasi serinica della via alternativa del
complemento che scinde il fattore B legato al
C3b rilasciando Ba mentre lascia il Bb legato al
C3b per formare la C3 convertasi C3bBb. f. della coagulazione, gruppo di sostanze nel sangue,
che sono essenziali per il processo della coagulazione e quindi per il mantenimento dell’emostasi
normale. Esse sono designate dai numeri romani
ai quali il simbolo “a” viene aggiunto a indicare lo
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fattore
stato di attivazione. Vedi anche fattori piastrinici.
f. di accelerazione del decadimento, ([In.]
DAF: Decay Accelerating Factor) una proteina
presente nella maggior parte delle cellule ematiche così come delle cellule endoteliali ed epiteliali CD55; essa protegge le membrane cellulari
dall’attacco ad opera del complemento autologo.
f. di attivazione piastrinica, ([In.] PAF: Platelet
Activating Factor) sostanza di origine immunologica, che funge da mediatore dell’agglutinazione
e della degradazione piastrinica e della broncocostrizione. f. di Christmas, fattore IX della coagulazione. f.(i) di Clotting, f.(i) della coagulazione. f. di crescita, sostanza che promuove l’accrescimento scheletrico o somatico abitualmente un
minerale un ormone o una vitamina. f. di crescita derivato dalle piastrine, ([In.] PDGF: Platelet-Derived Growth Factor) sostanza contenuta negli alfa granuli delle piastrine, la cui azione
contribuisce alla riparazione delle pareti vasali
danneggiate. f. di crescita dell’endotelio vascolare, f. di permeabilità vascolare, ([In.]
VPF: Vascular Permeability Factor), ([In.] VEGF:
Vascular Endothelial Growth Factor) fattore
peptidico mitogeno delle cellule endoteliali vascolari; promuove la vascolarizzazione tissutale e
svolge un ruolo importante nell’angiogenesi neoplastica. f. di crescita epidermico, ([In.] EGF:
Epidermal Growth Factor) polipeptide mitogeno
prodotto da numerosi tipi cellulari e in grandi
quantità da parte di alcuni tumori; promuove la
crescita e la differenziazione; è essenziale per
l’embriogenesi, particolarmente importante per
la guarigione delle ferite. f. di crescita fibroblastico, famiglia di polipeptidi strutturalmente
correlati che agiscono come molecole di segnalazione e di regolazione della proliferazione cellulare, sopravvivenza, migrazione e differenziazione. f.(i) di crescita insulino-simili, ([In.] IGF:
Insulin-like Growth Factor) sostanze similinsuliniche presenti nel siero che non reagiscono con
gli anticorpi antinsulina; sono dipendenti dall’ormone della crescita e possiedono tutte le proprietà che promuovono la crescita tipiche delle somatomedine. f. di crescita trasformante, ([In.]
TGF: Transforming Growth Factor) qualsiasi
delle numerose proteine secrete da cellule trasformate e causante la crescita di cellule normali
sebbene non causante trasformazione. f. di depressione del miocardio, ([In.] MDF: Myocardial Depressane Factor) peptide formato in
risposta alla caduta della pressione arteriosa sistemica; ha un effetto negativo inotropico sulle fibre
muscolari miocardiche. f.(i) di differenziazione
delle cellule B, ([In.] BCDF: B Cell Differentiation Factors) fattori derivati dalle cellule T
che stimolano le cellule B a differenziarsi in cel-
DEF
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fattore
306
lule secernenti anticorpi. f. di Fitzgerald, un chininogeno ad alto peso molecolare. f. di Fletcher,
precallicreina. f. di Hageman, ([In.] HF: Hageman factor) fattore XII della coagulazione. f. di
liberazione dell’istamina, ([In.] HRF: Histamine-Releasing Factor) linfochina che induce la
liberazione di istamina da parte dei basofili legati
alle IgE nell’ultima fase della reazione allergica.
f. di necrosi tumorale, ([In.] TNF: Tumor Necrosis Factor) una delle due linfochine che causano necrosi emorragica di alcune cellule tumorali,
ma non colpisce le cellule normali; sono state
impiegate come farmaci sperimentali antineoplastici. Il fattore di necrosi tumorale α (precedentemente cachettina) è prodotto da macrofagi, eosinofili e cellule NK. Il fattore di necrosi tumorale β
è una linfotossina. f. di permeabilità dei linfonodi, ([In.] LNPF: Lymph Node Permeabilità
Factor) sostanza dei normali linfonodi che determina permeabilità vascolare. f. di protezione
solare, il rapporto tra il numero minimo di dosi
di energia UV necessarie a indurre un eritema
attraverso un filtro di protezione solare e quello
necessario per provocare la medesima reazione
sulla cute non protetta. f. di restrizione omologo, ([In.] HRF: Homologous Restriction Factor)
proteina regolatoria che lega il complesso di attacco di membrana nelle cellule autologhe, inibendo le fasi finali dell’attivazione del complemento. f.(i) di rilascio, ([In.] RF: Releasing Factors) fattori prodotti in una struttura del corpo
responsabili del rilascio di ormoni da un’altra
struttura; applicati a sostanze di ignota struttura
chimica, mentre quelli di identità chimica stabilita sono denominati ormoni rilascianti. f. di rischio, una condizione o una caratteristica chiaramente definita che è stata associata all’aumentata
incidenza di una malattia che si sviluppa in seguito. f. di Stuart f. di Stuart-Prower, fattore X
della coagulazione. f. di tolleranza al glucosio,
un complesso biologicamente attivo di cromo e
acido nicotinico che facilita la reazione dell’insulina con siti recettoriali sui tessuti. f. di trasferimento di resistenza, ([In.] RTF: Resistance
Transfer Factor), la porzione di un plasmide R
contenente i geni per la coniugazione e la replicazione. f. di trasformazione dei linfociti, ([In.]
LTF: Lymphocyte Transforming Factor) una
linfochina che causa trasformazione ed espansione clonale dei linfociti non sensibilizzati. f. di
von Willebrand, ([In.] vWF: von Willebrand
Factor), glicoproteina che circola unita al fattore
VIII della coagulazione, mediando l’adesione
delle piastrine alle superfici epiteliali danneggiate. La carenza comporta la malattia di von Willebrand. f. estrinseco, cianocobalamina. f. F (di
fertilità), plasmide F. f. H, glicoproteina che agi-
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sce come inibitore della via alternativa di attivazione del complemento. f. I, enzima plasmatici
che regola entrambe le vie classiche e le vie alternative di attivazione del complemento per inattivazione della loro C3 convertasi. f. inibente i
leucociti, ([In.] LIF: Leukocyte Inhibitory
Factor) una linfochina che previene la migrazione dei leucociti polimorfonucleati. f.(i) inibitori,
fattori elaborati da una struttura del corpo che
inibiscono il rilascio di ormoni da parte di un’altra struttura; applicati a sostanze di natura chimica ignota mentre quelli di identità chimica stabilita sono denominati ormoni inibenti. f. intrinseco, glicoproteina secreta dalle cellule parietali
delle ghiandole gastriche necessaria per l’assorbimento della vitamina B12. La mancanza di fattore
intrinseco con conseguente deficit di vitamina B12
comporta la comparsa dell’anemia perniciosa.
f. LE, un anticorpo antinucleo che ha una velocità di sedimentazione di 7S e che reagisce con i
nuclei dei leucociti riscontrato nel siero nel lupus
eritematoso sistemico. f. mitogenico dei linfociti, ([In.] LMF: Lymphocyte Mitogenic Factor)
una macromolecola non dializzabile, resistente al
calore, liberata dai linfociti stimolati da uno specifico antigene; causa la trasformazione blastica e
la divisione cellulare nei linfociti normali. f. nefritico C3, (C3 NeF) un autoanticorpo che stabilizza la C3 convertasi della via alternativa del
complemento, prevenendo la sua inattivazione ad
opera del fattore H e che comporta il completo
consumo del C3 plasmatico; è riscontrato nel siero di molti pazienti con glomerulonefrite membranoproliferativa di tipo II. f. P, properdina. f.(i)
piastrinici, fattori importanti nell’emostasi che
sono contenuti nelle o sono legati alle piastrine.
f. piastrinico 1, fattore V adsorbito della coagulazione dal plasma. f. piastrinico 2, acceleratore
della reazione trombina-fibrinogeno. f. piastrinico 3, lipoproteina con ruolo nell’attivazione sia
del fattore X della coagulazione che della protrombina. f. piastrinico 4, componente intracellulare proteica delle piastrine del sangue, capace
di inibire l’attività dell’eparina. f. R, vedi sotto
plasmide. f. reumatoide, ([In.] RF: Rheumatoid
Factor) proteina (IgM) evidenziabile mediante
test sierologici che è riscontrata nel siero della
maggior parte dei pazienti con l’artrite reumatoide e in altre patologie (correlate e non correlate)
e talvolta in persone apparentemente normali.
f. Rh (Rhesus), antigeni geneticamente determinati presenti sulla superficie degli eritrociti; l’incompatibilità per questi antigeni tra madre e figli
è responsabile dell’eritroblastosi fetale. f. rilassante derivato dall’endotelio, ([In.] EDRF:
Endothelium-Derived Relaxing Factor), ossido
nitrico. f. stabilizzante la fibrina, ([In.] FSF:
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Fibrin-Stabilizing Factor) fattore XIII della coagulazione. f.(i) stimolante i linfociti B, ([In.]
BSF: B lymphocyte Stimulatory Factor) sistema
di nomenclatura per i fattori che stimolano le
cellule B rimpiazzando i nomi individuali dei fattori con l’indicazione BSF: e un codice aggiuntivo descrittivo. f.(i) stimolante le colonie, gruppo di linfochine glicoproteiche prodotte dai monociti ematici, dai macrofagi tissutali, dai linfociti stimolati e richieste per la differenziazione
delle cellule staminali in colonie cellulari granulocitiche e monocitiche; queste stimolano la produzione dei granulociti e dei macrofagi e sono
state usate sperimentalmente come agenti cancerogeni. f. stimolante le colonie di granulociti,
([In.] G-CSF: Granulocyte Colony-Stimulating
Factor) fattore stimolante le colonie che stimola
la produzione di neutrofili da parte delle cellule
precursore. f. stimolante le colonie di granulociti e macrofagi, ([In.] GM-CSF: GranulocyteMacrophage Colony-Stimulating Factor), fattore
stimolante le colonie che si lega alle cellule staminali e alla maggior parte dei mielociti e stimola la
loro differenziazione in granulociti e macrofagi.
f. tissutale, fattore III della coagulazione.
fauci il passaggio tra la gola e la faringe. fauciale,
agg.
faucite mal di gola; infiammazione delle fauci.
fauna la vita animale presente in o tipica di un determinato luogo.
faveolato alveolato.
favismo anemia emolitica acuta scatenata dalla fava (per ingestione o inalazione del polline)
abitualmente causata dal deficit della glucosio6-fosfato deidrogenasi negli eritrociti.
favo tipo di tinea spesso del cuoio capelluto, ma
talvolta colpisce aree glabre della cute con formazione di scutuli, che possono ingrossarsi e
confluire a formare prominenti masse simili a nidi d’ape; dovuti all’infezione ad opera del fungo
Trichophyton, abitualmente T. schoenleinii.
Fc frammento cristallizzabile; frammento ottenuto
mediante digestione con papaina delle immunoglobuline. Contiene la maggior parte dei determinanti antigenici.
Fc’ frammento prodotto in piccole quantità mediante digestione con papaina delle immunoglobuline. Contiene la parte principale della porzione terminale C dei due frammenti Fc.
Fd porzione della catena pesante di un frammento
Fab prodotto dalla digestione con papaina di una
IgG [In.].
FDA Food and Drug Administration.
FDI [Fr] Fédération Dentaire Internationale: federazione dentaria internazionale.
Fe ferro ferrum [L.], ferro.
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febbre
febbre 1. piressia; aumento della temperatura corporea oltre al normale (37 °C). 2. qualsiasi malattia caratterizzata da aumento della temperatura
corporea. febbrile, agg. f. asettica, febbre associata a ferite asettiche, presumibilmente dovuta
alla disintegrazione dei leucociti o all’incorporazione di tessuti avascolarizzati o traumatizzati.
f. blackwater, grave complicanza della malaria
falciparum, con emissione di urina da rosso scuro
a nera, grave tossicità ed elevata mortalità. Vedi f.
emoglobinuria. f. bottonosa, malattia trasmessa
da zecche endemica nell’area del Mediterraneo,
in Crimea, in Africa e in India dovuta a un’infezione da Rickettsia conorii con brividi, febbre, lesione cutanea primitiva (tache noire) ed esantema
che compare tra il secondo e il quarto giorno.
f. centrale, febbre alta dovuta a una disfunzione nei centri termoregolatori dell’ipotalamo.
f. chiazzata delle Montagne Rocciose, infezione da Rickettsia rickettsii trasmessa dalle zecche e
caratterizzata da febbre, dolori muscolari e debolezza seguiti da un’eruzione maculare petecchiale
che inizia sulle mani e sui piedi e si diffonde al
tronco e al volto con altri sintomi a livello del
sistema nervoso centrale e altrove. f. continua,
febbre con variazioni minime nell’arco di 24 ore.
f. da farmaci, reazione febbrile a un agente terapeutico come un vaccino un antineoplastico o un
antibiotico. f. da fieno, forma stagionale di rinite
allergica caratterizzata da congiuntivite acuta,
lacrimazione bruciore edema della mucosa nasale, secrezione nasale e attacchi di starnutazione,
una condizione allergica o anafilattica scatenata
da un allergene specifico (p.es. polline). f. da fieno non stagionale, f. da fieno perenne, rinite
allergica non stagionale. f. da flebotomo, malattia febbrile virale di breve durata, trasmessa dalla
mosca della sabbia Phlebotomus papatasi, con sintomi simili a quelli della dengue, osservabile
nell’area mediterranea e Medio Orientale. f. da
fumo di metalli, malattia dei saldatori e dei soggetti che lavorano con metalli volatilizzati; si manifesta con sete improvvisa, sapore metallico in
bocca febbre alta con brividi sudorazione e leucocitosi. f. da fumo di polimeri, malattia professionale dovuta all’esposizione a prodotti di combustione dei polimeri come il Teflon; le manifestazioni sono molto simili a quelli della febbre da
fumo di metalli. f. da graffio di gatto, vedi sotto
malattia. f. da morso di ratto, una delle due malattie infettive acute e clinicamente simili, generalmente trasmessa dal morso del ratto, una forma delle quali (la bacillare) è causata dallo
Streptobacillus moniliformis e l’altra forma (quella
spirillare) dallo Spirillum minor. f. da morso di
zecca, qualsiasi condizione febbrile che ha come
vettore di diffusione la zecca, come la febbre re-
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febbre
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cidivante. f. da morso di zecca africana, 1. Tipo
di febbre esantematica osservabile nel Sudafrica,
causata dall’infezione da Rickettsia africae e si diffonde tramite morso di zecche, appartenenti al
genere Amblyomma. 2. Tipo di febbre ricorrente
causata da Borrelia duttonii. f. da umidificatore,
malessere, febbre, tosse e mialgia causate dall’inalazione di aria passata attraverso umidificatori
deumidificatori o aria condizionata contaminata
con funghi amebe o actinomiceti termofilici. f. da
zecche del Colorado, febbre non esantematica
trasmessa da zecche causata da un arenavirus e
osservata nella zona occidentale degli Stati Uniti
e in Canada. f. del Nilo occidentale, vedi sotto
encefalite. f. del pappagallo, psittacosi. f. delle
trincee, patologia rickettsiale trasmessa dai pidocchi e dovuta alla Bartonella quintana; trasmessa dal pidocchio del corpo, Pediculus humanus
corporis, e caratterizzata da febbre intermittente,
dolori e mali generalizzati, particolarmente intensi alle gambe, brividi, sudorazione, vertigini,
malessere, eritema simile a quello tifoide e recidive multiple. f. di Haverhill, forma bacillare
della febbre da morso di ratto trasmessa attraverso l’ingestione di latte crudo contaminato o dei
suoi derivati. f. di Kataiama, febbre associata a
infezioni schistosomiali gravi, accompagnata da
epatosplenomegalia ed eosinofilia. f. di Lassa,
febbre emorragica acuta, causata da un arenavirus, endemica in tutta l’Africa occidentale, ma
presente in tutto il mondo, trasmessa attraverso i
roditori Mastomys o occasionalmente per contagio interumano; molte delle infezioni sono lievi o
subcliniche; tuttavia, l’infezione può progredire
fino ad un grave coinvolgimento sistemico, potenzialmente fatale. f. di origine ignota, (FOI)
malattia febbrile che persiste per almeno tre settimane (alcuni specialisti acconsentono a una
durata più breve), con una temperatura di almeno
38,3 °C come minimo in tre occasioni e con impossibilità di stabilire una diagnosi, nonostante le
intensive valutazioni del paziente ricoverato o
meno (tre visite in ambulatorio o tre giorni di
ospedalizzazione). f. di Oroya, la prima fase della bartonellosi frequentemente accompagnata da
anemia emolitica fatale. f. di Pontiac, malattia
autolimitata caratterizzata da febbre, tosse, dolori muscolari, brividi, cefalea, dolori toracici, stato
confusionale e pleurite causata da un ceppo di
Legionella. f. emoglobinurica, complicanza pericolosa della malaria falciparum con emissione di
urina da rosso scuro a nera, grave tossicità e alta
mortalità. f. emorragica Crimea-Congo, febbre emorragica talvolta fatale causata da un bunyavirus trasmessa da zecche e per contatto con
sangue, secrezioni o liquidi di animali o uomini
infetti; è presente dalla Russia meridionale all’A-
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sia centrale nonché nell’Africa sub-sahariana.
f. emorragica epidemica, malattia infettiva acuta caratterizzata da febbre, porpora, collasso vascolare periferico e insufficienza renale acuta,
causata da un virus del genere Hantavirus e che si
ritiene essere trasmessa all’uomo per contatto
con la saliva e gli escrementi di roditori infetti.
f. enterica, una del gruppo di malattie febbrili
associate a sintomi enterici e causate da salmonelle in particolare la febbre tifoide e la febbre paratifoide. f. esantematica, una qualsiasi delle numerose febbri trasmesse dalle zecche, dovuta a infezione da rickettsiae e caratterizzata da eruzioni
cutanee, come la febbre chiazzata delle Montagne
Rocciose o la febbre bottonosa. f. esantematica
giapponese, infezione acuta che si verifica in
Giappone ed è causata dalla Rickettsia japonica,
trasmessa dalle zecche della famiglia Ixodidae; caratterizzata da febbre, cefalea, aspetto di escara e
rash. f. faringocongiuntivale, malattia epidemica causata da un adenovirus, osservata soprattutto
nei bambini in età scolare e caratterizzata da febbre, faringite, congiuntivite, rinite e ingrossamento dei linfonodi cervicali. f. gialla, malattia
virale acuta, infettiva, trasmessa da zanzare, principalmente endemica nelle regioni tropicali del
Sud America e dell’Africa e caratterizzata da febbre ittero dovuto a necrosi del fegato e albuminuria. f. intermittente, attacco di malaria o altra
febbre caratterizzata da parossismi ricorrenti di
piressia separati da intervalli durante i quali la
temperatura è normale. f. mediterranea familiare, malattia ereditaria di solito presente in armeni ed ebrei sefarditi, con brevi attacchi ricorrenti di febbre, dolori all’addome al torace o alle
articolari ed eritema simile all’erisipela; può essere complicata dall’amiloidosi. f. paratifoide, malattia febbrile clinicamente indistinguibile dalla
febbre tifoide, ma solitamente più lieve e causata
da specie diverse di Salmonella. f. pretibiale, tipo
di leptospirosi caratterizzata da un esantema sulla regione pretibiale, accompagnata da dolore
lombare e retrorbitale malessere generale coriza
e febbre. f. puerperale, febbre con setticemia
dopo il parto, in cui il focus infettivo è molto
spesso nell’utero; di solito è dovuta a uno streptococco. f. Q, infezione febbrile generalmente
respiratoria per la prima volta descritta in
Australia e causata da Coxiella burnetii. f. recidivante, ognuna delle due malattie infettive dovute
a specie di Borrelia. La f. recidivante da morso di
zecca è endemica in presenza di alcune zecche
mentre la f. recidivante da pidocchi è diffusa dai pidocchi, presenti sul corpo umano quando la popolazione vive in condizioni di affollamento e
poco igieniche. Entrambe sono caratterizzate da
periodi alternati di febbre e apiressia che durano
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5-7 giorni. f. remittente, febbre che mostra variazioni significative nel corso di 24 ore, ma nella
quale la temperatura non scende mai a valori normali. f. reumatica, malattia febbrile che si manifesta come complicanza di infezioni da streptococco emolitico di gruppo A, caratterizzata da
lesioni infiammatorie focali multiple delle strutture connettivali, specie quelle del cuore, dei vasi
sanguigni e delle articolazioni e dalla presenza
nel miocardio e nella cute dei corpi di Aschoff.
f. ricorrente, 1. febbre parossistica ricorrente,
come nelle patologie quali malaria e tularemia. 2.
febbre recidivante. f. scarlattina, malattia acuta
causata da streptococchi del gruppo b-emolitico
A caratterizzata da faringotonsillite ed eritema
cutaneo, causato da un’esotossina prodotta dallo
streptococco; l’eruzione è diffusa e di color rosso
vivo e può essere seguita da desquamazione.
f. tifoide, infezione dovuta a Salmonella typhi, che
coinvolge soprattutto i follicoli linfoidi dell’ileo
con brividi, febbre, cefalea, tosse, prostrazione
distensione addominale, splenomegalia ed eruzione maculopapulare; nei casi non curati può
verificarsi una perforazione dell’intestino.
fecale relativo a o della natura delle feci.
fecalito coprolito.
fecaloide simile al materiale fecale.
fecaloma massa simil-tumorale di materiale fecale nel retto.
feci sostanza di rifiuto emessa dall’intestino, escrementi. f. ad acqua di riso, la diarrea acquosa del
colera. f. argentee, feci dal colorito argenteo
dovuto alla mescolanza di melena e steatorrea; si
verifica nella sprue tropicale in bambini affetti da
diarrea cui vengono somministrati sulfamidici, e
nel carcinoma dell’ampolla di Vater.
fecondabilità probabilità che il concepimento
avverrà in una data popolazione di coppie, durante uno specifico periodo di tempo.
fecondazione fertilizzazione; unione dei gameti
maschili e femminili a formare lo zigote diploide
che porta allo sviluppo di un nuovo individuo.
Vedi anche trasferimento, per le tecniche di fecondazione in vitro. f. esterna, unione dei gameti
all’esterno del corpo degli organismi originanti,
come nella maggior parte dei pesci. f. in vitro,
(FIV) prelievo di un uovo maturo, sua fecondazione in un mezzo di coltura in laboratorio e
impianto dell’uovo fecondato nell’utero. f. interna, unione dei gameti all’interno del corpo della
femmina, dopo che lo spermatozoo è stato trasferito dal corpo del maschio mediante un organo
sessuale accessorio o altri mezzi.
fecondità fertilità.
feculento 1. che presenta residui o sedimento. 2.
relativo a o della natura delle feci.
feedback [In.] reimmissione in un sistema di un
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femto-
suo prodotto, in modo tale da esercitare un effetto; il feedback è negativo se l’effetto prodotto
è inibitorio, è positivo se l’effetto è stimolante.
feedforward [In.] effetto anticipatorio che un intermedio in un sistema di controllo metabolico o
endocrino esercita su un altro intermedio che si
trova in posizione distale lungo la pathway; tale
effetto può essere negativo o positivo.
FEF [In.] Forced Expiratory Flow: flusso espiratorio forzato.
fegato 1. grande ghiandola di colore rosso scuro
situata nella parte superiore dell’addome sul lato
destro, immediatamente al di sotto del diaframma.
Vedi Tavola 27. Le sue funzioni comprendono: il
deposito e la filtrazione del sangue, la secrezione
della bile la trasformazione degli zuccheri in glicogeno e molte altre attività metaboliche. 2. la stessa
ghiandola di alcuni animali talvolta usata come cibo o da cui vengono preparati prodotti farmaceutici. f. grasso, interessato da infiltrazione grassa;
il fegato è ingrandito, ma di consistenza normale.
f. nodulare, fegato la cui superficie presenta punte simili a chiodi, dovute a cirrosi.
felbamato anticonvulsivante utilizzato nel trattamento dell’epilessia.
felcizzazione assunzione di una forma simile a
una felce in un campione essiccato di muco cervicale o di fluido vaginale e indice della presenza
di estrogeni.
fellazione stimolazione o manipolazione orale
del pene.
felodipina bloccante dei canali del calcio utilizzato come vasodilatatore nel trattamento dell’ipertensione.
feltro complesso di fibre strettamente intrecciate
come quello delle fibre nervose.
fem forza elettromotrice.
femmina 1. organismo del sesso che genera i piccoli o che produce ovuli o uova. 2. femmineo.
femmineo 1. inerente al sesso femminile. 2. dotato di qualità normalmente associate alle femmine.
femminilizzazione 1. sviluppo normale dei caratteri sessuali primari e secondari nelle femmine. 2. induzione o sviluppo dei femminili caratteri sessuali secondari nel maschio. f. testicolare,
la forma completa della sindrome da insensibilità
agli androgeni.
femorale relativo al femore o alla coscia.
femore 1. osso della coscia; l’osso più lungo e più
grande del corpo che si estende dalla pelvi al ginocchio; la sua testa si articola con l’osso dell’anca e distalmente con la rotula e la tibia a formare l’articolazione del ginocchio. Vedi Tavola 1.
2. coscia.
femorocele ernia femorale.
femto- prefisso [Danese] quindici, usato per indicare unità di misura che esprimono un quadri-
DEF
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fen(o)-
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lionesimo (10–15) dell’unità designata dalla radice
con cui viene combinato; simbolo f.
fen(o)- prefisso [Gr.] 1. che si mostra, che si manifesta. 2. prodotto derivato dal benzene.
fenacetina analgesico e antipiretico il cui principale metabolita è il paracetamolo attualmente
poco usato per la sua tossicità.
fenantrene idrocarburo aromatico triciclico presente nel catrame; tossico e cancerogeno.
fenarsazina cloruro composto tossico, irritante, usato come gas bellico, unitamente al gas
lacrimogeno, per il controllo delle sommosse,
impiegato anche in alcune soluzioni per la conservazione del legno.
fenazone antipirina.
fenazopiridina analgesico del tratto urinario utilizzato sub forma di sale cloridrato.
fenciclidina (PCP) potente analgesico e anestetico veterinario, usato come un farmaco di abuso nella forma di sale cloridrato; il suo abuso da
parte degli uomini può condurre a grave disturbi
psicologici.
fendimetrazina amina simpatico-mimetica usata
come anoressizzante sottoforma di sale tartrato.
fenditura un’apertura o uno sbocco come un orifizio che scarica pus o l’ano.
fenelzina inibitore della monoamino-ossidasi usato in forma di sale solfato come antidepressivo
e per la profilassi dell’emicrania.
fenestra pl. fenestrae [L.] apertura simile a una finestra. f. cochleae, finestra rotonda. f. vestibuli,
finestra ovale.
fenestrato che presenta una o più aperture.
fenestrazione 1. l’azione di perforare o la condizione di essere perforato. 2. creazione chirurgica
di una nuova apertura nel labirinto dell’orecchio,
al fine di ripristinare l’udito in presenza di otosclerosi. f. aorticopolmonare, difetto aortico settale.
fenfluramina derivato dell’amfetamina precedentemente usato come anoressante sottoforma di
cloridrato.
feng shui [Cinese] arte cinese del posizionare gli
oggetti basata sulla premessa che la loro disposizione influenza l’equilibrio tra Yin e yang e il flusso di qi entro un’area, con conseguenze positive o
negative, compresi effetti sulla salute.
fenilalanina (Phe) (F) aminoacido aromatico essenziale necessario per una crescita ottimale dei
neonati e per l’equilibrio dell’azoto nell’adulto.
fenilbutazone farmaco antinfiammatorio non steroideo usato nel trattamento a breve termine di
grave patologie reumatiche che non rispondono
ad agenti meno tossici.
fenilchetonuria (PKU, PKU1) malattia autosomica recessiva, dovuta a deficit dell’enzima necessario alla conversione di fenilalanina in tirosina,
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cosicché la fenilalanina e i relativi composti si accumulano; caratterizzata da grave ritardo mentale,
tumori, crisi convulsive, ipopigmentazione della
cute e dei capelli, eczema e odore di urina di topo,
tutti effetti prevenibili con una precoce restrizione
dietetica di fenilalanina. fenilchetonurico, agg.
fenile radicale monovalente C6H5—, derivato dal
benzene per rimozione di un idrogeno. fenilico,
agg.
fenilefrina adrenergico utilizzato sotto forma di
sale cloridrato per la sua potente azione vasocostrittrice.
fenilmercurico termine che denota un composto che contiene il radicale C6H5Hg—, che forma
numerosi sali ad azione antisettica, antibiotica e
fungicida; i composti dei sali acetato e nitrato sono usati come farmaci conservanti batteriostatici
e il composto del primo come erbicida.
fenilpropanolamina adrenergico usato sottoforma di sale cloridrato come decongestionante
del naso e dei seni paranasali, come soppressore
dell’appetito e nel trattamento dell’incontinenza
da sforzo.
feniltiourea composto usato nella ricerca genetica; la capacità di percepirne il gusto è trasmessa
come carattere dominante; è intensamente amara
per circa il 70% della popolazione e pressoché
insapore per il resto.
feniltoloxamina sedativo antistaminico usato in
forma di sale citrato.
fenindamina antistaminico con effetti anticolinergici e sedativi usato in forma di sale tartrato.
feniramina antistaminico con effetti anticolinergici e sedativi usato in forma di sale maleato.
fenitoina anticonvulsivante usato nel controllo di
vari tipi di epilessia e delle convulsioni associate
agli interventi di neurochirurgia.
fenmetrazina stimolante del sistema nervoso
centrale usato in passato come anoressizzante
sotto forma di sale cloridrato.
fenobarbital barbiturico a lunga azione, usato
come base o sale sodico come sedativo ipnotico e
anticonvulsivante.
fenocopia 1. fenotipo indotto dall’ambiente che
ne simula uno solitamente prodotto da uno specifico genotipo. 2. individuo che manifesta tale
fenotipo.
fenofibrato agente antiperlipemico usato per ridurre l’eccesso di lipidi nel siero.
fenolato sale formato dall’unione di una base con
fenolo, in cui un metallo monovalente come il sodio o il potassio, sostituisce l’idrogeno del gruppo
idrossilico.
fenoldopam vasodilatatore usato per la gestione a
breve termine dell’ipertensione grave nei pazienti ricoverati in ospedale; usato sotto forma di sale
mesilato.
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fenolftaleina agente catartico e indicatore di pH
con un range tra 8,5 e 9,0.
fenolo 1. composto estremamente velenoso
C6H5OH, che è caustico e disinfettante; usato
come conservante farmaceutico, diluito, come
antimicrobico, anestetico e antiprurito topico.
L’avvelenamento, dovuto a ingestione o all’assorbimento transdermico, causa sintomi tra i quali
coliche irritazione locale, corrosione convulsioni
aritmie cardiache, shock e arresto respiratorio. 2.
composto organico contenente uno o più gruppi
idrossilici legati a un anello aromatico di carbonio.
fenomeno segno o sintomo oggettivo; evento o
fatto osservabile. f. booster, relativamente a un
test tubercolina, un iniziale esito falso negativo dovuto a una ridotta risposta amnestica, che
diventa positivo a una successiva verifica. f. del
mancato riflusso, quando il flusso cerebrale è
ripristinato in seguito a una prolungata ischemia
cerebrale globale, si verifica una iniziale iperemia
seguita da un graduale declino della perfusione finché non vi è praticamente alcun flusso di
sangue. f. dell’alba, incremento della concentrazione plasmatica di glucosio nelle prime ore
del mattino e quindi della necessità di insulina
nei pazienti con diabete mellito di tipo 1. f. di
Koebner, risposta cutanea osservata in alcune
dermatosi, che si manifesta con la presenza a
livello della cute sana, di lesioni tipiche della patologia cutanea nel sito di un trauma, su cicatrici
oppure in punti nei quali oggetti o vestiti producono una pressione. f. di richiamo, in un test
della tubercolina, iniziale risultato falsamente negativo, dovuto a una diminuita risposta amnesica,
che diventare positivo in un test successivo. f. di
Somogyi, fenomeno di rimbalzo che si verifica
nel diabete: il trattamento con dosi eccessive di
insulina provoca ipoglicemia quindi un iniziale
rilascio ormonale; ciò stimola la lipolisi, la gluconeogenesi e la glicogenolisi, la quale a sua volta
causa iperglicemia e chetoacidosi di rimbalzo.
f. pupillare di Marcus Gunn, nella patologia
monolaterale del nervo ottico o della retina, una
differenza tra i riflessi pupillari dei due occhi; dal
lato affetto si verifica una contrazione patologicamente lieve o addirittura una dilatazione della
pupilla quando si stimola l’occhio con la luce.
fenoprofene farmaco antinfiammatorio non
steroideo usato in forma di sale calcico nel trattamento di patologie infiammatorie reumatiche
e non, in caso di dolore, dismenorrea e cefalee
vascolari.
fenossibenzamina agente a-bloccante irreversibile; utilizzato come sale cloridrato per controllare l’ipertensione nel feocromocitoma e per
trattare i sintomi urinari nella iperplasia prostatica benigna.
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feromone
fenotiazine gruppo di agenti antipsicotici che possiedono una struttura triciclico-simile e che agiscono come potente a-adrenergico e inibitore
dopaminergico, e che possiedono attività ipotensiva antispastica, antistaminica, analgesica, sedativa e antiemetica.
fenotipo le caratteristiche osservabili di un individuo nel suo complesso o rispetto a uno o più tratti
determinate da una combinazione di genotipo e
ambiente. fenotipico, agg.
fenpropionato contrazione usata negli USA per
il 3-fenilpropionato.
fentanil analgesico oppioide; il sale citrato è usato
come adiuvante nell’anestesia, per l’induzione e il
mantenimento dell’anestesia, in associazione con
il droperidolo (o agenti simili) come neuroleptanalgesico, e nel trattamento del dolore cronico
grave.
fentermina amina simpatico-mimetica correlata
all’amfetamina, usata come anoressizzante sia
sottoforma di sale cloridrato, che come base complessata con una resina a scambio ionico.
feocromo cromaffine.
feocromoblasto struttura embrionaria che dà
luogo a una cellula cromaffine (feocromo).
feocromocito cellule cromaffine.
feocromocitoma tumore del tessuto cromaffine della midollare del surrene o dei paragangli
simpatici; i sintomi, in particolare l’ipertensione,
riflettono l’aumentata secrezione di adrenalina e
noradrenalina.
feoifomicosi infezione opportunistica causata da
funghi dematiacei.
feresi aferesi.
ferita trauma; lesione in genere limitata a una lesione fisica con interruzione della normale continuità delle strutture. f. aperta, una avente una
apertura libera all’esterno. f. contusa, ferita in
cui la cute non viene lesa. f. da punta, ferita penetrante. f. da taglio, ferita causata da uno strumento tagliente. f. lacera, ferita in cui vengono
strappati i tessuti. f. penetrante, ferita causata
da un oggetto sottile, di solito acuminato, che
passa attraverso la cute nei tessuti sottostanti.
f. perforante, ferita penetrante che si estende in
un viscere o cavità corporea.
fermentazione conversione enzimatica anaerobica dei composti organici e soprattutto dei carboidrati in composti più semplici (specialmente
alcol etilico), con produzione di energia sotto
forma di ATP.
fermento termine usato per la decomposizione
dei carboidrati.
-fero suffisso [L] che porta, che produce.
feromone sostanza secreta all’esterno del corpo
e percepita (attraverso l’olfatto) da altri individui
della stessa specie, che genera una reazione comportamentale in chi la percepisce.
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ferredoxina
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ferredoxina proteina che contiene ferro noneme
a bassissimo potenziale redox; le ferrodossine
partecipano al trasporto degli elettroni nella fotosintesi al fissaggio dell’azoto e a vari altri processi biologici.
ferrico che contiene ferro nel suo stato di ossidazione con tre cariche positive, Fe(III) (indicatoanche come Fe3+). cloruro f., FeCl3•6H2O; utilizzato come reagente e come ausilio diagnostico
nella fenilchetonuria.
ferritina complesso formato da ferro e apoferritina e che rappresenta una delle forme principali di
deposito di ferro nell’organismo.
ferro (Fe) elemento metallico abbondante, duro,
lucido, grigiastro; no. at. 26; p. at. 55,845. È un
componente fondamentale dell’emoglobina, dei
citocromi e di altri elementi dei sistemi enzimatici respiratori. La deplezione delle riserve di ferro
può determinare anemia da carenza di ferro, e
diversi sali o complessi di ferro sono usati come
ematinici, inclusi ferro destrano, ferro polisaccaride,
ferro sorbitolo e ferro saccarato.
ferrochelatasi un enzima mitocondriale che catalizza l’inserimento del ferro ferroso nella protoporfirina IX, per formare il gruppo eme dell’emoglobina. L’inibizione dell’enzima nell’avvelenamento da piombo determina l’accumulo di
protoporfirina IX.
ferrocinetica turnover o ritmo di ricambio di
ferro nell’organismo; velocità con cui viene eliminato dal plasma e incorporato nei globuli rossi.
ferroproteina proteina combinata con un radicale che contiene ferro; le ferroproteine sono
trasportatori respiratori.
ferroso che contiene ferro nel suo stato di ossidazione con due cariche positive Fe(II) (talora indicato come Fe2+). In mancanza di ferro vengono
impiegati diversi sali compresi il fumarato di ferro,
il giuconato di ferro e il solfato ferroso.
ferruginoso 1. contenente ferro o ruggine di ferro. 2. di color ruggine.
fertilità 1. capacità di concepire o di indurre il concepimento; vedi anche tasso di fertilità. fertile, agg.
fervescenza aumento della febbre o temperatura
corporea.
FES [In.] Functional Electrical Stimulation: stimolazione elettrica funzionale.
fessura 1. fenditura o solco normale o meno in
particolare una profonda piega nella corteccia
cerebrale che riguarda l’intero spessore. 2. spaccatura sulla superficie dello smalto di un dente.
f. addominale, apertura congenita nella parete
addominale. f. anale, fistola dall’ano alla cute che
talvolta comunica con il retto. f. anale, ragade
anale, dolorosa ulcerazione lineare al margine
dell’ano. f. basisilviana, parte della fessura silviana tra il lobo temporale e la superficie orbitaria
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dell’osso frontale. f. branchiale, 1. solco branchiale 2. tasca faringea. 3. una delle aperture simili a fessure nelle branchie del pesce archi branchiali. f. calcarina, vedi sotto solco. f. centrale,
solco cerebrale centrale. f. cerebrale laterale, f. silviana, fessura che si estende lateralmente tra i lobi temporale e frontale e gira posteriormente tra
i lobi temporale e parietale. f. collaterale, vedi
sotto solco. f. dello smalto, fessura (2). f. di Rolando, solco centrale del cervello. f. faciale, 1. una
delle fessure tra le prominenze embrionarie che
normalmente si uniscono a formare la faccia. 2.
prosoposchisi; mancanza di unione di una fessura
faciale che causa difetti di sviluppo quali schisi
della guancia o labbro leporino. f. ippocampale,
vedi sotto solco. f. mediana anteriore, fessura
longitudinale lungo la linea mediana della faccia
anteriore del midollo spinale e del midollo allungato. f. mediana posteriore, vedi sotto solco.
f. palpebrale, apertura longitudinale tra le palpebre. f. portale, porta epatica. f. presilviana,
ramo anteriore della fessura di Silvio. f. primaria
del cervelletto, fessura che separa i lobi craniali e caudali nel cervelletto. f. sfeno-occipitale,
solco tra la parte basilare dell’osso occipitale e
dello sfenoide. f. silviana, f. di Silvio, f. cerebrale laterale. f. sinaptica, 1. uno stretto spazio intercellulare tra le membrane delle cellule
pre- e post-sinaptiche. 2. passaggio sinaptico.
f.(e) sottoneurali, fessure regolarmente spaziate
simil-lamellari all’interno della fessura sinaptica
primaria formate da invaginazioni del sarcolemma all’interno del sarcolemma sottostante
del muscolo. f. trasversale, 1. porta epatica. 2.
fessura cerebrale trasversale tra il diencefalo e gli
emisferi cerebrali. f. viscerale, solco faringeo.
festinazione tendenza involontaria a compiere
piccoli passi in accelerazione durante la marcia.
festone intaglio sulla base di una protesi dentaria
che imita i contorni dei tessuti naturali che vengono sostituiti.
fet(o)- prefisso [L.] fetus.
fetale del, relativo al feto o al periodo del suo
sviluppo.
fetalizzazione conservazione nella vita adulta,
di caratteristiche che in una fase precoce della
storia evolutiva erano prettamente infantili e che
venivano rapidamente perse quando l’organismo
raggiungeva la maturità.
fetazione 1. sviluppo del feto. 2. gravidanza.
feticcio 1. oggetto materiale come un idolo o un
amuleto che si ritiene avere poteri soprannaturali. 2. oggetto inanimato usato per ricavare gratificazione sessuale.
feticidio distruzione del feto.
feticismo parafilia caratterizzata da ricorrenti bisogni sessuali e da fantasie legate all’uso di feticci,
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il più delle volte capi di abbigliamento femminile
necessari per l’eccitazione sessuale o l’orgasmo.
f. di travestimento, parafilia dei maschi eterosessuali caratterizzata da ricorrenti, intensi bisogni sessuali, eccitazione o orgasmo associati a
immaginari o reali travestimenti con indumenti
del sesso opposto.
fetido che ha un odore rancido e sgradevole.
feto nuovo organismo in sviluppo nell’utero, più
precisamente il prodotto del concepimento prima della nascita e dopo il periodo embrionario,
nell’uomo dalla nona settimana dopo la fecondazione fino alla nascita. f. arlecchino, bambino
con una grave, e di solito letale, forma di ittiosi
congenita che si manifesta mediante ipercheratosi con cute coriacea. f. mummificato, feto avvizzito e disidratato. f. papiraceo, feto morto reso
appiattito dalla crescita di un gemello vivente.
f. parassita, in gemelli congiunti asimmetrici
feto più piccolo, imperfetto, attaccato a uno più
grande e maggiormente sviluppato.
fetologia branca della medicina che si occupa del
feto all’intermo dell’utero.
fetometria misurazione del feto, in particolare
dei diametri cranici.
fetopatia malattia o disfunzione osservata in un
feto.
fetoscopio 1. stetoscopio progettato appositamente per l’auscultazione del battito cardiaco fetale. 2. endoscopio per esaminare il feto nell’utero.
fetore tanfo o odore disgustoso. f. epatico, tipico
odore dell’alito indicativo di epatopatia.
FEV [In.] Forced Expiratory Volume: volume espiratorio forzato.
fexofenadina antistaminico (antagonista del recettore H1) utilizzato come sale cloridrato nel trattamento della febbre da fieno e dell’orticaria idiopatica cronica.
FFA [In.] Free Fatty Acids: acidi grassi liberi.
FIAC [In.] Fellow of the International Academy of
Cytology: socio dell’accademia internazionale di
citologia.
fiamma fenomeno luminoso e irregolare che di
solito accompagna la combustione o un fenomeno simile.
fianco la parte laterale del corpo tra le coste e l’ilio.
fiasca 1. recipiente da laboratorio, generalmente
in vetro e dal collo stretto. 2. cassetta metallica
nella quale sono riposti gli strumenti necessari
per costruire protesi dentarie. f. di Erlenmeier,
recipiente conico di vetro dalla base larga e dal
collo stretto. f. volumetrica, vaso di vetro dal
collo stretto calibrato per contenere o erogare
un esatto volume a una precisa temperatura.
fibr(o)- prefisso [L.] fibra, fibroso.
fibra 1. struttura allungata filiforme. 2. fibra nervosa. 3. fibra alimentare. f.(e) A, fibre mieliniche
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fibra
afferenti o efferenti del sistema nervoso somatico
con un diametro che varia da 1 a 22 mm e una velocità di conduzione da 5 a 120 metri al secondo;
comprendono le fibre alfa, beta, delta e gamma.
f.(e) acceleranti f. acceleratrici, fibre adrenergiche che trasmettono gli impulsi che accelerano il battito cardiaco. f.(e) adrenergiche, fibre
nervose generalmente del sistema simpatico che
liberano adrenalina o sostanze correlate come i
neurotrasmettitori. f.(e) afferenti, f.(e) nervose
afferenti, 1. fibre nervose che trasmettono gli
impulsi sensoriali dalla periferia al sistema nervoso centrale. 2. fibre o assoni che entrano in un
nucleo, usando tale nucleo come punto di riferimento. f.(e) alfa, fibre motorie e propriocettive
di tipo A, con velocità di conduzione da 70 a 120
metri al secondo e con un diametro da 13 a 22 µm.
f. alimentare, la parte dei cereali vegetali, frutta e
noci che resiste alla digestione nel tratto gastrointestinale; è costituita da carboidrati (cellulosa
ecc.) e lignina. f.(e) alveolari, fibre del legamento periodontale che si estendono dal cemento
della radice dentaria alle pareti dell’alveolo. f.(e)
amieliniche, fibre nervose prive della guaina
mielinica. f.(e) arcuate, fibre curve del cervello, come quelle che collegano le circonvoluzioni adiacenti nella corteccia cerebrale o le fibre
arcuate esterne o interne del midollo allungato.
f.(e) B, assoni autonomici mielinizzati preganglionici con una fibra dal diametro di ≤ 3mm e una
velocità di conduzione da 3 a 15 metri al secondo;
essi comprendono solo fibre efferenti. f.(e) basilari, fibre che formano lo strato intermedio della
zona arcuata e della zona pettinata dell’organo
del Corti. f.(e) beta, fibre motrici e propriocettive di tipo A, con velocità di conduzione dai 30
ai 70 metri al secondo e che vanno da 8 a 13 µm
di diametro. f.(e) bianche, fibre collagene. f.(e)
C, fibre postgangliari non mieliniche del sistema
nervoso autonomico e anche fibre non mieliniche
delle radici dorsali e delle terminazioni nervose
libere con una velocità di conduzione da 0,6 a 2,3
metri al secondo e un diametro che varia da 0,3
a 1,3 µm. f.(e) collagene, fibre molli, flessibili
e bianche che rappresentano i più caratteristici
componenti di tutti i tipi di tessuto connettivo;
sono costituite da proteine collagene e composte
da fasci di fibrille a loro volta costituite da più piccole unità, che mostrano un caratteristico aspetto
a bande incrociate. f. commessurale, una delle
fibre nervose che passa attraverso la corteccia
degli emisferi opposti del cervello, oppure tra
due lati del tronco cerebrale o del midollo del
spinale. f.(e) del Purkinje, fibre miocardiche
modificate, composte dalle cellule del Purkinje,
che si presentano come una fitta rete nel tessuto
subendoteliale e che costituiscono le ramificazio-
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fibrati
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ni terminali del sistema di conduzione cardiaco.
f. di associazione, una delle fibre nervose che
uniscono diverse aree corticali all’interno di un
emisfero. f.(e) di Mahaim, componenti tissutali
specializzati nella connessione del sistema di conduzione direttamente con il setto interventricolare. f.(e) di Müller, cellule neurogliali allungate
che attraversano tutti gli stati della retina, e che
ne formano il principale elemento di supporto.
f. di proiezione, f. di proiezione nervosa, un tipo di fibra nervosa che connette la corteccia cerebrale con i centri sottocorticali, il midollo spinale
e la colonna vertebrale. f.(e) di Sharpey, 1. fibre
collagene che oltrepassano il periostio e che sono
immerse nelle lamelle circonferenziali ed esterne
dell’osso. 2. porzioni terminali delle fibre principali che si inseriscono nel cemento di un dente.
f.(e) efferenti, f. nervose efferenti, 1. fibre nervose che trasportano gli impulsi nervosi motori
dal sistema nervoso centrale verso la periferia.
2. fibre o assoni che fuoriescono da un nucleo,
usando tale nucleo come punto di riferimento.
f.(e) elastiche, fibre giallastre con proprietà elastiche che attraversano la sostanza intercellulare
del tessuto connetivo. f.(e) fusali, i microtubuli
che si irradiano dai centrioli durante la mitosi e
danno origine al fuso mitotico. f.(e) fusomotrici,
fibre differenti di tipo A che innervano le fibre
intrafusali del fuso muscolare. f.(e) gamma, una
fibra A, con una velocità di conduzione tra i 15 e
i 40 metri al secondo e con un diametro variabile
tra i 3 e i 7 µm, comprese le fibre fusomotorie.
f.(e) grigie, fibre nervose non mieliniche osservate soprattutto nei nervi simpatici. f. insolubile,
fibra che non si scioglie in acqua, composta principalmente da lignina cellulosa ed emicellulose
e principalmente presente negli strati di crusca
dei chicchi dei cereali. f.(e) intrafusali, fibre
muscolari modificate che, circondate da liquidi e
racchiuse in un tessuto connettivo, costituiscono
il fuso muscolare. f.(e) mieliniche, fibre nervose
bianche grigiastre i cui assoni sono rinchiusi in
un rivestimento di mielina, che può a sua volta
essere racchiuso da un neurilemma. f.(e) motrici, fibre efferenti. f. muscolare, una delle cellule
del tessuto muscolare scheletrico o cardiaco. Le
fibre muscolari scheletriche sono cellule cilindriche multinucleate contenenti miofibrille, che si
contraggono attraverso le quali corrono strie trasverse. Le fibre del muscolo cardiaco hanno uno o
talvolta due nuclei, contengono miofibrille e sono
separate l’una dall’altra da un disco intercalare;
benché striate le fibre miocardiche si intrecciano
a formare una rete. Vedi Tavola 7. f. nervosa, il
componente affusolato di un neurone, nello specifico il prolungamento assonico che conduce
gli impulsi nervosi lontano dalla cellula; classi-
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ficato come afferente o efferente a seconda della
direzione degli impulsi, mielinico o amielinico a
seconda della presenza o meno di una guaina mielinica. Vedi Tavola 14. f.(e) nervose autonomiche, fibre nervose che innervano i muscoli lisci, il
muscolo cardiaco e l’epitelio ghiandolare, stimolando e attivando il muscolo o il tessuto (fibre autonomiche efferenti) o ricevendo impulsi sensoriali
da essi (fibre autonomiche afferenti). f.(e) nervose
somatiche, fibre nervose che stimolano e attivano la muscolatura scheletrica e i tessuti somatici
(fibre somatiche efferenti) o che ricevono impulsi
da essi (fibre somatiche afferenti). f.(e) nervose
viscerali, fibre dei nervi autonomici. f.(e) osteogenetiche, f. osteogeniche, fibre precollagene formate dagli osteoclasti e che diventeranno
il componente fibroso della matrice ossea. f.(e)
ottica, fasci di fibre flessibili di vetro o plastica,
ciascuna delle quali porta una componentedi
un immagine. f.(e) pregangliari, gli assoni dei
neuroni pregangliari. f.(e) pressorie, fibre nervose che, se stimolate da un riflesso, inducono o
aumentano il tono vasomotore. f.(e) radicolari,
fibre presenti nelle radici dei nervi spinali. f.(e)
sensoriali, fibre afferenti. f. solubile, fibra dotata di un’affinità per l’acqua, e che si dissolve o
scioglie a formare un gel; comprende gomme,
pectine, mucillagini e alcune emicellulose, e si
trova principalmente in frutta, vegetali, avena,
orzo, legumi e alghe marine. f.(e) vasomotorie,
fibre nervose amieliniche dirette principalmente
ai muscoli arteriolari.
fibrati termine generale per indicare i derivati
dell’acido fibrico (q.v.).
fibrilla fibra o filamento sottile. fibrillare, agg.
f.(e) collagene, delicate fibrille di collagene presenti nel tessuto connettivo, composte da molecole di tropocollagene disposte linearmente. In
alcuni tipi di collagene le fibrille sono aggregate
a formare fibrille più larghe, che possono essere
esse stesse aggregate a formare fibre collagene.
f.(e) dentinali, componente fibrillare della matrice dentinale. f. muscolare, miofibrilia.
fibrillazione 1. piccola contrazione locale, involontaria di un muscolo dovuta all’attivazione
spontanea di singole cellule o fibre muscolari il
cui apporto nervoso è stato danneggiato o eliminato. 2. alterazioni degenerative iniziali dell’osteoartrosi, caratterizzate dal rammollimento della cartilagine articolare e dalla comparsa di fessurazioni verticali tra gruppi di cellule cartilaginee. f. atriale, aritmia atriale che si manifesta
con veloci contrazioni sparse in piccole aree del
miocardio atriale e che porta a un ritmo ventricolare totalmente irregolare e spesso rapido.
f. ventricolare, aritmia cardiaca caratterizzata
da contrazioni fibrillari del miocardio ventrico-
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lare, dovute a un’eccitazione rapida e ripetitiva
delle fibre miocardiche, in assenza di contrazione ventricolare coordinata e all’assenza di attività atriale.
fibrina proteina insolubile essenziale nella coagulazione del sangue, derivante dal fibrinogeno per
azione della trombina.
fibrinocellulare costituito da fibrina e cellule.
fibrinogenico che determina o causa produzione
di fibrina.
fibrinogeno fattore I della coagulazione.
fibrinogenolisi distruzione proteolitica del fibrinogeno nel sangue. fibrinogenolitico, agg.
fibrinoide 1. simile alla fibrina. 2. sostanza omogenea, eosinofila, rifrangente, relativamente priva di cellule e con alcune delle proprietà di colorazione della fibrina.
fibrinolisi dissoluzione della fibrina per azione
enzimatica. fibrinolitico, agg.
fibrinolisina 1. plasmina. 2. preparato di enzimi
proteolitici composto di profibrinolisina (plasminogeno); per promuovere il dissolvimento
dei trombi.
fibrinopenia ipofibrinogenemia.
fibrinopeptide uno dei due peptidi (A e B) che si
stacca dal fibrinogeno, durante il processo della
coagulazione, per azione della trombina.
fibrinopurulento caratterizzato dalla presenza di
fibrina e di pus.
fibrinoso relativo alla o della natura della fibrina.
fibrinuria presenza di fibrina nelle urine.
fibroadenoma adenofibroma; f. gigante alla
mammella tumore filloide.
fibroadiposo sia fibroso che adiposo.
fibroareolare sia fibroso che areolare.
fibroblasto 1. cellula immatura del tessuto connettivo che produce fibre e in grado di differenziarsi in condroblasto, collagenoblasto o osteoblasto.
2. collagenoblasto; cellula che produce collagene.
Tali cellule proliferano anche nelle sedi di infezione cronica. fibroblastico, agg.
fibroblastoma tumore che si origina dai fibroblasti; distinto in fibroma e fibrosarcoma.
fibrobronchite bronchite fibrinosa.
fibrocalcifico relativo a o caratterizzato da tessuto fibroso parzialmente calcificato.
fibrocarcinoma carcinoma scirroso.
fibrocartilagine tipo di cartilagine costituita da
spessi fasci di collagene paralleli e compatti separati da sottili fessure contenenti tipiche cellule cartilaginee (condrociti). fibrocartilaginoso, agg.
f. elastica, fibrocartilagine che contiene fibre elastiche. f. interarticolare, disco articolare.
fibrocartilago pl. fibrocartilagines [L.] fibrocartilagine.
fibrocistico caratterizzato da una crescita eccessiva di tessuto fibroso e dallo sviluppo di spazi
cistici, in particolar modo in una ghiandola.
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fibroma
fibrocita fibroblasto.
fibrocollagenoso sia fibroso che collagenoso;
relativo a o che è composto da tessuto fibroso rappresentato soprattutto da collagene.
fibrocondrite infiammazione della fibrocartilagine.
fibrodisplasia alterazioni nello sviluppo del tessuto fibroso connettivo.
fibroelastico sia fibroso che elastico.
fibroelastoma tumore raro, benigno, fisso, non
capsulato, caratterizzato da abbondanti fibre sclerotiche di collageno e da spesse fibre elastiche irregolari.
fibroelastosi eccessiva crescita di elementi fibroelastici. f. endocardica, ispessimento diffuso e
irregolare dell’endocardio murale, in particolare
del ventricolo sinistro, dovuto a proliferazione di
tessuto collagene ed elastico; spesso associato a
malformazioni cardiache congenite.
fibroepiteliale dotato di elementi fibrosi ed epiteliali.
fibroepitelioma tumore costituito da elementi
fibrosi ed epiteliali.
fibrofolliculoma tumore annessiale benigno del
tessuto connettivo perifollicolare, presente sottoforma di una o più papule giallastre cupoliformi
in genere al volto.
fibroide 1. che ha una struttura fibrosa; simile a
un fibroma. 2. fibroma. 3. leiomioma. 4. (al pl.)
termine colloquiale per leiomioma dell’utero.
fibroidectomia miomectomia uterina.
fibroilluminato che trasmette la luce per mezzo di
fasci di fibre di vetro o di plastica, utilizzando un
sistema di lenti per trasmettere l’immagine; detto
di endoscopi di tale concezione.
fibroistiocitico dotato di elementi fibrosi e istiocitici.
fibrolamellare caratterizzato dalla formazione di
fibre di collagene organizzate in strati.
fibrolipoma lipoma ricco di tessuto fibroso. fibrolipomatoso, agg.
fibroma tumore composto principalmente da tessuto connettivo completamente differenziato o fibroso. f. ameloblastico, tumore odontogeno caratterizzato dalla proliferazione simultanea di tessuto epiteliale e mesenchimale, senza formazione di
smalto o di dentina. f. cementificante, tumore del
tessuto fibroblastico contenente masse di tessuto
simile al cemento, generalmente osservato nella
mandibola di soggetti anziani.f. cistico, fibroma che
ha subito trasformazione cistica. f. condromixoide, raro tumore osseo benigno, a crescita lenta, di
origine condroblastica che di solito colpisce le
grandi ossa lunghe delle estremità inferiori. f. molle, f. mollusco, acrochordon (fibroma pendulo).
f. non ossificante, lesione degenerativa e proliferativa dei tessuti midollari e corticali dell’osso.
DEF
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fibromatosi
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f. odontogeno, vedi f. odontogeno centrale e f. odontogeno periferico. f. odontogeno centrale, un raro
tumore odontogeno benigno, non capsulato,
delle mascelle, solitamente localizzato alla mandibola e caratterizzato da isole di epitelio odontogeno con tessuto connettivo fibroso e talvolta da
calcificazioni. f. odontogeno periferico, equivalente extraosseo del fibroma odontogeno centrale;
è una massa gengivale di tessuto connettivo, fibroso, vascolarizzato con focolai di epitelio odontogeno. f. ossificante, f. ossificante dell’osso,
tumore centrale dell’osso di natura benigna, a
crescita lenta, che colpisce di solito le mascelle,
più spesso la mandibola, costituito da tessuto connettivo fibroso al cui interno viene prodotto osso.
f. ossificante periferico, epulide; fibroma, solitamente della gengiva, che presenta aree di calcificazione o di ossificazione. f. perifollicolare, tipo
di tumore annessiale benigno follicolare piccolo,
color carne papulare sulla testa o sul collo talvolta
presente in gruppi. f. periungueale, uno di più
noduli sporgenti lisci e solidi, presenti nelle pieghe ungueali patognomonico di sclerosi tuberosa.
f. soft, acrocordone.
fibromatosi 1. presenza di fibromi multipli. 2.
comparsa di un nodulo fibroso, simil tumorale,
derivante dalla fascia profonda e con tendenza
alla recidiva locale. f. aggressiva, tumore desmoide, in particolare quello extra-addominale.
f. della gengiva, f. gengivale, iperplasia fibrosa
non infiammatoria della gengiva che si manifesta
come una supercrescita densa, diffusa, omogenea o nodulare di tessuti gengivali. f. palmare,
fibromatosi che interessa la fascia palmare e che
porta alla contrattura di Dupuytren. f. plantare, fibromatosi che interessa la fascia plantare,
caratterizzata da tumefazioni nodulari solitarie o
multiple, talora accompagnate da dolore, di solito
non associate a contratture.
fibromiite infiammazione e degenerazione fibrosa di un muscolo.
fibromioma mioma che contiene elementi fibrosi.
fibromixoma mixofibroma.
fibromixosarcoma sarcoma che contiene elementi fibromatosi e mixoidi.
fibromuscolare costituito da tessuto fibroso e muscolare.
fibronectina glicoproteina adesiva: una sua forma
circola nel plasma e agisce come un’opsonina;
un’altra sua forma è una proteina della superficie
cellulare che media le interazioni di adesione cellulare.
fibro-odontoma tumore che contiene sia elementi fibrosi che odontogenici.
fibropapilloma papilloma fibroepiteliale.
fibroplasia produzione di tessuto fibroso. fibroplastico, agg. f. retrolenticolare, (FRL) retinopatia dei prematuri.
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fibrosarcoma tumore maligno, localmente invasivo, che si diffonde per via ematica e derivante da fibroblasti che producono collagene, ma
che mancano di ogni differenziazione cellulare.
f. ameloblastico, tumore odontogeno che è il
corrispondente maligno del fibroma ameloblastico, all’interno del quale di solito si sviluppa.
f. odontogeno, tumore maligno delle mascelle,
derivante da uno dei componenti mesenchimali
del dente o del germe dentario.
fibrosi produzione di tessuto fibroso. fibrotico,
agg. f. cistica, disordine autosomico-recessivo
fatale, caratterizzato da estesa disfunzione delle
ghiandole esocrine, segni di pneumopatia cronica, deficit pancreatico, livelli anormalmente elevati di elettroliti nel sudore e ostruzione dei dotti
pancreatici a opera di concrezioni eosinofile, con
conseguente deficit di secrezione degli enzimi
pancreatici. È causato da mutazioni nel gene
CFTR, che codifica per il regolatore transmembrana della fibrosi cistica. f. endomiocardica,
miocardiopatia idiopatica che si osserva sotto forma endemica in varie regioni dell’Africa e, solo
raramente in altre zone, caratterizzata da cardiomegalia, notevole ispessimento dell’endocardio
con un denso tessuto fibroso bianco che spesso si
estende a interessare il terzo o la metà interna del
miocardio, e insufficienza cardiaca congestizia.
f. epatica congenita, anomalia dello sviluppo del
fegato caratterizzata dalla formazione di ampie
e irregolari bande di tessuto fibroso, contenenti
cisti multiple derivate da dotti biliari terminali
anomali, e localizzate principalmente negli spazi
portali così da dar luogo a compressione dei vasi e
ipertensione portale. f. mediastinica, fibrosi del
mediastino; sviluppo nel mediastino superiore
di tessuto fibroso compatto, bianco, che talora
determina costrizione delle vie aeree e dei grandi vasi sanguigni. f. nodulare subepidermica,
1. istiocitoma fibroso benigno. 2. tipo di istiocitoma fibroso benigno caratterizzato dalla formazione subepidermica di noduli fibrosi come risultato
dell’attività infiammatoria. f. pleurica, fibrosi
della pleura polmonare che comporta che l’intero polmone o parte di esso venga ricoperto da un
sottile strato di tessuto fibroso non espandibile;
il fibrotorace ne rappresenta una forma più estesa. f. polmonare, fibrosi polmonare idiopatica.
f. polmonare idiopatica, infiammazione cronica
e fibrosi progressiva delle pareti alveolari polmonari, con dispnea progressiva e deficit di ossigeno o scompenso cardiaco destro potenzialmente
fatali. La forma acuta è denominata sindrome di
Hamman-Rich. f. proliferativa, condizione in
cui gli elementi fibrosi continuano a proliferare,
dopo che il fattore scatenante ha cessato di agire.
f. retroperitoneale, deposizione di tessuto fi-
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broso nello spazio retroperitoneale, che causa disturbi addominali e spesso il blocco degli ureteri,
con conseguente idronefrosi e compromissione
della funzione renale, può portare a insufficienza
renale.
fibrosite iperplasia infiammatoria del tessuto fibroso bianco, in particolare delle guaine muscolari e delle fasce del sistema locomotore.
fibroso composto da o contenente fibre.
fibrotorace adesione dei due foglietti pleurici, per cui il polmone risulta ricoperto da uno
spesso strato di tessuto fibroso non espandibile,
vedi pleurite fibrinosa. È spesso una conseguenza
di un emotorace traumatico o di un versamento
pleurico.
fibroxantoma tipo di xantoma contenente elementi fibromatosi e talvolta descritto come sinonimo o sottotipo di istiocitoma fibroso benigno o
maligno. f. atipico, (FXA) piccola neoplasia cutanea nodulare, generalmente presente sulle aree
della faccia e del collo esposte al sole; talvolta descritto in associazione a sottotipi benigni o maligni di istiocitoma.
fibroxantosarcoma istiocitoma fibroso maligno.
fibulare relativo alla fibula o alla parte laterale
della gamba; peroneale.
fibularis [L.] fibulare.
fibulocalcaneale relativo alla fibula e al calcagno.
ficaina enzima derivante dalla linfa degli alberi del
fico che catalizza la scissione di specifici legami
nelle proteine; esso favorisce l’agglutinazione dei
globuli rossi con gli anticorpi IgG ed è quindi
utilizzato nella determinazione del fattore Rh.
FICD [In.] Fellow of the International College of
Dentists: membro del collegio internazionale dei
dentisti.
ficina ficaina.
ficomicosi 1. ciascun elemento di un gruppo di
patologie acute da funghi causate dai membri dei
Ficomiceti. 2. mucormicosi.
FICS [In.] Fellow of the International College of
Surgeons: socio del collegio internazionale dei
chirurghi.
FIGLU acido formiminoglutamico.
figura 1. oggetto con una forma particolare. 2.
numero cifra. f.(e) mitotiche, stadi dell’aggregazione dei cromosomi che presentano un quadro
caratteristico della mitosi.
fila [L.] pl. di filum.
filamento sottile fibra o filo delicato. f. di actina, uno dei sottili miofilamenti contrattili di
una miofibrilla. f. di miosina, uno dei sottili
miofilamenti contrattili di una miofibrilla. f.(i)
intermedi, classe di filamenti citoplasmatici che
agiscono principalmente come strutture componenti del citoscheletro e che hanno anche effetti
su vari movimenti nei processi cellulari. f. mu-
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filtro
scolare, miofilamento. f.(i) sottili, filamenti di
actina che si presentano, associati alla troponina e
alla tropomiosina nei muscoli striati. f.(i) spessi,
filamenti bipolari di miosina presenti nel muscolo striato.
filamentoso composto di strutture allungate filiformi.
filamentum pl. filamenta [L.] filamento.
filaria pl. filariae [L.] verme nematode appartenente alla superfamiglia Filarioidea. filariale, agg.
filaricida agente che distrugge le filarie.
Filarioidea superfamiglia o ordine di nematodi
parassitari, i cui adulti sono vermi filiformi che
invadono i tessuti e le cavità del corpo in cui le
femmine depositano le microfilariae (prelarve).
filariosi infestazione da filarie.
filgrastim fattore umano che stimola le colonie di
granulociti prodotto mediante tecnologia ricombinante; utilizzato per incrementare la produzione di neutrofili, stimolare l’ematopoiesi e ridurre
la neutropenia.
-filia suffisso [Gr.] affinità per, passione per. filico,
filo agg.
filiale 1. che appartiene a o relativo a un figlio o a
una figlia. 2. in genetica, che appartiene a o relativo a quelle generazioni che seguono la generazione iniziale (parentale).
filiforme 1. simile a un filo. 2. una sonda molto
allungata.
filo struttura di metallo affusolata, allungata e flessibile. f. di Kirschner, filo d’acciaio per la trasfissione delle ossa fratturate e per effettuare trazione
scheletrica nelle fratture. f. guida, un filo sottile,
generalmente flessibile, che può essere inserito in
uno spazio limitato o tortuoso per fare da guida
per il successivo inserimento di uno strumento
più grande o ingombrante.
filogenesi storia completa dello sviluppo di un
gruppo di organismi. filogenetico, agg.
Filoviridae famiglia di virus a RNA che include
un solo genere, il Filovirus.
Filovirus virus di Marburg ed Ebola: genere di virus della famiglia delle Filoviridae che causa febbri emorragiche (malattia del virus di Marburg e
malattia del virus Ebola).
filtrabile capace di passare attraverso i pori di un
filtro.
filtrato liquido o gas che è passato attraverso un
filtro.
filtrazione passaggio attraverso un filtro o altro
materiale che impedisce il passaggio di certe molecole, particelle o sostanze.
filtro 1. solco verticale nella parte mediana del
labbro superiore. 2. strumento per eliminare o
separare alcuni elementi, come (1) le particelle
di certe dimensioni da una soluzione o (2) i raggi
di diverse lunghezze d’onda da un flusso di ener-
DEF
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filum
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gia radiante. f. a membrana, filtro composto da
un sottile strato di collodio, acetato di cellulosa
o altri materiali e disponibile in un ampio range
di dimensioni dei pori. f. Millipore, nome commerciale di una varietà di filtri di membrana.
filum pl. fila [L.] una struttura filiforme o parte.
f. terminale, sottile prolungamento filiforme del
tessuto connettivo, che discende dal cono midollare per fissarsi alla faccia interna del sacco durale
fino alla base del coccige; si divide in tratto piale
e durale, creando una linea di demarcazione sul
bordo inferiore della seconda vertebra sacrale.
fima gonfiore o protuberanza della pelle di dimensioni maggiori rispetto a un tubercolo.
fimbria 1. frangia, bordo o spigolo; struttura frangiforme. 2. pelo (2). f. dell’ippocampo, banda di
sostanza bianca lungo il margine mediano della
superficie ventricolare dell’ippocampo. f. dell’ovaio, il più lungo dei processi che costituiscono
le fimbriae della tuba uterina, che si estendono
lungo il bordo libero del mesosalpinge e fuse con
l’ovaio. f.(e) delle tube uterine, i numerosi divergenti processi frangiformi sopra la parte distale dell’infundibolo della tuba uterina.
fimbriato frangiato.
fimbriectomia rimozione chirurgica delle fimbriae della tuba uterina durante la legatura delle
tube come metodo di sterilizzazione femminile.
fimbriocele ernia contenente le fimbriae della
tuba uterina.
fimbrioplastica chirurgia plastica delle fimbrie
della tuba uterina.
fimosi restringimento dell’orifizio del prepuzio
cosicché esso non può essere ritratto sul glande.
fimotico, agg.
finasteride inibitore della 5a-reduttasi, utilizzato
nel trattamento dell’iperplasia prostatica benigna
e come stimolante della crescita dei capelli nel
trattamento dell’alopecia androgenetica.
Finegoldia genere di batteri coccoidi Gram-positivi, anaerobi, della famiglia delle Pepto, streptococcaceae di solito presenti in masse o in tetradi; F. magna fa parte della flora del tratto gastrointestinale e genitourinario femminile; causa artrite
settica e infezioni dei tessuti molli.
finestra 1. apertura circoscritta in una superficie
piana. 2. limiti di voltaggio che determinano quali impulsi possono essere superati. f. aortica, regione trasparente sotto l’arco aortico, formata dalla biforcazione della trachea, visibile in una radiografia obliqua anteriore sinistra del cuore e grossi
vasi. f. ovale, fenestra vestibuli; apertura nella parete interna dell’orecchio medio, vicino alla base
della staffa. f. rotonda, fenestra cochleae; apertura nella parete interna dell’orecchio medio,
rivestita dalla membrana timpanica secondaria.
fingerprinting [In] impronta genetica, tecnica
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per determinare la struttura di o identificare una
proteina o acido nucleico (DNA f.), tramite la divisione della molecola in determinati frammenti,
separazione degli stessi mediante cromatografia
o elettroforesi e visualizzazione del pattern risultante. Vedi impronta digitale.
finocchio Foeniculum vulgare, pianta dai cui semi
si estrae olio.
fioccoso lanoso; detto di una crescita batterica
costituita da brevi catene curve variamente orientate.
fiore parte floreale di una pianta i cui preparati e
derivanti sono usati in medicina. f. della passione, 1. pianta del genere Passiflora. 2. la P. incarnata, dotata di proprietà ansiolitiche e sedative,
è utilizzata in caso di ansia e insonnia; impiegata
anche in omeopatia.
Firmicutes phylum fenotipicamente eterogeneo
di batteri Gram-positivi, con Bacteriodetes come uno dei due maggiori costituenti della flora
intestinale.
FIS fossa iliaca sinistra.
fis(o)- prefisso [Gr.] aria, gas.
fisi(o)- prefisso [Gr.] natura fisiologia, fisico.
fisiatra medico specialista in fisiatria.
fisiatria branca della medicina che studia la prevenzione, la diagnosi e il trattamento di una malattia o lesione e la riabilitazione dal conseguente
disabilità e invalidità, utilizzando agenti fisici e
talvolta farmaceutici.
fisica studio delle leggi e dei fenomeni della natura, in particolare delle forze e delle proprietà
generali della materia e dell’energia.
fisicochimico relativo sia alla fisica che alla chimica.
fisioematometra gas e sangue nella cavità uterina.
fisiologia 1. la scienza delle funzioni degli organismi viventi e delle loro parti, dei fattori fisici
e chimici e dei processi coinvolti. 2. meccanismi
che sono alla base del funzionamento di una specie o classe di organismi o di alcuni parti o processi. f. patologica, studio delle alterate funzioni
o delle funzioni presenti nei tessuti malati.
fisiologico relativo alla fisiologia; normale; non
patologico.
fisiologo specialista in fisiologia.
fisionomia 1. determinazione delle caratteristiche mentali o morali dal volto. 2. espressione
o viso. 3. espressione e aspetto del volto come
mezzo di diagnosi.
fisiopatologia fisiologia della funzione alterata.
fisiopatologico relativo alla fisiologia patologica.
fisioterapia terapia fisica.
fisioterapista terapista fisico.
fisoidrometra gas e siero nella cavità uterina.
fisometra gas all’interno della cavità uterina.
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fisostigmina alcaloide colinergico abitualmente
ottenuto dai semi maturi essiccati di Physostigma
venenosum (fava di calabar), utilizzato come miotico topico e usato sul sistema nervoso centrale
come antidoto contro gli effetti di sovradosaggio
di farmaci anticolinergici; usato sottoforma di
sale salicilato e solfato.
fissatore agente utilizzato per conservare un campione istologico o patologico così da mantenere
la normale struttura dei suoi elementi costituenti.
fissazione 1. atto di tenere suturare o legare in
una posizione fissa. 2. condizione di essere mantenuto in una posizione fissa. 3. in psichiatria,
(a) arresto dello sviluppo in un particolare stadio o (b) attaccamento ravvicinato e soffocante
a un’altra persona specialmente a una che abbia
avuto un ruolo importante durante l’infanzia del
soggetto, come un genitore. 4. uso di un fissativo
per conservare i campioni istologici o citologici. 5. in chimica, è il processo mediante il quale
una sostanza viene rimossa dalla fase gassosa o da
quella di soluzione e localizzata. 6. in oftalmologia, è la direzione dello sguardo in modo tale
che l’immagine di un oggetto possa cadere nella
fovea centrale. f. del complemento, aggiunta
di un altro siero che contiene un anticorpo e il
corrispondente antigene a un siero emolitico,
in modo da rendere il complemento incapace di
provocare emolisi.
fissione 1. atto di separazione. 2. riproduzione
asessuata in cui la cellula si divide in due (fissione
binaria) o più (fissione multipla) parti filiari ognuna
delle quali diventa un organismo individuale. 3.
fissione nucleare; sdoppiamento del nucleo atomico con liberazione di energia.
fissiparo che si riproduce per fissione.
fissura pl. fissurae [L.] fessura. f. in ano, fessura
anale.
fistola passaggio anormale tra due organi interni
o tra un organo interno e la superficie del corpo.
f. anale, va dall’ano alla cute, talvolta comunicante con il retto. f. arterovenosa, 1. tra un’arteria e
una vena. 2. comunicazione arterovenosa creata
chirurgicamente e che fornisce un sito di accesso
per l’intubazione nell’emodialisi. f. arterovenosa polmonare, congenita tra i sistemi arterioso e
venoso del polmone, per cui sangue non ossigenato entra nel circolo sistemico. f. branchiale,
cavità faringea persistente (solco branchiale).
f. cieca, aperta solo sulla superficie cutanea del
corpo (fistula cieca esterna) o su una superficie mucosa interna (fistula cieca interna). f. colica, collega
il colon con la superficie corporea o con un altro
organo. f. craniosinusale, fistola tra lo spazio intracranico e uno dei seni paranasali, che permette
la fuoriuscita di liquido cerebrospinale nel naso.
f. del fluido cerebrospinale, una tra lo spazio
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fitosi
subaracnoideo e una cavità del corpo, con fuoriuscita di liquido cerebrospinale, di solito come
otorrea o rinorrea. f. enterovescicale, connette
la vescica urinaria con alcune parti dell’intestino.
f. fecale, fistola colica che libera le feci attraverso la superficie esterna. f. gastrica, condotto che
comunica con lo stomaco, di natura patologica
o chirurgica, attraverso la parete addominale.
f. incompleta, f. cieca. f. intestinale, condotto che
comunica con l’intestino; a volte creata chirurgicamente attraverso la parete addominale. f. ombelicale, condotto che comunica con il colon o
l’uraco a livello dell’ombelico. f. perilinfale, rottura della finestra rotonda con fuoriuscita di perilinfa dentro l’orecchio medio e perdita dell’udito
neurosensoriale. f. salivare, comunica con un
dotto salivare. f. tracheoesofagea, condotto che
connette la trachea con l’esofago, di natura patologica; creato chirurgicamente per ripristinare la
parola dopo laringectomia. f. urogenitale, fistola
tra due organi del sistema urogenitale o tra uno di
essi e qualche altro sistema.
fistolizzazione 1. il processo di diventare fistoloso. 2. creazione chirurgica di una fistola.
fistulotomia incisione di una fistola.
fistulotomo strumento per incidere una fistola.
fit(o)- prefisso [Gr.] pianta, organismo del regno vegetale.
fitness 1. in genetica, la probabilità di trasmettere
il proprio genotipo alla generazione successiva relativamente alla probabilità media per la popolazione. 2. fitness fisico. f. aerobico, capacità del
sistema cardiovascolare e respiratorio di un individuo di fornire ossigeno ed energia durante attività fisica sostenuta. f. fisico, capacità di un individuo di svolgere attività fisiche che richiedono
sforzo del sistema cardiorespiratorio, resistenza
musculare, forza o flessibilità.
fitobezoar bezoar composto da fibre vegetali.
fitoemagglutinina emoagglutinina di origine
vegetale.
fitoestrogeno una delle sostanze antinfiammatorie debolmente estrogeniche, largamente presente nelle piante.
fitofotodermatite dermatite fototossica indotta
dall’esposizione a certe piante e poi alla luce.
fitomedicina fitoterapia.
fitonadione vitamina K1: vitamina presente nelle piante verdi o preparata sinteticamente, usato
come agente protrombinogenico.
fitoparassita organismo o specie parassita delle
piante.
fitopatogeno che provoca malattie nelle piante.
fitopatologia patologia delle piante.
fitoprecipitina precipitina formata in risposta ad
antigeni vegetali.
fitosi malattia causata da un fitoparassita.
DEF
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fitoterapia
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fitoterapia trattamento attraverso l’uso delle
piante.
fitotossico 1. relativo a una fitotossina. 2. velenoso per le piante.
fitotossina esotossina prodotta da alcune specie
di piante superiori; ogni tossina di origine vegetale.
fittizio indotto artificialmente; non naturale.
FIV fecondazione in vitro.
fl oz oncia liquida.
flaccido 1. che mostra una mobilità anormale o
patologica, come una parete toracica flaccida o
un’articolazione flaccida; lasso, molle. 2. atonico.
flagella [L.] pl. di flagellum.
flagellare relativo a un flagello.
flagellato microrganismo dotato di flagelli.
flagellazione 1. l’atto di frustare o venire frustati
per raggiungere gratificazione sessuale. 2. formazione o disposizione dei flagelli in un organismo
o su una superficie; exflagellazione. 3. rapida
formazione nell’intestino dell’insetto vettore
di microgameti a partire dal microgamonte nel
Plasmodium e in altri sporozooi protozoi.
flagellina proteina presente nei flagelli dei batteri; è composta da subunità organizzate in formazioni a elica a parecchi strati.
flagello appendice lunga mobile simile a una frusta che origina da un corpo basale sulla superficie
di una cellula, con funzione di organello della
locomozione; nelle cellule eucariote, i flagelli
contengono nove coppie di microtubuli disposte
intorno a una coppia centrale; nei batteri, contengono strati strettamente avvolti di flagellina.
flagellospore zoospore.
flangia bordo o margine protrudente; in odontoiatria, la porzione della base della dentatura che
va dalle estremità cervicali dei denti fino al bordo
della dentatura.
flatulenza 1. gas o aria nel tratto gastrointestinale. 2. gas o aria espulsi dall’ano. 3. crepitio. 4.
rantolo crepitante.
flav(o)- prefisso [L.] giallo.
flavina uno dei composti appartenenti al gruppo
dei pigmenti gialli, idrosolubili, ampiamente distribuiti negli animali e nelle piante e comprendente le riboflavine e gli enzimi gialli. f. -adenina
dinucleotide, (FAD), coenzima costituito da riboflavina 5’-fosfato (FMN) e adenosina 5’-fosfato unite da un pirofosfato; costituisce il gruppo
prostetico di certi enzimi, compresa la d-aminoacido ossidasi e la xantina ossidasi, utilizzate come
trasportatori di elettroni in quanto alternativamente ossidate (FAD) e ridotte (FADH2). Svolge
un ruolo importante nel trasporto degli elettroni
nei mitocondri. f. mononucleotide, (FMN) riboflavina 5’-fosfato; agisce da coenzima per numerosi enzimi ossidativi inclusa la NADH deidrogenasi, che funziona come un trasportatore
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di elettroni essendo alternativamente ossidato
(FMN) e ridotto (FMNH2).
Flaviviridae flavivirus: famiglia di virus a RNA
che sono causa di dengue, encefalite ed epatite C.
Include i generi Flavivirus e Hepacivirus.
Flavivirus genere di virus della famiglia delle Flaviviridae a diffusione globale, inclusi i virus che sono causa di febbre gialla, dengue, encefalite giapponese B, encefalite di St. Louis, encefalite tickborne ed encefalite West Nile. Le zanzare sono i
vettori più comuni, insieme ad alcune specie di zecche, mentre in alcuni casi il vettore è sconosciuto.
flavivirus tutti i virus della famiglia delle Flaviviridae.
Flavobacteriaceae famiglia di batteri Gramnegativi, bastoncellari, appartenenti al phylum
Bacteroidetes; la maggior parte sono saprofiti,
ma alcuni sono patogeni.
Flavobacterium diffuso genere di batteri Gramnegativi aerobi o anaerobi, di forma bastoncellare,
presenti nel suolo e nell’acqua della famiglia delle
Flavobacteriaceae con caratteristica pigmentazione gialla. Sono patogeni opportunistici nell’uomo.
flavoenzima enzima che contiene una flavina nucleotide (FMN o FAD), come gruppo prostetico.
flavonoide composto di un gruppo di composti
caratterizzati da un nucleo aromatico e ampiamente diffusi nelle piante superiori, spesso come
pigmento; sottogruppo con attività biologiche
nei mammiferi è quello dei bioflavonoidi.
flavossato rilassante della muscolatura liscia; il
sale cloridrato viene impiegato nel trattamento
degli spasmi del tratto urinario.
fleb(o)- prefisso [Gr.] vena.
flebangioma aneurisma venoso.
flebarteriectasia dilatazione generalizzata di
vene e arterie.
flebectasia varicosità di una vena.
Flebectomia asportazione di una vena o di un
segmento di vena.
flebite flogosi di una vena. flebitico, agg. f. sinusale, infiammazione di un seno cerebrale.
fleboclisi iniezione di un liquido in una vena.
flebografia 1. venografia; angiografia di una vena.
2. registrazione grafica della pulsazione venosa.
flebolitiasi sviluppo di calcoli nelle vene.
flebomanometro strumento per la misurazione
diretta della pressione venosa del sangue.
fleboreografia tecnica che impiega il pletismografo con cuffie applicate all’addome, alla coscia,
al polpaccio e al piede, per misurare le modificazioni del volume venoso in risposta alla respirazione e alla compressione del piede o del polpaccio.
fleborrafia sutura di una vena.
flebosclerosi ispessimento fibroso della parete
delle vene.
flebostasi 1. stasi venosa. 2. temporaneo seque-
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stro di una parte di sangue dalla circolazione generale per compressione delle vene di un arto.
flebotomia venotomia; incisione di una vena.
flebotomo una delle varie mosche a due ali in particolare del genere Phlebotomus.
flebotrombosi sviluppo di trombi venosi in assenza di associata infiammazione.
Flebovirus virus della febbre da flebotomi, genere
della famiglia Bunyaviridae, che comprende il virus che provoca la febbre da flebotomi.
flecainide bloccante dei canali del sodio, che
riduce la frequenza della conduzione cardiaca
e aumenta il periodo refrattario del ventricolo;
utilizzato come sale acetato nel trattamento delle
aritmie più gravi.
flemma secrezione mucosa viscida escreta in quantità eccessiva dal tratto respiratorio.
flemmone diffusa infiammazione dei tessuti molli
o del connettivo dovuta a infezione. flemmonoso, agg.
flessibilità la capacità di essere rapidamente piegato senza essere fratturato. f. cerea, in alcune malattie mentali, la modesta resistenza degli arti alla
mobilizzazione passiva (come se fossero di cera),
il paziente tende a mantenere la posizioni che gli
viene imposta.
flessione l’atto di piegare o lo stato di essere piegato.
flessore 1. che causa flessione. 2. muscolo che flette un’articolazione. f. del ginocchio, uno dei
tendini che delimita lateralmente e medialmente
lo spazio popliteo. f. esterno del ginocchio, tendine del biceps flexor femoris (bicipite femorale).
f. interno del ginocchio, tendini del gracile, del
sartorio e di altri due muscoli della gamba. retinacolo dei f.(i), vedi sotto retinacolo.
flessura curva o piega; curvatura. f. caudale, curvatura a livello dell’estremità aborale dell’embrione. f. cefalica, curvatura nel mesencefalo dell’embrione. f. cervicale, curvatura del tubo neurale dell’embrione al punto di unione tra l’encefalo e
il midollo spinale. f. craniale, flessura cefalica.
f. dorsale, una delle flessure dell’embrione nella regione medio-dorsale. f. duodenodigiunale, curvatura al punto di unione tra il duodeno e il digiuno. f. lombare, curvatura ventrale del dorso nella
regione lombare. f. mesencefalica, flessura cefalica. f. nucale, flessura cervicale. f. pontina, flessura
dell’encefalo posteriore dell’embrione. f. sacrale, flessura caudale. f. sigmoide, vedi sotto colon.
fleurette [Fr.] tipo di cellula presente a gruppi nei
retinoblastomi e nei retinocitomi, che rappresenta la differenziazione delle cellule tumorali nei
fotorecettori.
flexura pl. flexurae [L.] flessura.
flittena 1. piccola bolla provocata da una bruciatura. 2. piccola vescicola che contiene linfa osser-
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flufenazina
vata sulla congiuntiva in particolari condizioni.
flittenario, agg.
flittenula minuta vescicola; nodulo ulcerato della
cornea o della congiuntiva.
flittenulare associato alla formazione di flittenule
o di prominenza similvescicolari.
flocculazione 1. La formazione di masse granulose o lanuginose. 2. fenomeno colloidale, in
cui la fase dispersa si separa in particelle distinte,
solitamente visibili, piuttosto che aggregarsi in
un’unica massa.
flocculus pl. flocculi [L.] 1. piccolo gomitolo o
massa come di lana o di altro materiale fibroso. 2.
piccola massa sul lato inferiore di ciascun emisfero cerebrale, in continuità tramite un piccolo peduncolo di fibre nervose con il nodulo del verme,
parte del lobo flocculonodulare. flocculare, agg.
flog(o)- prefisso [Gr.] infiammazione.
flogogeno che produce infiammazione.
flooding [In.] inondazione, forma di desensibilizzazione per il trattamento delle fobie e dell’ansia
mediante ripetute esposizioni a stimoli altamente stressanti, finché l’assenza del perpetrarsi della risposta all’ansia ne determina la scomparsa.
Generalmente viene impiegata per una esposizione reale agli stimoli, con l’implosione utilizzata
per esposizione immaginata anche se i due termini sono utilizzati a volte come sinonimi.
flora 1. la vita vegetale presente in o tipica di una
determinata zona. 2. batteri e funghi che si trovano entrambi normalmente o patologicamente
in un organo. f. enterica, f. gastrica, f. intestinale, batteri normalmente residenti nel lume
intestinale.
florido 1. in pieno vigore; che si presenta sotto
forma pienamente sviluppata. 2. avente un colore
rosso brillante.
florizin idrolasi glicosilceramidasi.
flossuridina derivato del fluorouracile usato come antineoplastico.
flucitosina antimicotico usato nel trattamento di
candidosi e infezioni criptococciche gravi.
fluconazolo triazolo antifungino usato nel trattamento sistemico della candidiasi e della meningite criptococcica.
fludarabina analogo dell’adenina e antimetabolita purinico usato sottoforma di sale fosfato, come
chemioterapico nel trattamento della leucemia
linfoide cronica.
fludrocortisone corticosteroide sintetico con
effetti analoghi a quelli dell’idrocortisone e del
desossicorticosterone somministrato come sale
acetato.
fluente che scorre senza ostacoli; riferito a un
discorso.
flufenazina fenotiazina antipsicotica utilizzata
come f. decanoato, f. enantato e f. cloridrato.
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fluidestratto
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fluidestratto preparato liquido di un farmaco
vegetale contenente alcol come solvente o conservante, con una tale forza che ogni millilitro
contiene i componenti terapeutici presenti in 1 g
del farmaco standard che rappresenta.
fluido 1. liquido o gas; qualsiasi liquido del corpo. 2.
composto da molecole che cambiano liberamente
le loro posizioni relative, senza separazione della
massa. f. amniotico, liquido all’interno della cavità amniotica che bagna il feto in via di sviluppo
e lo protegge da traumi meccanici. f. cefalorachidiano (LCR), liquido contenuto nei ventricoli
cerebrali nello spazio subaracnoideo e nel canale
centrale del midollo spinale. f. di Scarpa, endolinfa. f. follicolare, liquido di un follicolo ovarico
in sviluppo. f. interstiziale, liquido extracellulare che bagna le cellule della maggior parte dei
tessuti, ma che non è all’interno dei confini dei
vasi ematici o linfatici. f. intracellulare, porzione
dell’acqua corporea totale con i relativi soluti disciolti che si trovano all’interno delle membrane
cellulari. f. prostatico, secrezione della ghiandola
prostatica che contribuisce alla produzione dello
sperma. f. seminale, sperma. f. sinoviale, sinovia;
fluido trasparente e vischioso secreto dalla membrana sinoviale e presente nella cavità articolari
nelle borse e nelle guaine tendinee.
flumazenil agonista della benzodiazepina usato
per invertire gli effetti delle benzodiazepine in
seguito a sedazione, anestesia generale o sovradosaggio.
flumen pl. flumina [L.] corso d’acqua. f. pilorum,
le linee lungo le quali i peli del corpo sono disposti appena crescono.
flunisolide glucocorticoide sintetico utilizzato come sale acetato nel trattamento dell’asma
bronchiale e delle riniti allergiche stagionali e
non stagionali.
flunitrazepam benzodiazepina a breve durata
d’azione simile al diazepam, impiegata come ipnotico e agente induttore in anestesia. Negli Stati
Uniti non è legalmente usata.
fluocinolone corticosteroide sintetico utilizzato
topicamente come f. acetonide per lenire l’infiammazione e il prurito in certe dermatosi.
fluocinonide corticosteroide sintetico utilizzato
topicamente per alleviare l’infiammazione e il
prurito in certe dermatosi.
fluodeossiglucosio F18 2-deossi-d-glucosio radiomarcato; utilizzato nella tomografia a emissione di positroni per la diagnosi di anomalie cerebrali, patologie cardiache e tumori a diversi organi.
fluoresceina colorante fluorescente; il suo sale
sodico è usato come tracciante nell’angiografia
retinica e come ausilio diagnostico per rilevare
un trauma corneale e adattare le lenti a contatto.
fluorescenza proprietà di emettere luce, se
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esposto alla luce, con lunghezza d’onda della luce emessa superiore a quella della luce assorbita.
fluorescente, agg.
fluorimetro fluorometro.
fluorizzazione trattamento con fluoruri; aggiunta di fluoro all’acqua potabile come misura
di salute pubblica per ridurre l’incidenzadi carie.
fluoro (F) elemento gassoso, giallo-verde, non metallico, appartenente al gruppo degli alogeni; no.
at. 9, p. at. 18,998.
fluorocarbonio componente della classe dei
composti organici costituito esclusivamente da
carbonio e fluorina. Le emulsioni di fluorocarbonio dissolvono l’ossigeno e l’anidride carbonica e
possono sostituire di globuli rossi nella prevenzione e terapia dell’ischemia.
fluorochinolone composto del sottogruppo dei
fluorochinoloni sostituiti con uno spettro di azione più ampio dell’acido nalidissico.
fluorocromo composto fluorescente usato come
colorante per marcare le proteine con un marcatore fluorescente.
fluorodopa F18 composto radiomercato costituito
da fluoro e levodopa, impiegato nella tomografia
a emissione di positroni del cervello.
fluorofotometria fluorometria. f. vitrea, misurazione della luce emessa dalla fluoresceina inoculata per via endovenosa, e che trasuda dai vasi
retinici nel vitreo; viene effettuata per dimostrare
l’interruzione della barriera emato-retinica, alterazione oculare precoce nel diabete mellito.
fluorometolone glucocorticoide sintetico usato
topicamente nel trattamento delle condizioni
corticosteroido-sensibili infiammatorie e allergiche dell’occhio.
fluorometria tecnica analitica per l’identificazione e la caratterizzazione di piccole quantità di una
sostanza mediante la sua eccitazione con un fascio
di luce ultravioletta e la dimostrazione e misurazione della lunghezza d’onda della luce fluorescente
emessa da essa.
fluorometro strumento usato in fluorimetria e
costituito da una fonte di energia (p.es. una lampada ad arco al mercurio o allo xenon) per indurre la fluorescenza, da filtri o monocromatori
per la selezione delle lunghezze d’onda e da un
rilevatore.
fluoronefelometro dispositivo per l’analisi di una
soluzione mediante misurazione della luce diffusa o emessa da essa.
fluoroscopia esame condotto mediante fluoroscopio.
fluoroscopio strumento usato per esaminare visivamente la forma e il movimento delle strutture
profonde dell’organismo mediante le ombre dei
raggi X proiettate su uno schermo fluorescente.
fluorosi condizione dovuta all’esposizione ad una
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quantità eccessiva di fluoro o dei suoi composti e
derivante dall’ingestione accidentale di insetticidi
o veleni per roditori, inalazione cronica di polveri
o gas industriali o dalla prolungata ingestione di
acqua contenente quantità eccessive di fluoruri;
è caratterizzata da alterazioni scheletriche come
osteofluorosi e da smalto chiazzato, quando l’esposizione avviene durante la fase di formazione dello
smalto. f. dentale, smalto chiazzato. f. endemica
cronica, fluorosi.
fluorouracile (5-FU) antimetabolita attivato come l’uracile e utilizzato come antineoplastico sistemico e topico.
fluossimesterone androgeno utilizzato nel trattamento dell’ipogonadismo maschile, nel ritardo
della pubertà maschile e nella terapia palliativa
del carcinoma mammario nelle donne in postmenopausa.
fluoxetina inibitore selettivo del reuptake della
serotonina utilizzato sottoforma di cloridrato
nel trattamento della depressione, delle sindromi
ossessivo-compulsive, della bulimia nervosa e dei
disturbi disforici premestruali.
flurandrenolide corticosteroide sintetico usato localmente nel controllo dell’infiammazione e del
prurito nelle dermatiti.
flurazepam benzodiazepina utilizzata sottoforma
di cloridrato come sedativo e ipnotico nel trattamento dell’insonnia.
flurbiprofene farmaco antinfiammatorio non
steroideo somministrato per via orale nel trattamento dell’artrite, di altre patologie infiammatorie e della dismenorrea; è applicato localmente
sulla congiuntiva sottoforma di sale sodico per
inibire la miosi durante e trattare l’infiammazione dopo un intervento oftalmologico.
flussione fluire; in particolare un afflusso eccessivo o anomalo di un fluido in un organo.
flusso 1. movimento di un liquido o di un gas.
2. velocità con cui un liquido passa attraverso
un organo o una parte espressa come volume
per unità di tempo. 3. eccessivo movimento di
un liquido o secrezione. 4. quantità di liquido o
di energia di una certa entità per unità di area.
f. ematico, 1. circolazione del sangue. 2. velocità
della circolazione. f. ematico renale effettivo,
(FERE) la parte di flusso sanguigno totale che
attraversa il rene e che irrora il tessuto renale funzionale. f. espiratorio di picco, (FEP) la
massima quantità d’aria che può essere espulsa
durante un’esalazione forzata che ha inizio con
i polmoni completamente gonfi. f. espiratorio forzato, (FEF) quantità d’aria registrata
nelle misurazioni della capacità vitale forzata.
f. espiratorio massimo, quantità d’aria misurata
durante una manovra della capacità vitale forzata spesso specificata a un determinato volume.
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fobia
f. massimo medio espiratorio, quantità media
di aria misurata tra volumi esalati del 25 e 75%
della capacità vitale durante un’esalazione forzata.
f. plasmatici renale effettivo, (FPRE) quantità
di plasma che perfonde i tubuli renali per unità
di tempo generalmente misurata come velocità
di scomparsa del p-aminoippurato. f. plasmatico
renale, (FPR) quantità di plasma che perfonde
il rene per unità di tempo approssimativamente
maggiore del 10% rispetto all’effettivo flusso plasmatico renale.
flussometro apparato per misurare la velocità di
flusso di liquidi o gas, definito spesso in base al
metodo impiegato, p.es. flussometro a ultrasuoni.
flutamide antiandrogeno non steroideo, utilizzato nel trattamento del carcinoma prostatico
metastatico.
fluticasone corticosteroide sintetico usato come
propionato per trattare l’infiammazione in certe
dermatosi, la rinite allergica e altre condizioni infiammatorie nasali, i polipi nasali e l’asma.
flutter vibrazione o pulsazione rapida. f. atriale,
aritmia cardiaca in cui le contrazioni atriali sono rapide (da 250 a 350 al minuto) ma regolari.
f. diaframmatico, particolari fibrillazioni del
diaframma ad andamento ondoso e di causa
ignota. f. fibrillazione, flutter impuri che variano
costantemente nella loro somiglianza a flutter o
fibrillazione, rispettivamente. f. impuro, flutter
striale in cui l’elettrocardiogramma evidenzia
periodi alternati di flutter e fibrillazione atriale
a periodi non chiaramente distinguibili di uno o
dell’altra. f. mediastinico, alterata mobilità del
mediastino durante la respirazione. f. puro, flutter atriale. f. ventricolare, (VFI) possibile fase
di transizione tra la tachicardia ventricolare e la
fibrillazione ventricolare, in cui l’elettrocardiogramma mostra rapidi uniformi e regolari oscillazioni alla frequenza di 250 o più al minuto.
fluttuazione variazione circa un valore o una
massa fissa; movimento simile a un’onda.
fluvastatina inibitore della biosintesi del colesterolo impiegato come sale sodico nel trattamento
dell’iperlipemia e per ridurre la progressione
dell’aterosclerosi associata alla cardiopatia coronarica.
fluvoxamina inibitore selettivo del reuptake della serotonina, usato come maleato per alleviare i
sintomi della sindrome ossessivocompulsiva.
Fm fermio.
FMN flavina mononucleotide.
FNH [In.] Focal Nodular Hyperplasia: iperplasia
focale nodulare.
fobia persistente, irrazionale, intensa paura di uno
specifico oggetto attività o situazione (lo stimolo
fobico), timore che è riconosciuto come eccessivo
o irrazionale dall’individuo stesso. Quando una
DEF
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-fobia
324
fobia è una significativa fonte di stress o interferisce con le funzioni sociali, è considerata un
disturbo mentale (denominato anche Disturbo fobico); nel DSM-IV le fobie sono classificate con
i disturbi d’ansia e sottoclassificati in agorafobia fobie specifiche e fobie sociali. fobico, agg.
f. semplice, fobia specifica. f. sociale, patologia
d’ansia caratterizzata da timore ed esitamento
di situazioni sociali nelle quali l’individuo teme
possibile imbarazzo od umiliazione. f. specifica,
timore persistente ed eccessivo o irrazionale di
oggetto o situazioni circoscritte, ben definite.
-fobia suffisso [Gr.] paura di, avversione a.
focalizzazione atto di convergere in un punto.
f. isoelettrica, elettroforesi in cui la miscela proteica viene sottoposta a un campo elettrico in un
gel in cui è stato stabilito un gradiente di pH;
ogni proteina quindi migra finché non raggiunge
il punto in cui il pH è uguale a quello del suo
punto isoelettrico.
focomelia assenza congenita della porzione prossimale di un arto o gli arti. cosicché mani o piedi
risultano attaccati al tronco attraverso un segmento osseo piccolo e di forma irregolare. focomelico, agg.
focomelico individuo affetto da focomelia.
focus pl. foci [L.] 1. Il punto di convergenza dei
raggi di luce o delle onde sonore. 2. il principale centro di un processo morboso. focale, agg.
f. epilettogeno, l’area della corteccia cerebrale
responsabile di generare crisi epilettiche. f. di
Ghon, principale lesione parenchimale della tubercolosi polmonare primaria.
foe- per le parole che iniziano in questo modo, vedi
quelle che iniziano con fe-.
fogliato 1. dotato di, relativo a o simile alle foglie.
2. che consiste di sottili lamelle simili a delle foglie.
folato 1. forma anionica dell’acido folico. 2. più
in generale, ogni sostanza di un gruppo di composti che contiene una forma di acido dipteroico
coniugato con l’acido l-glutammico e avente una
varietà di sostituzioni.
folgorare 1. apparire e scomparire come un lampo
di luce. 2. distruggere per contatto con scintille
elettriche generate da corrente ad alta frequenza.
foliaceo fogliato.
folium pl. folia [L.] struttura che ricorda una foglia,
in particolare una delle porzioni fogliformi della
corteccia cerebellare. f. vermis, lobulo del verme
cerebellare tra il declive e il tuber vermis, prosegue
nel lobulo semilunare superiore su ciascun lato.
follia psicosi; pazzia. f. à deux, disturbo mentale
che colpisce due persone che hanno in comune
alcune allucinazioni; formalmente classificata come disturbo psicotico condiviso. f. du pourquoi, un
costante domandare di origine psicopatologica.
f. gemellare, psicosi che si verifica contemporaneamente in due gemelli.
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follicolite infiammazione di un follicolo. f. cheloidale, acne cheloidale. f. decalvante, follicolite suppurativa che porta a cicatrizzazione con
costante perdita di peli nell’area interessata.
f. della barba, sycosis barbae. f. Gram-negativa,
una superinfezione complicata dal trattamento a
lungo termine di acne vulgaris con tetracicline
o altri antibiotici; di solito causata da specie di
Enterobacter, Klebsiella e Proteus.
follicolo depressione sacciforme o a tasca o cavità.
follicolare, agg. f.(i) di Naboth, f. nabotiani,
formazioni cistiformi dovute all’occlusione del lumen delle ghiandole nella mucosa della cervice
uterina, che ne comportano la distensione a causa
del secreto accumulato. f.(i) graafiani, follicoli ovarici vescicolari; follicoli ovarici in maturazione
tra le cui cellule ha cominciato ad accumularsi del
liquido portando alla formazione di una singola
cavità e lasciando gli ovociti localizzati nel cumulus oophorus. f.(i) intestinali, vedi sotto ghiandola. f.(i) linfatici solitari, vedi sotto nodulo. f. linfatico, nodulo linfatico. f.(i) linguali, masse nodulari di tessuto linfoide alla radice della lingua
che costituiscono la tonsilla linguale. f.(i) ovarici
primari, follicoli ovarici immaturi ciascuno comprendente un ovocita immaturo e le cellule epiteliali specializzate (cellule follicolari) che lo circondano. f.(i) ovarici primordiali, follicolo ovarico
immaturo che non è stato sottoposto al reclutamento e che consiste di un ovocita racchiuso da
un unico strato di cellule. f.(i) ovarici vescicolari, follicoli graafiani. f. ovarico, l’ovocita e le
sue cellule di rivestimeto a qualsiasi stadio del suo
sviluppo. f. ovario atresico, follicolo ovarico involuto. f. ovario dominante, il follicolo ovarico
crescente in un dato ciclo mestruale che matura
completamente e forma il corpo luteo. f. pilifero,
una delle invaginazioni tubulari dell’epidermide
che racchiude i peli e dalla quale i peli stessi crescono. f.(i) tiroidei, piccole unità cistiformi della
ghiandola tiroidea delimitate da epitelio cubico e
riempite con una sostanza colloidale in numero di
circa 30 per ogni lobulo.
follitropina ormone che stimola il follicolo; f. alfa
e f. beta sono forme di follitropina prodotte da
cellule di criceto geneticamente modificate e utilizzate nel trattamento dell’infertilità.
fomite oggetto o materiale inanimato sul quale
possono essere trasportati agenti patogeni.
fomivirsen agente antivirale utilizzato come sale
sodico nel trattamento della retinite da cytomegalovirus associata all’AIDS.
fon(o)- prefisso [Gr.] suono, voce, linguaggio.
fonastenia debolezza della voce; difficoltà nella
fonazione per affaticamento.
fondazione struttura o base sulla quale è costruito un qualcosa. f. dentaria, parte di strutture e
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tessuti della bocca utilizzabili per sostenere una
protesi.
fondo estremità inferiore o base di qualcosa, particolarmente di un organo, ovvero la parte di
un organo cavo più distante dalla sua apertura,
fundico, agg. f. del timpano, pavimento della
cavità timpanica. f. dell’occhio, porzione posteriore della parte interna del globo oculare, visibile attraverso la pupilla con l’oftalmoscopio. f. dell’utero, parte dell’utero al di sopra degli orifizi delle tube uterine. f. della colecisti, la parte
inferiore dilatata della colecisti. f. della vescica,
base o superficie posteriore della vescica urinaria.
f. dello stomaco, parte dello stomaco a sinistra e
sopra il livello dell’apertura dell’esofago.
fonendoscopio stetoscopico che intensifica i
suoni nell’auscultazione.
fonocardiografia rappresentazione grafica dei
toni o dei soffi cardiaci; per estensione, il termine
comprende anche tracciati pulsatori (polsi carotidei, apicali e giugulari). fonocardiografico, agg.
fonocatetere strumento simile a un catetere convenzionale, con un microfono all’estremità.
fonochirurgia gruppo di procedure chirurgiche
il cui scopo è di ripristinare, mantenere o aumentare la voce.
fonologia studio dei suoni vocali. fonologico, agg.
fonomioclono mioclono durante il quale si percepisce un suono durante l’auscultazione di un muscolo affetto, indicativo di contrazioni fibrillari.
fonomiografia registrazione del suono prodotto
dalla contrazione muscolare.
fonostetografo strumento per l’amplificazione
filtrazione e registrazione dei suoni toracici.
fonsecaea genere dei Fungi Imperfecti. F. compactum e F. pedrosoi provocano la cromoblastomicosi.
fontanella uno degli spazi coperti da membrana
e che rimangono presso la giunzione delle suture
nel cranio non completamente ossificato di un
feto o di un neonato.
foramen pl. foramina [L.] apertura naturale o passaggio in particolare quello dentro un osso o che
lo attraversa. f. acustico esterno, meato acustico
esterno. f. acustico interno, passaggio per i nervi
acustici e facciali nell’osso petroso. f. aortico, vedi
sotto iato. f. apicale del dente, apertura vicino o
sull’apice della radice di un dente, per permettere il passaggio delle strutture vascolari, linfatiche
e nervose che riforniscono la polpa. f. ciecale,
f. cecum, 1. apertura cieca tra la cresta frontale
e la crista galli. 2. piccola espansione triangolare al margine inferiore del ponte, formata dalla
terminazione della fessura mediana anteriore del
midollo allungato. 3. depressione sul dorso della
lingua presso il solco mediano. f. costotrasversario, spazio ristretto tra la superficie posteriore del
collo, della costola e la superficie anteriore del pro-
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foramen
cesso trasversario della vertebra corrispondente.
f.(a) cribriformi, aperture nella lamina cribrosa
dell’osso etmoide per il passaggio dei nervi olfattivi. f. del Tebesio, piccole aperture nelle pareti
dell’atrio destro, attraverso cui le vene cardiache
più piccole si riversano nel cuore. f. della vena
cava, apertura del diaframma che dà passaggio
alla vena cava inferiore e ad alcuni rami del nervo
vago di destra. f. di Bochdalek, iato pleuroperitoneale. f. di coniugazione, forame formato dalla
rientranza in ciascuno dei due ossi contrapposti.
f. di Key e Retzius, apertura al termine di ogni
recesso laterale del quarto ventricolo per cui la
cavità ventricolare comunica con lo spazio subaracnoideo. f. di Magendie, apertura nella parte
inferiore del tetto del quarto ventricolo attraverso la quale la cavità ventricolare comunica con lo
spazio subaracnoideo. f. di Morgagni, piccola
imperfezione su entrambi i lati del bordo inferiore
dello sterno, tra le porzioni sternale e costale del
diaframma, che consente il passaggio dei vasi sanguigni epigastrici superiori e di alcuni di vasi linfatici. f. di Scarpa, apertura dietro ciascun incisivo
mediale superiore, per il nervo nasopalatino. f. di
Vesalio, apertura occasionalmente presente, mediale rispetto al foramen ovale dello sfenoide, per
il passaggio di una vena dal seno cavernoso. f. di
Weitbrecht, apertura nella capsula dell’articolazione della spalla. f. di Winslow, foramen epiploico. f. emissario, qualsiasi forame nelle ossa craniali che costituisce un varco per le vene emissarie.
f. emissario sfenoidale, f. di Vesalio. f. epiploico,
apertura che collega i due sacchi del peritoneo sotto e dietro la porta epatica. f. esofageo, vedi sotto
iato. f.(a) etmoidali, f. ethmoidalia, piccole aperture nell’osso etmoide presso la giunzione della
parete mediana con il tetto dell’orbita l’anteriore,
che trasmette il ramo nasale del nervo oftalmico e i
vasi etmoidali anteriori e il posteriore, che trasmette
i vasi etmoidali posteriori. f. frontale, cavità frontale, vedi quando viene articolata dal tessuto osseo.
f. giugulare, meato formato dalle incisure giugulari sulle ossa temporali e occipitali. f. incisivo,
una delle aperture dei canali incisivi nella fossa
incisiva del palato duro. f. infraorbitario, passaggio per il nervo e l’arteria infraorbitale. f. interventricolare, comunicazione tra il ventricolo
laterale e il terzo ventricolo. f. intervertebrale,
passaggio per un nervo spinale e i vasi, formato
da incisure sui peduncoli di vertebre adiacenti.
f. ischiatico, uno dei due forami, sciatico maggiore e minore, formato dai legamenti sacrotuberale
e sacrospinale nell’incisura ischiatica dell’anca.
f. lacero, spaccatura presente in corrispondenza
della giunzione tra la grande ala dello sfenoide,
la punta della parte petrosa dell’osso temporale
e la parte basilare dell’osso occipitale. f. lacero
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forbolo
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anteriore, fenditura allungata tra le ali dell’osso
sfenoide per il passaggio di nervi e vasi. f. lacero medio, foramen lacerum. f. lacero posteriore,
forame giugulare. f. magnum, grossa apertura
nella parte anteroinferiore dell’osso occipitale,
che mette in comunicazione la cavità cranica col
canale vertebrale. f. mandibolare, apertura sulla
superficie mediale del ramo della mandibola, che
porta nel canale mandibolare. f. mastoide, apertura dell’osso temporale posteriormente al processo mastoideo. f. mentale, apertura nella parte laterale del corpo mandibolare, di fronte al secondo dente bicuspide, per il passaggio dei nervi
e vasi mentali. f. midollare, foramen vertebrale.
f.(a) nasali, aperture sulla superficie più esterna
di ciascun osso nasale, per il passaggio dei vasi
sanguigni. f. nutritizio, un passaggio che ospita
vasi nutrienti nella cavità midollare dell’osso. f.(a)
olfattori, forami cribrosi. f. omentale, foramen
epiploico. f. ottico, vedi sotto canale. f. otturatorio, ampia comunicazione tra l’osso del pube e
l’ischio. f. ovale, 1. apertura fetale tra gli atri del
cuore. 2. apertura nella grande ala dell’osso sfenoide per vasi e nervi. f. ovale pervio, (PFO) anormale persistenza dopo la nascita del forame ovale
fetale, spesso risultante in shunt sinistro-destro o
destro-sinistro. f.(a) palatini minori, aperture dei
canali palatini minori dietro la cresta palatina e i
forami palatini maggiori. f. palatino maggiore,
apertura inferiore del canale palatino maggiore,
posta lateralmente sul piano orizzontale di ciascun osso palatino, per consentire il passaggio a
un nervo e un’arteria palatina. f. pterigopalatino,
foramen sfenopalatino. f. rotondo, apertura tonda
nella grande ala dello sfenoide per il ramo mascellare del nervo trigemino. f. sfenopalatino, spazio
fra i processi orbitali e sfenoidali del palatino, che
si apre nella cavità nasale e che permette il passaggio dell’arteria sfenopalatina e dei nervi nasali.
f. sopraorbitale, cavità sopraorbitale (vedi) quando viene articolata dal tessuto osseo. f. spinoso,
apertura nella grande ala dello sfenoide, che dà
passaggio all’arteria meningea media. f. stilomastoideo, apertura tra il processo stiloideo e quello
mastoideo, che dà passaggio al nervo facciale e
all’arteria stilomastoidea. f. tiroideo, incostante
apertura nella cartilagine tiroidea dovuta a incompleta giunzione della quarta e quinta cartilagine
branchiale. f. transversarium, apertura in ciascun
processo delle vertebre cervicali che, nelle sei vertebre superiori, consente il passaggio dei vasi vertebrali; nella settima vertebra è di minori dimensioni o può essere assente. f. venoso, 1. f. della vena
cava. 2. f. di Vesalio. f. vertebrale, ampia apertura
formata dal corpo, di una vertebra col suo arco. f.
zigomatico-faciale, apertura nella superficie anteriore degli zigomi per i nervi e per i vasi zigoma-
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ticofacciali. f. zigomatico-orbitale, ciascuna delle
due aperture della superficie orbitale di entrambi
gli ossi zigomatici, in cui passano le diramazioni
del ramo zigomatico del nervo trigemino e i rami
dell’arteria lacrimale. f. zigomatico-temporale,
apertura sulla superficie temporale dell’osso zigomatico.
forbolo alcol policiclico presente nell’olio di croton; è il composto capostipite degli esteri del forbolo. f. estere, uno di vari esteri del forbolo che
sono potenti cocarcinogeni tramite, l’attivazione
di una protein chinasi cellulare; usato nella ricerca per aumentare l’induzione di mutagenesi o di
tumori da parte di carcinogeni.
forcazione area anatomica di un dente multiradicolare dove le radici si dividono.
forcella strumento con rebbi o simile. f. di replicazione, sito nella molecola di DNA in cui
si verificano sia lo svolgimento dell’elica che la
sintesi di molecole figlie.
forchetta frenulo delle grandi labbra.
forense relativo a o che si applica a procedure legali.
-foresi suffisso [Gr.] trasmissione.
forfora 1. materiale scaglioso asciutto che si distacca dal cuoio capelluto; il termine si usa per il
materiale normalmente distaccato dalla cute del
cuoio capelluto e per un eccesso di tale materiale
che sia associato ad alcuni stati patologici. 2. dermatite seborroica del cuoio capelluto.
foria eteroforia.
forma pl. forme [Fr.], forma. f. frusta pl. forme fruste [Fr.] forma atipica, in particolare più o meno
incompleta, come di una malattia. f. tardiva, forma di una malattia che compare più tardi rispetto
all’epoca di comparsa abituale.
formaldeide gas un tempo utilizzato come potente disinfettante; ora usato come soluzione acquosa (vedi soluzione di formaldeide, sotto soluzione). Il gas è tossico per inalazione o assorbimento
ed è cancerogeno.
formalina soluzione di formaldeide.
formamidasi 1. enzima che catalizza la deaminazione idrolitica della formamide per produrre formato; esso agisce anche su amidi simili. 2.
arilformamidasi.
formativo implicato nell’origine e nello sviluppo
di un organismo, di una parte, di un tessuto.
formazione 1. processo di dare forma o di formare; creazione di un’entità o di una struttura
di forma definita. 2. struttura di forma definita.
f. reattiva, meccanismo di difesa in cui una persona adotta atteggiamenti consapevoli interessi o
sentimenti che sono l’opposto dei suoi sentimenti impulsi o desideri inconsci. f. reticolare, una
delle numerose diffuse reti di cellule e fibre nel
midollo spinale e nel tronco cerebrale; suddivise
nelle formazioni reticolari del midollo spinale del
midollo allungato, del mesencefalo e del ponte.
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formiato sale dell’acido formico.
formicolio sensazione come di piccoli insetti che
brulicano sulla pelle.
formile radicale HCO— dell’acido formico.
formolo soluzione di formaldeide.
formula un’espressione con numeri o simboli della composizione di o di indicazioni per preparare
un composto, come un farmaco o di una procedura da seguire per ottenere un risultato voluto o di
un singolo concetto. f. chimica, combinazione di
simboli usata per esprimere la composizione chimica di una sostanza. f. dentaria, espressione in
simboli del numero e della disposizione dei denti
nelle mascelle. Le lettere rappresentano i vari tipi
di denti: I, incisivo; C, canino; P, premolare; M, molare. Ogni lettera è seguita da una linea orizzontale. I numeri sopra la linea rappresentano i denti
mascellari; quelli sotto, i denti mandibolari. La
formula dentaria dell’uomo è I 22 C 11 M 22 = 10 (un
solo lato) per i denti decidui, ed I 22 C 11 P 22 M 33 = 16
(un solo lato) per i denti permanenti. f. empirica,
formula chimica che esprime le proporzioni degli
elementi presenti in una sostanza. f. molecolare,
formula chimica che esprime il numero di atomi di ogni elemento presente nella molecola di
una sostanza, senza indicare come sono legati.
f. spaziale, f. stereochimica, formula chimica
che indica il numero di atomi di ciascun elemento presente nella molecola di una sostanza
quale atomo è legata a quale il tipo di legame e
le rispettive posizioni degli atomi nello spazio.
f. strutturale, formula chimica che mostra il numero di atomi di ciascun elemento in una molecola, la loro disposizione spaziale e il legame tra
di loro. f. vertebrale, espressione del numero di
vertebre in ciascuna regione della colonna vertebrale; la formula vertebrale dell’uomo è C7 T12
L5 S5 Cd4 = 33.
formulare 1. specificare sottoforma di formula. 2.
preparare in accordo con un metodo prescritto
o specificato.
Formulario Nazionale ([In.] NF: National Formulary) testo di riferimento per preparazioni
farmaceutiche che non sono incluse nella USP
([In.] United States Pharmacopeia: farmacopea degli
Stati Uniti).
formulazione atto di o prodotto derivante dal formulare. f. dell’American Law Institute, sezione del Model Penal Code dell’American Law Institute, che dichiara che “una persona non è responsabile per la propria condotta criminale se
nel momento in cui tiene tale condotta, conseguentemente a una malattia o a un difetto mentale, è privo della sostanziale capacità di valutare la
criminalità (illiceità o illegalità) della propria condotta o di conformare la propria condotta ai requisiti di legge”.
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fosfatasi
fornice 1. struttura a forma di arco o lo spazio
a forma di volta creato da una tale struttura. 2.
fornice del cervello; uno delle due paia di fasci di
fibre arciformi che uniscono sotto il corpo calloso
così che insieme comprendono due colonne un
corpo e due crura. f. della vagina, fornice vaginale: la cavità tra il muro vaginale e la parte vaginale
della cervice.
-foro suffisso [Gr.] che porta.
foroptero strumento per valutazioni retinoscopiche, con lenti inserite in un quadrante, posizionato di fronte al paziente.
forottero strumento per la valutazione retinoscopica della vista, con lenti poste su dischi, in unità
posta di fronte al paziente.
foruncolo pustola; nodulo doloroso che si forma
nella cute per infiammazione circoscritta del
derma e del tessuto sottocutaneo, dopo che gli
stafilococchi sono penetrati nella cute attraverso
i follicoli piliferi. forunculare, agg.
foruncolosi 1. comparsa persistente e sequenziale
di foruncoli per un periodo di settimane o mesi.
2. simultanea comparsa di numerosi foruncoli.
forza energia o potere; ciò che origina o arresta il
movimento. Simbolo F. f. di riserva, energia oltre
quella richiesta per il normale funzionamento; nel
cuore, la forza che farà fronte al carico circolatorio
addizionale imposto dallo sforzo. f.(e) di van der
Waals, le forze di attrazione relativamente deboli, a corto raggio, esistenti tra atomi e molecole e
che nascono da brevi spostamenti orbitari degli
elettroni; esitano nell’attrazione tra composti organici non polari. f. elettromotrice, ciò che causa
un flusso di elettricità da un posto all’altro, dando
origine a una corrente elettrica. Abbreviato EMF
[In.] ElectroMotive Force. Simbolo E. f. occlusiva, forza esercitata opponendo i denti quando le
mascelle sono portate in approssimazione. f. vitale, energia che caratterizza un organismo vivente;
molti sistemi di medicina alternativa cercano di
influenzarla o di usarla.
fosamprenavir profarmaco dell’amprenavir (q.v.),
usato come sale di calcio nel trattamento delle infezioni da virus dell’immunodeficienza umana.
foscarnet agente virostatico usato in forma di sale sodico nel trattamento di retiniti da citomegalovirus ed herpes simplex nei pazienti immunocompromessi.
fosfageni un gruppo di composti ad alto potere
energetico, che comprende la fosfocreatina, che
agiscono come riserve di energia sottoforma di
legami fosfato, che donano gruppi fosforici per la
sintesi di ATP in caso di scarse riserve.
fosfatasi un gruppo di enzimi che catalizza la scissione idrolitica del fosfato inorganico dagli esteri.
f. acida idrolasi presente nel fegato dei mammiferi,
nella milza, nel midollo osseo, nel plasma e negli
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fosfatemia
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elementi figurati del sangue e nella prostata, che
catalizza la scissione dell’ortofosfato dai monoesteri
ortofosforici sotto in condizioni acide; la determinazione della sua attività nel siero è un importante
test diagnostico. f. alcalina ([In.] ALP: Alkaline
Phosphatase) enzima che catalizza il clivaggio dell’ortofosfato da monoesteri ostofosforici sotto condizioni alcaline. Forme differenti dell’enzima compaiono in tessuti normali o maligni. L’attività nel siero è utile per la diagnosi clinica di molte malattie.
L’attività enzimatica ossea deficitaria, un carattere
autosomico recessivo, causa ipofosfatasia. f. a. leucocitaria, ([In.] LAP: Leukocyte Alkaline Phosphatase); isoenzima della fosfatasi alcalina che si ritrova nei leucociti in particolare nei neutrofili; l’attività LAP è usata nella diagnosi differenziale della
neutrofilia essendo ridotta nella leucemia mieloide
cronica ma elevata in varie altre patologie.
fosfatemia eccesso di fosfati nel sangue.
fosfatidilcolina fosfolipidide comprendente un
colina legata ad acido fosfatidico; è una componente fondamentale delle membrane cellulari ed
è localizzata preferenzialmente sulla superficie
esterna della membrana plasmatica.
fosfato un sale o estere dell’acido fosforico. fosfatico, agg.
fosfaturia 1. escrezione di fosfati nelle urine. 2.
iperfosfaturia.
fosfene sensazione di luce dovuta a uno stimolo
diverso dai raggi luminosi, p.es. uno stimolo meccanico.
fosfenitoina profarmaco della fenitoina usato in
forma di sale sodico nel trattamento dell’epilessia, escludendo il piccolo male epilettico.
fosfocreatina (PC) il fosfageno dei vertebrati,
acido creatin-fosforico presente nel muscolo, che
rappresenta un’importante forma di deposito di
fosfato ad alta energia, la fonte di energia nella
contrazione muscolare
fosfodiesterasi parte di un gruppo di enzimi che
catalizza l’idrolisi di un legame estere in un composto dell’acido fosforico contenente due legami
esteri.
fosfoenolpiruvato derivato del piruvato ad alta energia che rappresenta un intermedio nella
via del metabolismo del glucosio di EmbdenMeyerhof nella gluconeogenesi e nella biosintesi
di alcuni aminoacidi.
fosfofruttochinasi muscolare isoenzima muscolare della 6-fosfofruttochinasi.
6-fosfofruttochinasi enzima che catalizza la fosforilazione del fruttosio 6-fosfato, sito di regolazione della via del metabolismo del glucosio
di Embden-Meyerhof; un deficit dell’isoenzima
muscolare causa la malattia da accumulo di glicogeno di tipo VII.
fosfoglicerato forma anionica dell’acido fosfo-
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glicerico; 2-p. e 3-p. Sono prodotti intermedi interconvertibili della via del metabolismo del glucosio di Embden-Meyerhof.
fosfogliceride classe di fosfolipidi, il cui composto capostipite è l’acido fosfatidico; essi consistono di una struttura di glicerolo, due acidi grassi
e un alcol fosforilato (p.es. colina, etanolammina
serina o inositolo) e sono uno dei componenti
principali delle membrane cellulari.
fosfoinositide membro di una serie di composti
fosforilati contenenti inositolo che svolgono un
ruolo nell’attivazione cellulare e nella mobilizzazione del calcio in risposta a ormoni.
fosfolipasi uno dei quattro enzimi (fosfolipasi da
A a D), che catalizzano l’idrolisi di specifici legami esteri nei fosfolipidi.
fosfolipide ogni lipide che contiene fosforo, che
comprende quelli con scheletro di glicerolo (fosfogliceridi e plasmalogeni) o con scheletro di sfingosina o di una sostanza ad essa correlata (sfingomieline). Essi sono i principali lipidi delle membrane
cellulari.
fosfomicina farmaco antibatterico attivo contro un’ampia varietà di batteri Gram-positivi e
Gram-negativi, usato nel trattamento delle infezioni del tratto urinario; somministrato per via
orale come sale di trometamina.
fosfonecrosi necrosi fosforica.
fosfoproteina proteina coniugata nella quale
l’acido fosforico è esterificato con un idrossiaminoacido.
fosforilasi 1. gruppo di enzimi che catalizza la
fosforolisi dei glicosidi, trasferendo il gruppo glicosilico separato al fosfato inorganico. Quando
non qualificati con il nome del substrato, il termine abitualmente indica la Glicogeno fosforilasi
(animali) o Amido Fosforilasi (piante). 2. gruppo
di enzimi che catalizza il trasferimento di un
gruppo fosfato a un prodotto organico accettore.
f. chinasi fosforilasi b chinasi; enzima che catalizza la fosforilazione e l’attivazione di glicogeno
fosforilasi, passaggio nella cascata di reazioni di
regolazione della glicogenolisi. Il deficit causa la
glicogenosi, tipo IX. f. chinasi epatica isoenzima
epatico della fosforilasi chinasi. f. epatica isoenzima epatico della glicogeno fosforilasi; il deficit
causa la malattia da accumulo di glicogeno di tipo
VI. f. muscolare isoenzima muscolare della glicogeno fosforilasi; il suo deficit causa malattia da
accumulo di glicogeno tipo V.
fosforilazione processo metabolico di introduzione di un gruppo fosfato in una molecola
organica. f. a livello di substrato, formazione
di legami fosfato ad alta energia attraverso la fosforilazione di ADP ad ATP (o da GDP a GTP)
associata alla scissione di intermedi metabolici ad
alta energia. f. ossidativa, La formazione di le-
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gami fosfato ad alta energia attraverso la fosforilazione di ADP ad ATP associata al trasferimento
di elettroni da coenzimi ridotti all’ossigeno molecolare attraverso la catena di trasporto degli
elettroni; si verifica nei mitocondri.
fosforismo avvelenamento cronico da fosforo;
vedi fosforo.
fosforo (P) elemento chimico non metallico, velenoso, altamente infiammabile; no. at. 15, p. at.
30,974. Presente in natura in diverse forme allotropiche, di cui le due più comuni sono fosforo
bianco (o giallo) e rosso. È un elemento essenziale
in tracce; è uno dei principali componenti della
parte minerale delle ossa, ed è presente in tutti i
tessuti, essendo coinvolto in quasi tutti i processi
metabolici. L’ingestione o l’inalazione di fosforo
libero provoca odontalgia, fosfonecrosi (necrosi
da fosforo), anoressia, debolezza e anemia e il contatto con il fosforo bianco provoca gravi ustioni.
fosforoso, fosforico, agg. f. 32, radioisotopo del
fosforo avente emivita di 14,28 giorni e in grado
di emettere particelle beta (1,71 MeV); impieghi
terapeutici includono il trattamento di policitemia vera, leucemia mielocitica cronica, leucemia
linfocitica cronica e di alcuni carcinomi ovarici
e prostatici palliazione dei disturbi da metastasi
scheletriche e il trattamento della diffusione neoplastica intraperitoneale e intrapleurica.
fosforolisi scissione di un legame chimico con simultanea addizione di elementi di acido fosforico
ai residui.
fosfotransferasi ognuna di una sottoclasse di
enzimi che catalizza il trasferimento di un gruppo fosfato.
fosgene gas soffocante e altamente velenoso, il
cloruro di carbonile, COCL2, che causa edema
polmonare o polmonite da inalazione rapidamente fatale; usato nella sintesi di composti organici e precedentemente come gas bellico.
fosinopril inibitore dell’enzima di conversione dell’angiotensina somministrato per via orale sottoforma di sale di sodio per trattare l’ipertensione
e l’insufficienza cardiaca congestizia.
fossa 1. fovea o insenatura. 2. cicatrice. f. acetabolare, area non articolare nel pavimento dell’acetabolo. f.(e) adipose, spazi sottocutanei nella
mammella femminile che contengono adipe.
f. anale, proctodeo. f. ascellare, ascella o cavità ascellare. f. auricolare, fossa preauricolare. f. canina, depressione sulla superficie esterna della
mascella superolaterale all’alveolo dentario del
canino. f. cerebrale laterale, fossa silviana; nel
feto, depressione sulla superficie laterale di ciascun emisfero cerebrale; diventa la scissura silviana e il suo pavimento diventa l’insula. f. condiloidea, una delle due cavità sulla parte laterale
dell’osso occipitale. f. coronoidea dell’omero,
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fossa
depressione nell’omero per il processo coronoideo dell’ulna. f. cranica, una delle tre depressioni (anteriore, media e posteriore) alla base del
cranio per i lobi del cervello. f. del cristallino,
depressione incavata dell’ectoderma del placode
del cristallino nella quale si sviluppa il cristallino
primordiale. f. dello stomaco, epigastrio. f. di
Jobert, depressione nella regione poplitea delimitata dal muscolo grande adduttore e dai muscoli gracile e sartorio. f. di Rosenmüller, recesso faringeo. f. di Waldeyer, le due fosse duodenali considerate come una sola. f. digastrica,
1. depressione sulla superficie interna della
mandibola, su cui si fissa il ventre anteriore del
muscolo digastrico. 2. incisura mastoidea. f. digitale, 1. fossa trocanterica. 2. anello femorale.
3. depressione nell’interno della parete anteriore
addominale laterale alla piega ombelicale laterale.
f. duodenodigiunale, delle due tasche peritoneali, una dietro la plica duodenale inferiore e l’altra
dietro la plica duodenale superiore. f. epigastrica, epigastrio. f. etmoidale, il solco nella lamina
cribriforme dell’osso etmoide, per il bulbo olfattorio. f. ialoidea, depressione davanti al corpo
vitreo, che dà alloggio al cristallino. f. iliaca, area
concava che occupa molta della superficie interna dell’ala iliaca, in particolare anteriormente; da
essa nasce il muscolo iliaco. f. incisiva, 1. depressione sulla linea media dell’osso palatino, immediatamente dietro agli incisivi centrali, in cui i canali incisivi sboccano. 2. depressione superficiale
sulla superficie anteriore della mascella sopra il
dente incisivo, a cui si attacca il muscolo depressore del setto nasale. 3. depressione superficiale
sul corpo della mandibola, sopra la protuberanza
mentale e sotto al bordo alveolare degli incisivi
centrale e laterale. f. infratemporale, cavità irregolare mediale o profonda rispetto l’arco zigomatico. f. ipofisaria, depressione nello sfenoide, che
ospita l’ipofisi. f. ischioanale, f. ischiorettale,
spazio virtuale tra il diaframma pelvico e la cute
sotto di esso; un recesso anteriore si estende per
una distanza variabile tra i diaframmi pelvico e
urogenitale. f. lacrimale, depressione poco profonda nel tetto dell’orbita, che ospita la ghiandola
lacrimale. f. mandibolare, depressione dell’osso
temporale in cui si colloca il condilo della mandibola. f. mastoidea, piccola area triangolare tra
la parete posteriore del meato acustico esterno
e la radice posteriore del processo zigomatico
dell’osso temporale. f. nasale, parte della cavità
nasale anteriore al meato medio. f. navicolare, 1.
vestibolo vaginale tra l’orifizio vaginale e il frenulo delle grandi labbra. 2. espansione laterale
dell’uretra del glande penieno. 3. depressione sul
processo pterigoideo interno dello sfenoide, che
fornisce l’inserzione del muscolo tensore del velo
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fossetta
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palatino. f. olfattiva, abbozzo di cavità nasale. f.
otica, fossa uditiva. f. ovale, depressione nell’atrio destro del cuore; il residuo del forame ovale
del feto. f. ovarica, tasca poco profonda sulla
superficie posteriore del legamento largo, in cui
è situato l’ovaio. f. poplitea, depressione nella regione posteriore del ginocchio. f. preauricolare,
piccola depressione anteriore all’elice dell’orecchio che porta a volte a fistola o a cisti preauricolare congenita. f. ricoperta, piccole cavità
ricoperte di proteine nella membrana plasmatica
di molte cellule coinvolte nell’endocitosi recettore-mediata. f. romboide, pavimento del quarto
ventricolo, composto dalle superfici dorsali del
midollo allungato e dal ponte. f. scafoidea, la
conca che separa l’elice dall’orecchio dall’anti elice. f. silviana, 1. fossa laterale del cervello. 2. incisura di silvio. f. sopraspinosa, depressione sopra la spina della scapola. f. sottosigmoidea, depressione tra il mesentere della flessura sigmoidea e quello del colon discendente. f. sottospinosa, grande area, leggermente concava, sotto il processo spinoso sulla superficie dorsale della scapola. f. subarcuata, depressione nella superficie posteriore interna della parte petrosa dell’osso temporale. f. tibiofemorale, spazio tra le superfici articolari di tibia e femore mediale o laterale al polo
inferiore della rotula. f. trocanterica, depressione sulla superficie mediale del grande trocantere,
su cui si inserisce il tendine del muscolo otturatore esterno. f. zigomatica, fossa infratemporale.
fossetta 1. depressione lieve. 2. piccola, profonda
ulcera corneale.
fossula pl. fossulae [L.] piccola depressione.
fot(o)- prefisso [Gr.] luce.
fotico relativo alla luce.
fotoablazione volatilizzazione dei tessuti per effetto delle radiazioni ultraviolette emesse da un laser.
fotoallergene agente che induce una risposta
allergica alla luce.
fotoallergia fotosensibilità di tipo immunologico
ritardato che implica la presenza di una sostanza
chimica alla quale l’individuo è precedentemente
sensibilizzato e di energia radiante.
fotoattivo che reagisce chimicamente ai raggi luminosi ultravioletti.
fotobiologia branca della biologia che tratta degli
effetti della luce sugli organismi.
fotobiotico che vive solo in presenza di luce.
fotocatalisi promozione o stimolazione di una
reazione chimica per mezzo della luce. fotocatalitico, agg.
fotocatalizzatore sostanza, p.es. clorofilla, che
rende possibile una reazione alla luce.
fotochemioterapia trattamento mediante farmaci (p.es. metossalene) che reagiscono alle radiazioni ultraviolette o alla luce solare.
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fotochimica branca della chimica che studia le
proprietà chimiche o gli effetti dei raggi luminosi
o di altre radiazioni.
fotocoagulazione condensazione di materiale
proteico attraverso l’uso controllato di un intenso
fascio di luce (p.es. laser ad argon), utilizzato in
particolare nel trattamento del distacco di retina
e nella distruzione di anomali vasi retinici o di
masse tumorali intraoculari.
fotodanno danno alla pelle conseguente a prolungata esposizione alle radiazioni ultraviolette.
fotodermatite 1. dermatite fototossica. 2. qualunque forma di dermatite provocata dall’esposizione alla radiazione ultravioletta, come quella
trasmessa dalla luce del sole.
fotodinamico che si potenzia alla luce; utilizzato
p.es. per l’azione esercitata da sostanze fluorescenti alla luce.
fotodinia dolore in corrispondenza dell’occhio
causato dalla luce.
fotoferesi tecnica per il trattamento del linfoma
cutaneo a cellule T, in cui è somministrata una
sostanza chimica fotoattiva, si estrae il sangue e
lo si fa circolare attraverso una sorgente di radiazioni ultraviolette, quindi è reinfuso nel paziente;
si ritiene che ciò stimoli il sistema immunitario.
fotofilo che vive alla luce.
fotofluorografia registrazione fotografica di immagini fluoroscopiche su piccole pellicole, utilizza una lente fissa.
fotofobia abnorme intolleranza visiva alla luce.
fotofobico, agg.
fotoftalmia oftalmia dovuta alla esposizione alla
luce intensa, come nella cecità da neve.
fotogeno 1. causato dalla luce come l’epilessia fotogenica. 2. che produce o emette luce.
fotoinvecchiamento fotodanno con invecchiamento prematuro della pelle.
fotolisi decomposizione chimica o scissione di un
legame per azione della luce o di altra energia
radiante. fotolitico, agg.
fotoluminescenza qualità di essere luminescente dopo l’esposizione alla luce o ad altre radiazioni elettromagnetiche.
fotoma ogni sensazione visiva soggettiva di luce
o colore.
fotomedicina specialità medica che riguarda le
interazioni tra luce e sistemi viventi; per esempio,
gli usi terapeutici come la fototerapia e gli effetti
patologici come la fotodermatite.
fotometria misurazione dell’intensità della luce.
fotone particella (quanto) di energia radiante.
fotoparossismico fotoconvulsivo; che denota
una riposta elettroencefalografica anormale alla
stimolazione luminosa (brevi flash di luce), caratterizzata da diffuse scariche parossistiche registrate come complessi picco-onda; la risposta
può essere accompagnata da convulsioni minori.
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fotoperiodismo reazioni fisiologiche e comportamentali indotte negli organismi dai cambiamenti della durata della luce e dell’oscurità.
fotoperiodo periodo di tempo durante il giorno
durante il quale un organismo è esposto alla luce
del sole (o alla luce artificiale). fotoperiodico, agg.
fotopia visione diurna. fotopico, agg.
fotopigmento pigmento instabile in presenza di
luce.
fotopsia comparsa di scintille o di lampi in caso di
irritazione retinica.
fotopsina opsina dei coni della retina che si
combina con il retinale per formare i pigmenti
fotochimici.
fotoptarmosi starnutazione causata dall’azione
della luce.
fotoptometro strumento per la misurazione
dell’acutezza visiva determinando la più piccola
quantità di luce che rende un oggetto sufficientemente visibile.
fotorecettore parte terminale di un nervo o recettore sensibile alla luce.
fotorefrattivo relativo alla rifrazione della luce.
fotoretinite retinite causata dalla esposizione a
luce intensa.
fotoriattivazione inversione degli effetti biologici dei raggi ultravioletta sulle cellule successiva
alla esposizione alla luce visibile.
fotoscansione rappresentazione bidimensionale
dei raggi gamma emessi da un isotopo radioattivo
nei tessuti del corpo prodotta da una meccanismo di stampa che utilizza una fonte luminosa
per esporre una pellicola fotografica.
fotosensibilità 1. abilità di una cellula organo o
organismo di reagire alla luce.2. risposta anomala
della cute o degli occhi alla luce solare. fotosensibile, agg.
fotosensibilizzazione sviluppo di reattività cutanea od oculare alla luce estremamente elevata.
fotosintesi combinazione chimica causata dall’azione della luce; specificamente formazione di
carboidrati a partire da anidride carbonica e acqua
nel tessuto clorofilliano delle piante sotto influenza della luce. fotosintetico, agg.
fotostabile stabile sotto l’azione della luce.
fototassi movimento di cellule e microrganismi
in risposta a stimolo luminoso. fototassico, agg.
fototerapia 1. trattamento di una malattia con
l’esposizione alla luce. 2. terapia fotodinamica.
fototossicità tipo di fotosensibilità indotta da
una sostanza tossica, in contrapposizione a fotoallergia. fototossico, agg.
fototossico relativo a caratterizzato da o che induce fototossicità.
fototrofico capace di trarre energia dalla luce.
fototropismo 1. tendenza di un organismo a
girarsi o spostarsi verso o in senso opposto alla
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frattura
luce. 2. cambiamento di colore prodotto in una
sostanza per azione della luce. fototropico, agg.
fovea piccola fossa o depressione. Spesso usato
da solo per indicare la fovea centrale della retina.
f. centrale della retina, piccola depressione
nella parte centrale della macula lutea, l’area
della vista più nitida, dove gli strati retinici sono slargati e la luce cade direttamente sui coni.
f. sottomandibolare, depressione sulla superficie mediale della mandibola, che ospita parte
della ghiandola sottomandibolare.
foveazione formazione di depressioni sulla superficie cutanea; l’essere butterato.
foveola piccola fossa o depressione.
Fr francio.
fragilità suscettibilità o mancanza di resistenza, a
influenze capaci di causare una interruzione della
continuità o dell’integrità. f. capillare, anomala
predisposizione alla rottura della parete dei capillari. f. eritrocitaria, suscettibilità degli eritrociti
all’emolisi. f. osmotica, predisposizione di certi
eritrociti all’emolisi in soluzioni saline più ipotoniche.
framboesia [In. Jaws] malattia infettiva tropicale endemica causata dal Treponema pertenue, che
colpisce di solito soggetti sotto di età inferiore
a 15 anni, e si diffonde per contatto diretto con
lesioni cutanee o attraverso fomiti contaminati.
Inizialmente si manifesta con la comparsa di un
papilloma nella sede di inoculazione; questo guarisce, lasciando una cicatrice, ed è seguito dalla
comparsa di grappoli di lesioni granulomatose
generalizzate che possono recidivare ripetutamente. Può essere presente interessamento osseo e articolare. f. madre, lesione iniziale della
framboesia. f. tropicale, framboesia.
frammentazione divisione del tessuto solido
(come un tumore) in frammenti, che possono
quindi essere rimossi.
francio (Fr) elemento raro, radioattivo, metallo
alcalino; no. at. 87, p. at. 223.
Francisella genere di batteri aerobi Gramnegativi della famiglia della Francisellaceae. F. philomiragia è un patogeno opportunistico nell’uomo e F. tularensis causa la tularemia.
Francisellaceae famiglia di batteri coccoidi o
bastoncellari Gram-negativi, aerobi, dell’ordine
Thiotrichales.
fraterno 1. di o relativo a fratelli. 2. derivato da
due ovociti, detto di gemelli.
frattura 1. la rottura di una parte in particolare un
osso. 2. infrazione o rottura in un osso. f. a cuneo da compressione, frattura da compressione
della sola parte anteriore della vertebra, che dà
alla stessa la forma di un cuneo. f. a forchetta,
frattura di Colles. f. a freddo, vedi freeze-fracturing. f. a legno verde, frattura in cui un solo lato
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frattura
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dell’osso è rotto, mentre l’altro è curvato. f. a
palla da ping-pong, tipo di frattura depressa del
cranio in genere osservata nei bambini piccoli;
è simile alla rientranza che può essere prodotta
con un dito in una pallina da ping-pong; quando lo si solleva l’osso riprende e mantiene la sua
normale posizione. f. a taglio sagittale, frattura
di una vertebra con rottura in direzione oblunga;
la colonna vertebrale superiore è spostata orizzontalmente provocando in genere paraplegia.
f. a tubo di piombo, frattura in cui la corteccia
ossea è leggermente compressa e rigonfia su un
lato con una modesta rottura sull’altro versante
dell’osso. f. aperta, frattura in cui una ferita dei
tessuti molli adiacenti o soprastanti comunica
con la sede della frattura. f. blow-out, frattura
del pavimento orbitario causata da un improvviso
aumento della pressione intraorbitaria dovuta a
forze traumatizzanti; il contenuto orbitale ernia
nel seno mascellare così che il muscolo retto inferiore o il muscolo obliquo inferiore possono incarcerarsi dentro i margini di frattura, causando
diplopia nel guardare in alto. f. capillare, frattura
che appare al radiogramma come una sottile linea simil-aerea senza separazione dei segmenti
ossei; a volte osservata nelle fratture del cranio.
f. chiusa, frattura che non produce una ferita
aperta sulla cute; cf. frattura esposta. f. comminuta, quella in cui il midollo è frantumato o schiacciato. f. completa, che coinvolge l’intera sezione
traversa dell’osso. f. con fissurazione, frattura
che si estende dalla superficie verso l’interno di
un osso lungo senza attraversarlo. f. da avulsione, separazione di un piccolo frammento di osso
sull’attaccamento del legamento al tendine. f. da
compressione assiale, frattura di una vertebra
da eccessiva forza verticale, così che parti di essa
si spostano in senso orizzontale. f. da insufficienza, frattura da stress che si verifica durante il
normale sforzo su di un osso di densità anormalmente diminuita. f. da scoppio, frattura da compressione assiale. f. da strappamento, separazione di un piccolo frammento di corteccia ossea nel
sito di inserzione di un legamento o tendine. f. da
stress, frattura causata da insoliti o ripetuti stress
su un osso. f. del pilone tibiale, frattura comminuta della superficie articolare inferiore della
tibia e del malleolo, causata dalla compressione
assiale dell’articolazione della caviglia. f. dell’impiccato, frattura attraverso i peduncoli dell’epistrofeo (C2), con o senza sublussazione della
seconda o terza vertebra cervicale. f. depressa,
f. depressa del cranio, frattura del cranio in cui
un frammento è avvallato. f. di Barton, frattura
dell’estremità distale del radio all’interno dell’articolazione del polso. f. di Bennett, frattura della base del primo osso del metacarpo decorrente
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nell’articolazione carpometacarpale, complicata
da sublussazione. f. di Colles, frattura dell’estremità distale del radio, con il frammento distale
dislocato all’indietro; se il frammento è dislocato
in avanti, è una frattura di Colles inversa. f. di de
Quervain, frattura dell’osso navicolare insieme
a lussazione volare dell’osso semilunare. f. di
Dupuytren, frattura di Pott. f. di Duverney,
frattura dell’ileo immediatamente al di sotto della
spina anteriore superiore. f. di Jefferson, frattura dell’atlante (prima vertebra cervicale). f. di
Le Fort, frattura orizzontale bilaterale della mascella. Le fratture Le Fort sono classificate come
segue frattura Le Fort I, una frattura orizzontale
segmentata dei processi alveolari della mascella,
in cui i denti sono abitualmente contenuti nella
porzione distaccata dell’osso; frattura Le Fort II,
frattura monolaterale o bilaterale della mascella, in cui il corpo della mascella è separato dallo
scheletro facciale e la parte separata è di forma
piramidale; la frattura può estendersi attraverso
il corpo della mascella sotto la linea mediana del
palato duro, attraverso il pavimento dell’orbita e
dentro la cavità nasale; frattura Le Fort III, frattura in cui l’intera mascella e uno o più ossa facciali
sono completamente separate dallo scheletro
craniofacciale; queste fratture sono quasi sempre
accompagnate da fratture multiple delle ossa facciali. f. di Monteggia, frattura nella metà prossimale della diafisi dell’ulna, con lussazione della
testa del radio. f. di Parry, frattura di Monteggia.
f. di Pott, frattura della parte inferiore della
fibula, con grave danno dell’articolazione distale
tibiale, abitualmente con distacco di una parte
del malleolo mediale o con rottura del legamento mediale. f. di Smith, frattura di Colles inversa.
f. di Stieda, frattura del condilo interno del femore. f. diretta, frattura nel punto del trauma.
f. esposta, frattura aperta. f. faciale trasversa,
frattura Le Fort III. f. incompleta, frattura che
non distrugge interamente la continuità dell’osso. f. incuneata, frattura in cui un frammento
è saldamente incuneato nell’altro. f. intrauterina, frattura di un osso del feto subita in utero.
f. mascellare trasversa, termine a volte utilizzato per la frattura mascellare orizzontale (f. Le
Fort I). f. non consolidata, mancata saldatura
dei due corpi della fattura. f. patologica, frattura
dovuta a indebolimento della struttura dell’osso
per processi patologici, come neoplasie, osteomalacia oppure osteomielite. f. piramidale della
mascella, frattura Le Fort II. f. semplice, frattura
chiusa. f. spiroide, frattura in cui l’osso è stato
sottoposto a torsione. f. spontanea, frattura patologica. f. -lussazione, frattura di un osso attiguo
a un’articolazione con concomitante dislocazione
di quell’articolazione. f. -subgrondazione, un ti-
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po di frattura depressa del cranio, con depressione di un frammento osseo al di sotto di un altro.
frazionamento 1. in radiologia, divisione della dose totale di radiazioni in piccole dosi somministrate a intervalli. 2. in chimica, separazione di una
sostanza in componenti come per distillazione o cristallizzazione. 3. in istologia isolamento delle componenti di cellule viventi con centrifugazione differenziale.
frazione 1. parte di qualcosa più grande. 2. in
chimica, uno dei costituenti scindibili di una sostanza. frazionario, agg. f. di eiezione, percentuale del volume di sangue nei ventricoli al
termine della diastole, che è eiettata durante la
sistole; è la gittata sistolica diviso il volume di fine
diastole, espresso in percentuale. Normalmente è
65 ± 8%; valori più bassi indicano un’insufficienza ventricolare. f. di proteine plasmatiche, preparazione di albumina sierica e globulina, ottenuta frazionando il sangue di origine plasma o siero
da donatori umani sani; usato come supporto del
volume ematico.
FRCP [In.] Fellow of the Royal College of Physicians: membro del reale collegio dei medici.
FRCS [In.] Fellow of the Royal College of Surgeons: membro del reale collegio dei chirurghi.
freeze-drying [In.] liofilizzazione.
freeze-etching [In.] metodo usato per studiare
cellule non fissate in microscopia elettronica, in
cui l’oggetto da studiare è posto in glicerolo 20%
congelato a –100 °C, e poi montato su un supporto freddo.
freeze-fracturing [In.] metodo di prepare le cellule per esame al microscopio elettronico: il campione di tessuto è congelato a –150 °C, inserito in
una camera a vuoto e fratturato con microtomo;
si costruisce una replica di carbon platino della
superficie esposta, liberata dal campione sottostante, e quindi esaminata.
fremito vibrazione percepita con la palpazione.
f. bronchiale, vibrazioni prodotte dal passaggio di aria attraverso un bronco grande, pieno
di muco. f. da frizione, frizione. f. della tosse, percepito sulla parete toracica quando il paziente tossisce. f. diastolico, percepito sopra la
zona precordiale durante la diastole ventricolare
nell’insufficienza aortica, avanzata. f. idatideo,
percepito a volte alla percussione di una cisti
idatidea. f. presistolico, quello percepito subito
prima della sistole sull’apice del cuore. f. sistolico, percepito sopra la zona precordiale durante
la sistole nella stenosi aortica nella stenosi polmonare e nel difetto del setto interventricolare.
f. tattile, fremito vocale percepito sulla parete
toracica. f. vocale, fremito prodotto dal parlare
percepito all’auscultazione. vibrazione percepita
alla palpazione.
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frinoderma
fren(o)- prefisso [Gr.] diaframma; mente; nervo frenico.
frenico diaframmatico.
frenite diaframmite; infiammazione del diaframma.
frenocolico relativo a o che connette il diaframma e il colon.
frenoepatico relativo al diaframma e al fegato.
frenoplegia paralisi del diaframma.
frenotropico che esercita il suo principale effetto
sulla mente.
frenulo 1. struttura per trattenere. 2. piccola plica della pelle o della mucosa che limita imovimenti di un organo o parte. f. del clitoride, plica formata dall’unione delle piccole labbra con
il clitoride. f. del labbro, plica mediana della
mucosa che connette l’interno del labbro alla
gengiva corrispondente. f. del prepuzio del pene, plica sotto il pene che lo unisce al prepuzio.
f. del velo midollare superiore, banda sul velo
midollare dal suo attacco al collicolo inferiore.
f. della lingua, plica verticale di mucosa sotto la
lingua, che la collega al pavimento della bocca.
f. della valvola ileocecale, plica formata dall’unione delle estremità della valvola ileocecale, che
circonda parzialmente il lume del colon. f. delle
grandi labbra, f. pudendi, unione posteriore
delle piccole labbra, anteriore alla commessura
posteriore.
frenuloplastica correzione chirurgica di un frenulo abnormente corto.
frequenza 1. numero di eventi di un processo periodico nell’unità di tempo. Simbolo v. 2. in statistica, il numero di eventi di una entità determinabile
per unità di tempo o di popolazione. Simbolo f.
f. cardiaca, numero di contrazioni dei ventricoli
cardiaci nell’unità di tempo. f. del polso, il numero di pulsazioni rilevato in un’arteria periferica nell’unità di tempo. f. respiratoria, numero
di movimenti della parete toracica nell’unità di
tempo indicativi di inspirazione ed espirazione.
f. urinaria, minzione a brevi intervalli senza aumento del volume giornaliero o della gittata urinaria, dovuta a ridotta capacità della vescica.
fresa tipo di trapano usato per praticare fori nelle
ossa o analoghi materiali duri.
freudiano 1. relativo a Sigmund Freud, fondatore
della psicanalisi o alle sue teorie psichiche e al
metodo di psicoterapia (teoria e tecnica psicanalitica). 2. seguace o utilizzatore delle teorie e dei
metodi freudiani.
friabile 1. facile da rompere, lacerare o incrinare
specialmente con una lieve pressione. 2. facilmente sgretolabile.
frigidità 1. freddezza. 2. termine antico per i disturbi dell’eccitazione sessuale femminile.
frinoderma ipercheratosi follicolare, probabilmente dovuta al deficit di vitamina A o di acidi
grassi essenziali.
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fritta
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fritta materiale imperfettamente fuso, usato come
base per fare il vetro e nella composizione della
porcellana dentaria.
frizionare irritare la cute ad esempio sfregando
due pliche cutanee opposte.
frizione massaggio che utilizza un movimento di
sfregamento circolare o di avanti e indietro, usato
in particolare per massaggio dei tessuti profondi.
frolement [Fr.] suono frusciante spesso sentito all’auscultazione nelle malattie pericardiche.
frontale 1. relativo alla fronte. 2. che indica un
piano longitudinale del corpo, dividendolo in
parti anteriori e posteriori.
frontalis [L.], 1. frontale. 2. prominenza frontale
del muscolo occipito-frontale.
frontalmente verso la fronte o il versante frontale.
fronte versante anteriore della testa al di sopra
delle sopracciglia, che si estende fino alla linea
dei capelli; è di solito considerata parte del volto
ma talvolta è esclusa.
frontomascellare relativo alle ossa frontale e mascellare.
frontotemporale relativo alle ossa frontale e temporale.
frottage [Fr.] frotteurismo.
frotterismo parafilia in cui l’eccitamento sessuale
o l’orgasmo è raggiunto con sfregamento vero
o immaginario contro un’altra persona, abitualmente in un posto affollato con una vittima ignara.
frotteur uno che pratica frotterismo.
fructosile radicale del fruttosio.
fruttochinasi enzima di fegato, intestino e corteccia renale che catalizza il trasferimento di un
gruppo fosfato da ATP a fruttosio come tappa
iniziale della sua utilizzazione. Il deficit provoca
fruttosuria essenziale.
fruttofuranosio forma di fruttosio combinata e
più reattiva.
fruttosemia presenza di fruttosio nel sangue, come nell’intolleranza ereditaria al fruttosio e nella
fruttosuria essenziale.
fruttoside glicoside del fruttosio.
fruttosio uno zucchero C6H12O6, presente nel
miele e in molti frutti dolci; usato come rigeneratore liquido e nutriente.
fruttosio-16-bisfosfatasi enzima che catalizza
parte del ciclo della gluconeogenesi nel fegato e
nei reni; il deficit causa apnea, iperventilazione,
ipoglicemia, chetosi e acidosi lattica e può essere
fatale nel periodo neonatale.
fruttosuria presenza di fruttosio nelle urine.
f. essenziale, patologia benigna ereditaria del
metabolismo dei carboidrati causata da difetto
della fruttochinasi e manifestata solo da fruttosio
nel sangue e nelle urine.
FSF [In.] Fibrin-Stabilizing Factor: fattore stabilizzante la fibrina (fattore XIII della coagulazione).
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FSH [In.] Follicle-Stimulating Hormone: ormone
follicolo-stimolante.
FSH-RH [In.] Follicle-Stimulating Hormone-Releasing Hormone: ormone di rilascio dell’ormone follicolo-stimolante.
ftaleina parte di una serie di materiali coloranti
che si forma dalla condensazione dell’anidride
ftalica con i fenoli.
ftiriasi pediculosi pubica.
5-FU 5-fluorouracile; vedi fluorouracile.
a-l-fucosidasi enzima che catalizza l’idrolisi dei
residui del fucosio da fucosidi; il deficit provoca
fucosidosi.
fucosidosi malattia da accumulo lisosomiale causata da deficit dell’attività enzimatica della fucosidasi e dall’accumulo di glicoconiugati contenenti
fucosio in tutti i tessuti; è caratterizzata da progressivo deterioramento psicomotorio, ritardo
di crescita, epatosplenomegalia, cardiomegalia e
convulsioni.
fucosio monosaccaride che si presenta come l-fucosio in certi oligo- e polisaccaridi e fucosidi e
nella parte di carboidrati di alcuni mucopolisaccaridi e glicoproteine, inclusi gli antigeni A, B e
O dei gruppi sanguigni.
fucsina uno dei numerosi coloranti rossoporpora
a volte specificamente fucsina basica. f. acida, miscela di fucsine sulfonate; usata in numerose colorazioni complesse. f. basica, colorazione istologica, che contiene in maniera predominante
pararosanilina e rosanilina.
fucsinofilia proprietà di colorarsi rapidamente
con fucsina. fucsinofilo, agg.
FUDR, FUdR floxuridina.
fuga 1. l’atto di diventare libero. 2. stato patologico di alterata coscienza, in cui un individuo può
agire e vagare come fosse cosciente, ma i cui comportamenti non sono guidati da una personalità
completa normale e non sono ricordati dopo che
la fuga è terminata. f. di idee flusso quasi continuo
di rapidi discorsi, che scaturiscono da argomenti
diversi generalmente basati su associazioni sensate
svaghi o giochi di parole ma talvolta disorganizzati
e incoerenti. f. dissociativa, f. psicogena, un disturbo dissociativo caratterizzato da un episodio di
improvviso e inatteso allontanamento da casa o dal
lavoro, con amnesia per il passato e parziale o totale confusione sulla propria identità o assunzione
di una nuova identità.. f. giunzionale atrioventricolare, f. nodale, uno o più battiti di sfuggita
nei quali il pacemaker è il nodo atrioventricolare.
f. vagale, esaurimento dei mediatori chimici neuronali o adattamento alla loro azione nella regolazione della pressione arteriosa sistemica. f. ventricolare, insorgenza di uno o più battiti ectopici
nel quale un pacemaker ventricolare diventa funzionante prima del pacemaker nodo seno-atriale.
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fugacità misura della tendenza di una sostanza a
passare da una fase all’altra o da una parte di una
fase a un’altra della medesima fase.
-fugale suffisso [L.] che si allontana, che fugge da,
repellente.
fulminare verificarsi improvvisamente con grande intensità. fulminante, agg.
fumante che emette un vapore visibile.
fumarasi enzima che catalizza l’interconversione
di fumarato e malato.
fumarato sale dell’acido fumarico.
fumigazione esposizione a fumi disinfettanti.
functio [L.] funzione. f. laesa, perdita della funzione; uno dei segni fondamentali dell’infiammazione.
fundoplicatio mobilizzazione della parte distale
dell’esofago e plicatura del fondo dello stomaco
sopra e intorno ad essa.
fundoscopio oftalmoscopio. fundoscopico, agg.
fungicida agente che distrugge i funghi. fungicida, agg.
fungiforme a forma di fungo.
fungino relativo a funghi.
fungo categoria di organismi eucariotici eterotrofici che vivono come saprofiti o parassiti, che
include funghi, lieviti e muffe; hanno pareti cellulari rigide ma non hanno clorofilla. Alcuni sono
commestibili e altri velenosi. Vedi anche avvelenamento da funghi; qualsiasi microrganismo appartenente ai Fungi. f. dimorfico, fungo che vive come
lievito o muffa secondo le condizioni ambientali.
f. imperfetto, fungo di cui non si conosce lo stadio perfetto (sessuale). f. perfetto, fungo di cui si
conosce il tipo di formazione delle spore sia sessuata che asessuata. f.(i) veri, Eumycota.
fungoide simile a un fungo.
fungoma palla fungina.
funguria la presenza di funghi nelle urine.
funicolare relativo a un cordone o a un funicolo.
funicolo cordone; struttura cordoniforme. funicolare, agg. f. anteriore del midollo spinale,
sostanza bianca del midollo spinale situata su entrambi i lati tra la fessura mediana anteriore e la
radice ventrale. f. laterale, 1. sostanza bianca del
midollo spinale situata su ciascun lato tra le radici
dorsali e ventrali. 2. continuazione nel midollo
allungato di tutte le fibre del funicolo laterale del
midollo spinale a eccezione del tratto piramidale laterale. f. posteriore del midollo spinale,
sostanza bianca del midollo spinale situata su
entrambi i lati tra il solco mediano posteriore e
le radici dorsali. f. separans, stretta sporgenza
traslucida di ependima inspessito sulla parete
del quarto ventricolo che decorre lungo la parte
inferiore del trigono del nervo vago e lo separa dall’area postrema; in quest’area la barriera
emato-encefalica può essere modificata.
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fusione
funiculite 1. infiammazione del funicolo spermatico. 2. infiammazione di quella parte di radice
di nervo spinale, radice situata nel canale intervertebrale.
funiculoepididimite infiammazione del funicolo spermatico e dell’epididimo.
funiforme simile a una fune o a una corda.
funzionale 1. relativo a una funzione. 2. che interessa la funzione ma non la struttura.
funzione 1. attività fisiologica speciale normale o
propria di un organo o una parte 2. in matematica, una regola che assegna a ciascun membro
di un insieme (il dominio) un valore in un altro
insieme (il range).
FUO [In.] Fever of Unknown Origin: febbre di
origine ignota.
furanosio uno zucchero che contiene la struttura
dell’anello del furano a quattro atomi di carbonio; è una forma ciclica che i chetosi e gli aldosi
possono assumere in soluzione.
furazolidone antibatterico e antiprotozoario efficace contro molti microrganismi enterici Gramnegativi; utilizzato nel trattamento di diarrea ed
enterite.
furcula come una forcella, biforcato.
furfuraceo fine e slegato; detto di scaglie simili a
crusca o forfora.
furfurale composto aromatico dalla distillazione
di crusca, segatura, ecc., che irrita le mucose e
causa fotosensibilizzazione e cefalee.
furor furia; rabbia. f. epilepticus, attacco di intensa collera che si verifica nell’epilessia.
furosemide diuretico dell’ansa utilizzato nel trattamento di edema e ipertensione.
furto diversione, come del flusso ematico di qualcosa dal suo normale decorso come nelle arteriopatie ostruttive. f. dell’arteria succlavia, nella
patologia ostruttiva dell’arteria succlavia, una inversione del flusso ematico nell’arteria vertebrale
ipsilaterale dall’arteria basilare alla succlavia a
valle della stenosi.
fuscina pigmento marrone dell’epitelio retinico.
fusibile che può essere liquefatto.
fusiforme a forma di fuso; assottigliato alle due
estremità.
fusione 1. l’atto o il processo di liquefare. 2. unione o coerenza di parti o corpi adiacenti. 3. coordinazione di immagini separate dello stesso oggetto nei due occhi in una sola. 4. creazione operatoria di un’anchilosi o artrosi vedi artrodesi.
f. diafiso-epifisaria, stabilire operatoriamente la
congiunzione ossea tra epifisi e diafisi di un osso.
f. intersomatica anteriore, fusione vertebrale in
regione lombare con approccio retroperitoneale,
con fissazione tramite innesti ossei sulle superfici
anteriore e laterale. f. vertebrale, fissazione ope-
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fuso
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ratoria o anchilosi di due o più vertebre, spesso
con discectomia o laminectomia.
fuso 1. spillo assottigliato a entrambe le estremità.
2. la figura fusiforme che si presenta durante la
metafase della divisione cellulare, composta di
microtubuli che si irradiano dai centrioli e che
connettono i cromosomi ai loro centromeri. 3.
tipo di onda cerebrale che si presenta nell’elettroencefalogramma in gruppi con una frequenza
di circa 14 per secondo generalmente mentre
il paziente è addormentato. 4. fuso muscolare.
f. di Krukenberg, un’opacità fusiforme, rossobrunastra della cornea. f. mitotico, fuso (2).
f. muscolare, una terminazione fusiforme disposta in parallelo tra le fibre muscolari scheletriche e che agisce da meccanocettore, che è il
recettore degli impulsi responsabile del riflesso
di stiramento. f. nucleare, fuso (2). f. tendineo,
organo tendineo del Golgi.
Fusobacteria 1. phylum di batteri Gram-negativi anaerobi non sporigeni e bastoncellari. 2.
unica classe di questo phylum.
Fusobacteriaceae famiglia di batteri Gram-negativi bastoncellari dell’ordine Fusobacteriales.
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Fusobacteriales ordine di batteri della classe
Fusobacteria.
Fusobacterium genere di batteri anaerobi Gramnegativi, della famiglia delle Fusobacteriaceae, comprendente cellule sottili con estremità affusolate normalmente presenti nelle cavità corporee.
Alcune specie sono patogene e causano infezioni
purulente o gangrenose.
fusobatterio 1. batterio bastoncellare in cui la cellula è più spessa al centro e si assottiglia alle estremità. 2. microrganismo del genere Fusobacterium.
fusocellulare che ha cellule a forma di fuso.
fusomotorio fibre d’innervazione intrafusale del
fuso muscolare; detto delle fibre dei nervi motori
di motoneuroni gamma.
fusospirillosi gengivite ulcerativa necrotizzante.
fusospirochetosi infezione da fusobatteri e spirochete come nella gengivite ulcerativa necrotizzante.
fusospirochetosico relativo a o causato da fusobatteri e spirochete.
FVC [In.] Forced Vital Capacity: capacità vitale forzata.
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